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Questo colore è quasi impossibile da vedere per l’occhio umano: solo 5 persone sono riuscite nell’impresa

Colore invisbile a molti

Esiste un colore che l’occhio umano non dovrebbe riuscire a vedere, eppure in pochissimi ci sono riusciti davvero.

Quando pensiamo ai colori, infatti, ci sembra di avere davanti un universo già enorme e completo. Senza ombra di dubbio, la nostra esperienza quotidiana ci porta a credere che tutto ciò che può essere visto sia già lì, sotto i nostri occhi, ben catalogato tra sfumature di rosso, verde, blu e infinite combinazioni.

Eppure la scienza, ancora una volta, ha deciso di spingersi un passo oltre, dimostrando che il mondo visivo potrebbe essere molto più ampio di quanto immaginiamo. Secondo le stime più accreditate, l’occhio umano medio è in grado di distinguere quasi dieci milioni di colori diversi. Un numero impressionante, che però non rappresenta il limite assoluto della realtà cromatica.

Questo colore lo vedono in pochi, la motivazione è strabiliante

Alcuni ricercatori, infatti, hanno recentemente annunciato di essere riusciti a individuare un colore completamente nuovo, collocato al di fuori della gamma normalmente accessibile alla vista umana. Un risultato che, senza ombra di dubbio, ha lasciato perplessi e affascinati scienziati e appassionati di neuroscienze in tutto il mondo.

Per capire la portata della scoperta bisogna fare un piccolo passo indietro e guardare a come funziona la nostra visione. L’occhio umano è dotato di cellule sensibili alla luce chiamate fotorecettori, che si dividono in coni e bastoncelli. I bastoncelli entrano in gioco quando la luce è scarsa, mentre i coni lavorano soprattutto in condizioni di illuminazione elevata e sono responsabili della percezione dei colori. I coni, però, non sono tutti uguali. Ne esistono tre tipi principali, ciascuno specializzato nel rilevare specifiche lunghezze d’onda della luce visibile.

Ci sono i coni L, più sensibili alle lunghezze d’onda lunghe, associate al rosso, i coni M, che rispondono maggiormente alle lunghezze medie, quindi al verde, e infine i coni S, legati alle lunghezze corte, ovvero al blu. Una volta che questi coni vengono stimolati dalla luce, il cervello entra in gioco e, attraverso la retina, interpreta i segnali combinandoli per restituirci la percezione di un determinato colore.

Occhio umano e colori
L’occhio umano non percepisce questo colore, ci riescono in pochi – leonardo.it

Il punto cruciale, però, è che in natura questi coni non vengono mai attivati in modo completamente isolato. I coni M, ad esempio, sono sì più sensibili al verde, però rispondono anche a una gamma più ampia di lunghezze d’onda che si sovrappone a quelle degli altri coni. Proprio per questo, fino a oggi, era considerato impossibile stimolare esclusivamente i coni M senza coinvolgere anche gli L e gli S.

Ed è qui che arriva il colpo di scena. I ricercatori sono riusciti nell’impresa utilizzando una stimolazione estremamente precisa tramite luce laser. In questo modo hanno attivato selettivamente solo i coni M, aggirando i limiti imposti dalla visione naturale. Il risultato è stato sorprendente: alcuni partecipanti all’esperimento, soltanto cinque in tutto, hanno dichiarato di percepire un colore mai visto prima.

Questo colore è stato chiamato OLO, un nome che deriva dalle sue coordinate su una mappa tridimensionale del colore, precisamente 0, 1, 0. Non si tratta semplicemente di una nuova sfumatura di verde o di una variazione più intensa di un colore già noto, ma di una percezione completamente nuova, difficile persino da descrivere a parole. Chi lo ha visto ha parlato di qualcosa di profondamente diverso da qualsiasi esperienza cromatica precedente.

La scoperta, infatti, apre scenari affascinanti non solo per la scienza della visione, ma anche per la comprensione del cervello umano. Dimostra che i limiti della nostra percezione non coincidono necessariamente con i limiti della realtà fisica, e che, con gli strumenti giusti, è possibile spingersi oltre ciò che credevamo impossibile. Un colore invisibile ai più, visto da pochissimi, che ci ricorda quanto ancora ci sia da scoprire, anche in qualcosa di apparentemente semplice come guardare il mondo.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2026 13:39

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