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Ricordate Gabriel Batistuta? Come si è “ridotto” oggi dopo aver lasciato calcio e tv

Batistuta e Totti

Per molti tifosi resta Batigol, l’attaccante che faceva tremare le porte della Serie A con la maglia della Fiorentina e che con l’Argentina ha segnato raffiche di gol in tre Mondiali. Eppure oggi la vita di Gabriel Batistuta scorre molto lontano da stadi, telecamere e dibattiti calcistici.

Chi lo immagina tra ospitate televisive e serate di gala rimarrebbe sorpreso: l’ex bomber ha scelto una strada completamente diversa. Da anni vive immerso nella campagna argentina e si occupa di terra, raccolti e allevamenti. Una trasformazione che racconta molto di come alcuni campioni decidano di reinventarsi dopo aver chiuso con il calcio.

Dalla Fiorentina ai campi di Santa Fe

Il calcio lo ha salutato ufficialmente nel 2005, dopo una carriera che lo ha visto diventare uno degli attaccanti più prolifici della storia argentina. A Firenze è ancora una leggenda, a Roma ricordano bene i suoi gol nello scudetto del 2001, mentre con la nazionale ha superato quota cinquanta reti in un’epoca in cui segnare così tanto non era affatto scontato.

Quando le luci dello stadio si sono spente, Batistuta ha scelto di tornare dove tutto era iniziato. Reconquista, provincia di Santa Fe, nord dell’Argentina. Qui è nato e qui ha deciso di costruire la seconda parte della sua vita.

Niente scrivanie televisive o ruoli dirigenziali nel calcio, almeno per ora. Batistuta ha preferito un’altra direzione: la campagna.

L’imprenditore agricolo che pochi immaginavano

Oggi l’ex attaccante gestisce una vasta attività agricola nella regione. Le stime parlano di circa 20.000 ettari di terreno, una superficie enorme che in Argentina non è insolita per le grandi aziende rurali ma che racconta comunque la dimensione dell’impegno.

La produzione ruota soprattutto intorno a colture tipiche della zona: soia, mais e girasole, prodotti che rappresentano una parte importante dell’economia agricola argentina. Accanto alle coltivazioni c’è anche l’allevamento bovino, un altro pilastro del settore rurale locale.

Batistuta che fine ha fatto
Gabriel Batistuta nella sua campagna (leonardo.it)

Non si tratta di una presenza simbolica. Chi lo conosce racconta che Batistuta segue personalmente molte decisioni, anche se ovviamente l’azienda si appoggia a tecnici e collaboratori specializzati. Il lavoro nei campi, tra macchinari agricoli e pianificazione delle colture, è diventato la sua routine quotidiana.

Per chi lo aveva visto dominare in area di rigore con quella corsa potente e il tiro secco, è quasi un cambio di scena radicale.

Perché Batistuta ha scelto la terra

La spiegazione che l’ex attaccante ha dato più volte è piuttosto semplice: non voleva restare appeso al calcio tutta la vita. Dopo anni passati tra allenamenti, trasferte e pressioni mediatiche, la tranquillità della campagna rappresentava un’altra idea di equilibrio.

C’è anche un legame personale con quel mondo. Batistuta è cresciuto in una famiglia legata alla vita rurale e la campagna non gli è mai stata estranea. Tornarci non è stata una fuga dalla notorietà, ma una specie di ritorno alle origini.

Nel tempo ha anche partecipato a incontri e fiere legate al settore agricolo, difendendo il ruolo degli imprenditori rurali nell’economia argentina. Un tema molto discusso nel paese, dove il mondo agricolo è spesso al centro di tensioni politiche e fiscali.

Una vita lontana dal calcio ma non dai tifosi

Chi passa dalle sue parti racconta di incontrarlo senza troppe formalità, spesso vestito in modo semplice, lontano dall’immagine patinata delle star sportive. Batistuta non è sparito, semplicemente ha cambiato palcoscenico.

Ogni tanto il suo nome torna a circolare quando si parla di Fiorentina o di grandi attaccanti del passato, e il legame con i tifosi italiani resta fortissimo. Ma la quotidianità dell’ex bomber oggi ha poco a che vedere con gli stadi.

Tra trattori, campi coltivati e riunioni aziendali, la seconda vita di Batistuta scorre a chilometri di distanza dal calcio che lo ha reso famoso.

Ed è una trasformazione che, vista da fuori, dice qualcosa anche sul destino di molti campioni: quando il rumore dello stadio si spegne, resta la scelta di che persona essere lontano dai riflettori.

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ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2026 0:38

L’imprenditore italiano che ha creato un brand (mondiale) da 23 miliardi di euro che nessuno ha mai conosciuto veramente