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Altro che elisir di lunga vita: bastano questi semplici gesti quotidiani per vivere più a lungo

Marcos Apud, specialista di fama internazionale nel campo della salute e autore di un testo dedicato al miglioramento della qualità della vita,

Il benessere globale, che coinvolge corpo, mente e spirito, può essere potenziato attraverso gesti alla portata di tutti, come sottolineato da esperti del settore e supportato da recenti studi.

Marcos Apud, specialista di fama internazionale nel campo della salute e autore di un testo dedicato al miglioramento della qualità della vita, evidenzia l’importanza di modificare i propri stili di vita partendo da sette pilastri fondamentali: sonno, alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, integrazione alimentare, connessione con la natura e igiene elettromagnetica. Apud spiega che il corpo umano può essere considerato un vero e proprio laboratorio personale, in cui sperimentare e osservare l’effetto di variazioni nella dieta, nell’esposizione alla luce solare, negli esercizi fisici e nel riposo per ottimizzare la propria biologia.

Tra le strategie più efficaci vi è il digiuno intermittente, che apporta benefici trasversali, coinvolgendo aspetti fisici, mentali ed emotivi. Il suo impatto è sistemico e contribuisce a migliorare la salute generale, agendo anche sull’anima. Apud suggerisce altresì una dieta a carattere antinfiammatorio, che aiuta a rallentare i processi degenerativi, particolarmente quelli legati al sistema nervoso centrale.

Salute cerebrale e attività fisica: un binomio vincente

La longevità si lega indissolubilmente alla salute del cervello. Studi condotti dalla prestigiosa Università di Melbourne hanno evidenziato come le malattie neurologiche rappresentino la principale causa di mortalità e disabilità a livello globale, superando persino le patologie cardiovascolari e oncologiche. Per contrastare questo trend, si raccomanda di adottare una serie di abitudini che stimolino la funzione cognitiva.

Joyce Gomes-Osman, fisioterapista e neurologa di rilievo, sottolinea la rilevanza di almeno 30 minuti di esercizio quotidiano, che non solo migliora la salute fisica, allargando la capacità polmonare e accelerando la circolazione, ma supporta anche la crescita e il mantenimento delle facoltà mentali. L’attività fisica regolare ha dimostrato di ridurre del 20% il rischio di sviluppare demenza rispetto a chi conduce una vita sedentaria, come confermato dalla Alzheimer’s Society.

Il neuropsicologo Aaron Bonner-Jackson aggiunge che l’allenamento fisico ha effetti positivi sull’ippocampo, area cerebrale cruciale per la memoria, e aiuta a controllare lo stress, riducendo i suoi impatti negativi sul cervello.

Tra le attività consigliate per chi desidera vivere più a lungo, il golf si distingue per la sua capacità di combinare esercizio fisico, stimolazione cognitiva e contatto con la natura. Secondo uno studio condotto dall’Università della Finlandia Orientale, giocare a golf rappresenta un allenamento completo: camminare su un campo da golf può arrivare fino a sei miglia per partita, con un dispendio calorico che supera le 700-900 calorie per sessione, a seconda del genere e del carico trasportato.

David Lindsay, fisioterapista emerito presso l’Università di Calgary, spiega come il golf consenta di raggiungere una frequenza cardiaca moderata, ideale per rafforzare il cuore e migliorare la circolazione. Inoltre, la natura del gioco stimola la mobilità articolare, la coordinazione e l’equilibrio, elementi che contribuiscono a ridurre il rischio di cadute e infortuni, soprattutto nella popolazione anziana.

Dal punto di vista cognitivo, il golf richiede una costante valutazione del terreno, della distanza, delle condizioni meteo e della strategia di gioco, esercitando così aree cerebrali coinvolte nella pianificazione e nel problem solving. Inoltre, il momento sociale legato alla pratica del golf migliora la salute mentale, favorendo relazioni autentiche e prevenendo la solitudine.

Alimentazione, stimolazione mentale e integrazione: un approccio olistico

Oltre all’attività fisica, l’alimentazione gioca un ruolo chiave nella prevenzione dell’invecchiamento cerebrale. La dieta antinfiammatoria proposta da Apud, basata su cibi naturali e ricchi di nutrienti, aiuta a contrastare i processi degenerativi. Importante è anche la stimolazione della memoria visiva e uditiva, così come l’ampliamento del vocabolario tramite l’apprendimento continuo, per prevenire malattie neurodegenerative quali Alzheimer, Parkinson e demenza.

La gestione dello stress, che può essere favorita da pratiche di mindfulness e dal contatto con la natura, è indispensabile per mantenere l’equilibrio psico-fisico. Apud evidenzia inoltre l’importanza della cosiddetta igiene elettromagnetica, ovvero la limitazione dell’esposizione a campi elettromagnetici nocivi, un aspetto sempre più rilevante nell’era digitale.

L’integrazione alimentare, sebbene non sostitutiva di una dieta equilibrata, può rappresentare un valido supporto per colmare eventuali carenze e ottimizzare il funzionamento biologico.

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ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2026 12:35

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