L’idea di chiudere i supermercati la domenica è una proposta che continua a generare dibattito in Italia, in un momento storico preoccupante.
Se da un lato alcuni sostengono che tale misura potrebbe portare a un risparmio complessivo per i consumatori e un miglioramento dell’efficienza del sistema, dall’altro si alza il coro di chi vede nella chiusura domenicale una limitazione delle opportunità di acquisto, particolarmente per chi lavora durante la settimana.
In un report pubblicato da Coop, uno dei principali sostenitori della chiusura domenicale, si stima che questa misura potrebbe comportare una riduzione significativa dei costi operativi per i supermercati. Si parla di un risparmio che potrebbe arrivare a milioni di euro all’anno, grazie alla minore necessità di personale e alla riduzione delle spese per l’energia (essendo i supermercati aperti solo sei giorni alla settimana anziché sette). L’ipotesi, secondo i sostenitori, è che questo risparmio venga poi trasferito ai consumatori in termini di prezzi più bassi.
Eppure, non tutti sono d’accordo. La Convenienza della Domenica è una variabile che non può essere ignorata. Secondo alcune stime, in Italia circa il 30% degli acquisti avviene durante il weekend, e la chiusura dei supermercati la domenica potrebbe spingere molte persone a fare spesa in orari meno comodi, o a preferire grandi centri commerciali che, pur mantenendo orari più ampi, non offrono lo stesso tipo di risparmio sul prodotto fresco.
L’esperienza di Coop: La Strada Tracciata da Chi Ha Già Provato
Alcuni supermercati hanno già implementato la chiusura domenicale in alcune zone, con risultati contrastanti. Coop, ad esempio, ha avviato una sperimentazione in alcune aree del paese dove i consumatori sembrano gradire l’idea di avere una giornata in più di riposo. La risposta positiva di alcune famiglie e professionisti che risparmiano tempo e denaro durante la settimana potrebbe essere il segnale che un modello riorganizzato funziona. Tuttavia, questo vantaggio non è universalmente condiviso.
Al contrario, la chiusura domenicale potrebbe avere un impatto negativo sui lavoratori a orario flessibile o su chi lavora durante la settimana e non ha il tempo di fare acquisti in altre giornate. La domanda di accesso alle scorte fresche, come pane, frutta e verdura, resta alta durante i weekend, e per chi non può permettersi di fare acquisti nei giorni lavorativi, la chiusura rappresenta un ostacolo significativo.

Il dibattito sulla chiusura domenicale dei supermercati non può prescindere dalla diversità delle esigenze della popolazione. I consumatori si trovano a fare i conti con un dilemma: da un lato, il vantaggio di prezzi più bassi grazie al risparmio aziendale, dall’altro la difficoltà di accesso ai beni di prima necessità nei giorni in cui, per tradizione, le persone hanno più tempo a disposizione.
D’altro canto, i supermercati stessi potrebbero beneficiare di un modello di lavoro più sostenibile, in cui la riduzione delle ore lavorative può portare a un miglioramento delle condizioni di lavoro per il personale, riducendo il turnover e le problematiche legate allo stress lavorativo.
L’introduzione di una normativa che preveda orari differenziati tra le diverse tipologie di negozi potrebbe essere la chiave per superare le divisioni. Un’apertura più lunga durante la settimana e la possibilità di accorciare le aperture nei weekend, potrebbe venire incontro sia alle necessità economiche delle famiglie che alla sostenibilità operativa delle attività commerciali.