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Il vulcano più potente del Mediterraneo è in crisi sismica: già pronto il piano di fuga

Il 2025 è stato un anno particolarmente attivo dal punto di vista sismico ed è qui che si complicano le cose per tutti. In particolare per gli abitanti di questo arcipelago molto turistico e frequentato.

Questo è il motivo per cui gli esperti hanno intensificato gli studi su un pericoloso vulcano sottomarino che caratterizza un noto arcipelago, evidenziando la necessità di un piano di evacuazione per la popolazione locale.

La crisi sismica e il rischio vulcanico attuale

Il centro di tutto questo disastro sismico è Santorini, la splendida e assolata sola delle Cicladi nel Mar Egeo, è nota per la sua origine vulcanica e per la spettacolare caldera sommersa che ne ha plasmato la conformazione attuale.

Nel febbraio 2025, Santorini ha vissuto una fase di intensa attività sismica che ha costretto quasi metà degli abitanti, su una popolazione totale di circa 15.500 persone, a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. Questa crisi ha riacceso i timori riguardo alla stabilità del vulcano, in particolare della sua caldera sottomarina e del vicino vulcano Kolumbo, attivo e situato a circa 7 km a nord-est dell’isola.

Il rischio principale è legato al fatto che molte delle attività vulcaniche si svolgono sotto il livello del mare, rendendole difficili da monitorare e da prevedere.

Uno degli obiettivi principali è la mappatura del sistema idrotermale, ovvero delle zone in cui l’acqua calda emerge dalle fessure del fondale, alimentata dal calore del magma sottostante. Questo fenomeno è cruciale perché, se l’acqua calda entra in contatto con la camera magmatica, potrebbe aumentare la potenza esplosiva di una possibile eruzione.

I dati raccolti saranno fondamentali per definire le aree geologicamente più a rischio e per predisporre una zonazione di sicurezza, con relative restrizioni per i residenti. La geologa greca Paraskevi Nomikou, consulente del governo ellenico per la gestione del rischio vulcanico, ha evidenziato l’importanza di informare tempestivamente la popolazione e di preparare un piano di evacuazione efficace per ridurre al minimo i danni in caso di emergenza.

Nonostante la minaccia geologica, Santorini rimane una delle mete turistiche più ambite del Mediterraneo, con la sua fama di paesaggi mozzafiato, case bianche con cupole blu e tramonti spettacolari sul Mar Egeo. La capitale Fira, insieme a Oia, Imerovigli e altri centri minori come Pyrgos e Megalochori, rappresentano fulcri dell’attività economica basata soprattutto sul turismo, ma anche sulla produzione di vini pregiati come il celebre Vin Santo.

L’attività vulcanica ha avuto però un impatto evidente sul turismo nell’ultimo anno, con cancellazioni di eventi e matrimoni e una certa cautela da parte dei visitatori, che consultano app sismiche prima di organizzare il viaggio. Nonostante ciò, l’attrattiva dell’isola non sembra diminuire, anche se le autorità e gli operatori turistici sono chiamati a gestire un delicato equilibrio tra promozione e sicurezza.

La meticolosa ricerca condotta dagli esperti si avvale delle più moderne tecnologie marine, tra cui veicoli autonomi e robot subacquei, che permettono una mappatura dettagliata e il monitoraggio in tempo reale delle condizioni del fondale. Questi strumenti sono fondamentali anche per valutare i rischi collegati all’estrazione mineraria sottomarina e ai cambiamenti climatici che influenzano le dinamiche oceaniche.

Le missioni di ricerca a Santorini sono un tassello importante per comprendere meglio il funzionamento di un vulcano complesso e per mettere a punto strategie di prevenzione efficaci, in grado di salvaguardare sia la popolazione locale sia il patrimonio ambientale e culturale di una delle gemme del Mediterraneo.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2026 18:12

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