Vai al contenuto

Queste piante non sono solo belle: possono tagliarti la bolletta del riscaldamento come per magia

Le piante per risparmiare in bolletta

Nella stagione fredda con l’accensione del riscaldamento domestico, l’aria all’interno delle abitazioni tende a diventare secca e pesante, causando spesso fastidi come irritazioni cutanee e problemi respiratori. In questo contesto, la presenza di piante da interno si conferma un alleato naturale prezioso, capace non solo di migliorare la qualità dell’aria, ma anche di contribuire a un risparmio sulla bolletta del riscaldamento.

Le piante che aiutano a rispaermiare sul riscaldamento - leonardo.it

L’importanza dell’umidità naturale prodotta dalle piante da interno e il risparmio in bolletta

Il riscaldamento domestico, pur essendo indispensabile in inverno, ha l’effetto collaterale di ridurre drasticamente l’umidità relativa negli ambienti chiusi. Questa condizione può provocare secchezza delle mucose, irritazioni della pelle e una percezione generale di disagio. Le piante da interno, tramite il processo di evapotraspirazione, rilasciano costantemente vapore acqueo attraverso le foglie. Anche se invisibile a occhio nudo, questa piccola quota di umidità naturale è sufficiente a rendere l’aria meno arida e più confortevole. Ne deriva anche un risparmio in bolletta perché serve meno l’utilizzo del riscaldamento. 

Studi scientifici recenti, tra cui quelli pubblicati sulla rivista Building and Environment, confermano che una singola pianta può emettere tra 35 grammi di vapore acqueo nei mesi invernali e oltre 50 grammi durante l’estate. Questo contributo, seppur modesto, si traduce in un miglioramento tangibile della qualità dell’aria, riducendo irritazioni alle vie respiratorie e mitigando la sensazione di “casa asciutta” tipica del periodo invernale.

Le piante che riducono l'umidità e migliorano la qualità dell'aria - leonardo.it

Non tutte le specie vegetali si comportano allo stesso modo in termini di rilascio di umidità. Le piante con foglie ampie e un’elevata capacità di traspirazione sono le più efficaci nel contrastare la secchezza da riscaldamento. Tra le varietà più indicate si segnalano la Dracena, il Pothos e diverse tipologie di felci, in particolare la Felce di Boston, nota per mantenere un’attività di evapotraspirazione costante anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Esperimenti condotti in uffici con ventilazione naturale hanno dimostrato che, posizionando queste piante con una certa densità, è possibile mantenere un livello di umidità più equilibrato durante tutta la giornata. Sebbene non possano sostituire un umidificatore o un sistema di riscaldamento efficiente, rappresentano un ausilio naturale che rende l’ambiente più tollerabile e confortevole.

Benefici percepiti da chi vive in ambienti con piante

Gli abitanti di case riscaldate e arricchite da piante da interno riferiscono miglioramenti significativi nell’esperienza quotidiana. La pelle risulta meno soggetta a secchezza e irritazioni, la respirazione appare più agevole e generale si avverte una sensazione di maggiore benessere e vivibilità. Anche il disagio psicologico legato ai mesi invernali tende a diminuire grazie all’effetto calmante della presenza del verde.

Questi benefici sono ancora più evidenti in ambienti lavorativi, dove la presenza delle piante contribuisce a rendere lo spazio percepito come più sano, piacevole e “fresco”, indipendentemente dai parametri climatici reali. Tale percezione positiva può influenzare anche la regolazione della climatizzazione, permettendo una maggiore tolleranza verso leggere variazioni di temperatura interna, con possibili risparmi energetici.

Il verde indoor, quindi, non rappresenta una soluzione miracolosa, ma si configura come un valido supporto quotidiano per migliorare la qualità dell’aria e la sensazione di comfort, specialmente durante i mesi più freddi, quando il riscaldamento tende ad asciugare l’aria. Bastano poche piante ben scelte per trasformare l’atmosfera di un ambiente, migliorando non solo gli aspetti fisici ma anche quelli emozionali legati alla permanenza negli spazi chiusi.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2026 8:47

Vetro della doccia, se il calcare è ostinato c’è una sola cosa da fare: rimedio miracoloso