Le nuove frontiere della finanza prevedono forme di prestito non vincolate ai tradizionali istituti di credito, come il direct lending, un’opportunità preziosa per le imprese.

In Italia la vera spina dorsale dell’economia è rappresentata senza dubbio dalle piccole e medie imprese.

Il sistema produttivo italiano, infatti, si fonda proprio sull’operato diffuso e capillare di tante realtà, micro, piccole e medie, molto spesso fortemente legate al territorio di appartenenza in cui svolgono la propria attività e capaci, con il loro operato, di creare solide reti di rapporti.

Tali realtà imprenditoriali generano un indotto che consente alle aziende di guadagnarsi la fiducia dei propri fornitori e permette loro di accedere a quelle che sono le forme più classiche di finanziamento, ossia i finanziamenti bancari.

Oggi, tuttavia, ai canali consueti si affiancano soluzioni finanziarie di ultima generazione, concepite per sostenere e valorizzare le imprese nel loro processo di crescita.

Soluzioni come il direct lending e altre forme di finanziamento, puntano su sistemi alternativi al credito bancario classico e concepiti nell’ottica di spingere le aziende in crescita facilitando l’accesso al capitale e sostenendo progetti concreti e valorizzanti.

Grazie alle nuove formule di finanziamento che si basano su sistemi alternativi a quelli tradizionali, le imprese riescono a ottenere la liquidità di cui necessitano in tempi più brevi, a costi inferiori e secondo regole comunicate in modo più trasparente rispetto a quelle imposte dalle soluzioni finanziarie legate agli istituti bancari classici.

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Direct lending: di che si tratta

Il direct lending è una particolare forma di prestito concesso a un’impresa da investitori istituzionali senza alcuna intermediazione bancaria.
Si tratta quindi di uno strumento finanziario innovativo, che attrae l’attenzione costante di un sempre maggior numero di realtà imprenditoriali e di operatori finanziari aperti a nuove prospettive.
Insomma, una vera e propria rivoluzione nel settore del credito alle imprese e sicuramente la scelta ottimale per tutte le aziende spesso vincolate alle regole troppo ferree imposte dai circuiti bancari classici.
In seguito alla crisi del 2008 che ha fatto registrare un pesante blocco dei finanziamenti da parte delle banche e ha colpito così parecchie imprese, la sofferenza economica generale è diventata un problema sempre più comune e diffuso. Il direct lending si è delineato in questo contesto come l’occasione ideale per creare nuove possibilità di finanziamenti nell’ottica di sostenere processi di reale innovazione e produzione.
In questo contesto il direct lending ha rappresentato un’ottima opportunità anche per gli investitori a cui si è aperta la prospettiva di nuovi e consistenti guadagni.
In Italia il direct lending è stato possibile solo a partire dal Decreto Legge nr 18 del 2016 e il controllo su tale formula finanziaria è esercitato dalla Consob e dalla Banca d’Italia, incaricate della gestione di questi fondi e del vaglio di ogni richiesta.

Nuove opportunità per le imprese

Il direct lending ha ottenuto in Italia un ottimo riscontro. Le piattaforme nate come Peer-to-Peer per offrire ai privati la possibilità di finanziare a loro volta privati e poi aziende, stanno crescendo come è accaduto anche all’estero. Gli investitori istituzionali influenzano le masse a per consentire alle aziende di accedere a credito online. Se una volta gli istituti bancari rappresentavano l’unica strada percorribile per poter accedere a un prestito, oggi sempre più imprese sfruttano con fiducia la possibilità del direct lending.

PMI e grandi imprese hanno l’occasione di vendere crediti commerciali per dare sostegno al capitale circolante, contando su prestiti a medio-lungo termine di una durata da 3 a 5 anni, per favorire e dare slancio a progetti di sviluppo, nuove acquisizioni o rifinanziamenti del debito.

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ultimo aggiornamento: 20-09-2022


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