A volte, quando si assumono cibi sbagliati o si contrae qualche forma di infezione virale o batterica, può succedere di provare sintomi particolarmente fastidiosi che creano in noi una sensazione di repellenza nei confronti del cibo, mal di pancia o mal di stomaco acuti, senso di nausea e addirittura vomito.

Questi ultimi due, di solito, sono i sintomi più evidenti che qualcosa non va, anche se le cause che le scatenano possono essere diverse.

Di solito il vomito è una forma di difesa dell’organismo che lo usa per espellere sostanze potenzialmente pericolose, come cibo avariato, microrganismi patogeni, e si manifesta con spasmi allo stomaco che portano all’espulsione orale di ciò che è contenuto nello stomaco. La nausea è la sensazione di dover rimettere, che di solito precede questa reazione. Sapendo cos’è la gastroenterite e quali sono i suoi sintomi, è possibile sospettare la sua presenza proprio dalla nausea, poiché sono proprio le infezioni che colpiscono il tratto gastrointestinale a provocare nella maggior parte dei casi questa sensazione.

Va detto però che gli episodi di vomito possono essere acuti o cronici, in base alla durata.

Oltre ai problemi di natura gastroenterica, il vomito può essere causato anche da altre condizioni, come la gravidanza, malattie psichiatriche, affezioni neurologiche, intolleranze alimentari.

È bene, quindi, approfondire le principali ragioni che sottendono ai sintomi di nausea e vomito e capire come identificarli.

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Le cause più frequenti di nausea e vomito

Sono già state citate le infezioni virali o batteriche alla base di questi sintomi particolarmente fastidiosi, ma in linea di massima, oltre ai disordini gastroenterici, si possono identificare l’assunzione di farmaci o sostanze nocive o cause extra-intestinali.

Tra queste ultime, in modo particolare, si distinguono problemi all’orecchio, come la labirintite, ma anche emicrania, a volte anche scompenso cardiaco, ascessi, malattie metaboliche o particolari stati psicologici, come ansia e stress, o reazioni a particolari odori sgraditi.

Come accennato, anche gli effetti collaterali di specifici farmaci possono indurre il vomito o la nausea, ma persino vitamine, spezie o erbe naturali e, non ultimo, l’abuso di alcol e altre sostanze chimiche.

Come diagnosticarle

Nella maggior parte dei casi i sintomi di nausea e vomito tendono a risolversi spontaneamente nel giro di qualche ora o qualche giorno, soprattutto se sono di origine virale.

In altri casi, però, si possono associare a conseguenze più gravi o essere scatenate da cause che fanno rilevare una complicazione del quadro clinico di chi ne è affetto. Il verificarsi di più episodi di vomito può portare alla disidratazione, ad esempio, ma anche scatenare aritmie, a cause della caduta del livello di potassio nel sangue.

Prima di giungere alla terapia o intervento da adottare, però, è necessario effettuare una diagnosi approfondita, proprio per circoscrivere i sintomi ed elaborare un’ipotesi per la causa scatenante.

In linea di massima, l’anamnesi riguarda più che altro la descrizione approfondita degli episodi di vomito e delle sue caratteristiche, in modo da identificarne la tipologia e poter distinguere un vomito ematico, fecaloide o semplicemente alimentare.

È importante, inoltre, prendere in considerazione anche altri sintomi presenti oltre al vomito, come diarrea, mal di testa, vertigini, offuscamento della vista, e un’attenta descrizione di ciò che si è assunto prima che si manifestassero questi sintomi.

A questo, poi, si possono affiancare specifici esami clinici che spaziano dall’auscultazione dell’addome, fino agli esami del sangue e di specifici valori.

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ultimo aggiornamento: 16-12-2022


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