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Lavoro

L’Italia nel panorama globale dei brevetti: una crescita che rivela le sfumature dell’innovazione nazionale

ricercatrice in laboratorio tecnologico mentre analizza prototipo per sviluppo brevetti in italia
La crescita italiana nel campo dei brevetti e dell’innovazione - leonardo.it

Nel 2025, l’Italia vede un leggero calo nelle domande di brevetto ma avanza nella classifica globale. L’industria manifatturiera continua a dominare l’innovazione, mentre la distribuzione geografica dell’innovazione rimane concentrata nel Nord del paese.

L’Italia nel contesto delle domande di brevetto del 2025

L’Italia affronta la sfida delle domande di brevetto con risultati che possono sembrare contraddittori a una prima occhiata.

Nel 2025, infatti, il numero di richieste all’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) da parte dell’Italia è diminuito leggermente, registrando un calo dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, nonostante questa flessione nelle cifre, l’Italia è riuscita a guadagnare una posizione significativa nella classifica globale, attestandosi al decimo posto, un passo avanti rispetto all’undicesimo dell’anno precedente.

Questo movimento suggerisce che altri paesi hanno rallentato più marcatamente nella presentazione di domande, permettendo all’Italia di scalare la classifica.

In Europa, la competizione rimane serrata, specie nei settori ad alta tecnologia come intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologie quantistiche, che continuano a spingere in avanti il numero totale di richieste di brevetto.

Nonostante il calo delle domande italiane, il panorama dell’innovazione europea vede una continua espansione, con l’EPO che ha superato per la prima volta le 200.000 domande annue, un chiaro segnale dell’Europa come fulcro ancora vitale per la tecnologia e l’innovazione.

La struttura dell’innovazione italiana tra tradizione e nuove tendenze

La struttura dell’innovazione italiana si mantiene singolarmente legata alle radici storiche della sua industria manifatturiera.

I dati mostrano come il settore dei trasporti e dell’automotive mantenga un ruolo preminente nell’ecosistema brevettuale italiano, rappresentando una colonna portante dell’innovazione nazionale.

Un esempio eclatante è rappresentato da Ferrari, che continua a posizionarsi tra i principali innovatori a livello mondiale.

Tuttavia, a fianco di questi colossi storici, emergono nuove tendenze.

L’ingegneria civile, ad esempio, ha registrato una crescita significativa superando il settore delle tecnologie mediche in termini di domande di brevetto.

Allo stesso modo, il comparto delle macchine utensili ha visto una crescita del 14,9%, confermando la vocazione italiana per le tecnologie industriali avanzate.

Al contrario, alcuni settori come la logistica e la farmaceutica mostrano segni di rallentamento, indicando possibili ridistribuzioni interne delle priorità dell’innovazione piuttosto che aumenti complessivi.

In questo contesto, l’Italia si presenta come un paese che evolve, seppur con lentezza, e che mantiene uno sguardo verso nuovi orizzonti senza dimenticare le sue tradizionali forze motrici.

La concentrazione dei grandi player nell’ecosistema brevettuale

In Italia, l’ecosistema brevettuale è fortemente influenzato dalla presenza di pochi grandi player del settore manifatturiero e industriale.

Tra i principali attori spiccano nomi come Coesia, che ha presentato il maggior numero di domande, seguita da giganti come Ferrari e Iveco Group.

Queste aziende non solo svolgono un ruolo centrale nell’innovazione nazionale, ma fungono anche da traino per l’intero sistema industriale italiano.

La presenza del Consiglio nazionale delle ricerche nella top ten dei depositanti segnala il contributo significativo della ricerca pubblica, benché il panorama rimanga dominato da grandi gruppi.

Tuttavia, un dettaglio interessante è l’aumento della presenza di piccole e medie imprese e singoli inventori, che ora costituiscono il 26% delle domande presso l’EPO.

Questo trend positivo è incentivato dal nuovo brevetto unitario, introdotto per facilitare il processo di protezione brevettuale globale, che sta stimolando l’adesione da parte delle PMI.

Con una quota italiana del 51,7%, superiore alla media europea, questa evoluzione rappresenta una possibilità di diversificare e rafforzare l’intero sistema dell’innovazione.

La distribuzione geografica dell’innovazione in Italia

La distribuzione geografica dell’innovazione in Italia evidenzia una chiara predominanza del Nord, con la Lombardia quale regione trainante del paese.

Essa contribuisce con il 28,4% delle domande di brevetto italiane, nonostante segni un calo del 7,9% nel volume delle richieste rispetto all’anno precedente.

Segue l’Emilia-Romagna, che registra una crescita del 10,8%, e il Veneto, che condivide il terzo posto.

Queste regioni costituiscono il cuore pulsante dell’innovazione italiana, ciascuna con le sue specializzazioni: dai polimeri e dalla farmaceutica in Lombardia, al settore dei trasporti e dell’handling in Emilia-Romagna, fino alle macchine speciali e ai beni di consumo in Veneto.

Milano si afferma come la città più innovativa d’Italia, con Torino, Roma, Modena e Bologna a seguire.

Tuttavia, a livello europeo, la Lombardia si classifica solo al dodicesimo posto, un chiaro indicativo delle sfide che l’Italia deve affrontare per competere con i giganti del continente.

Questa concentrazione geografica dell’innovazione riflette un equilibrio tra vecchi e nuovi centri di sviluppo, dove le radici industriali tradizionali si mescolano ad emergenti poli tecnologici.

L’evoluzione nel panorama internazionale: l’Asia e la competizione crescente

Nel contesto internazionale l’Asia emerge come un attore sempre più prominente nel panorama dei brevetti mondiali.

La Cina, in particolare, ha evidenziato una crescita significativa nelle domande di brevetto presentate all’EPO, superando per la prima volta il Giappone e guadagnando il terzo posto nella classifica mondiale.

Dal 2016, le richieste cinesi sono triplicate, dimostrando una chiara strategia di avanzamento tecnologico e di espansione nei settori high-tech.

Anche la Corea del Sud ha raddoppiato il numero delle sue domande, posizionandosi come altro grande competitor.

Questo cambiamento in atto segnala una riconfigurazione delle dinamiche globali, con l’Asia che si propone sempre di più come un punto focale dell’innovazione.

Nei confronti degli Stati Uniti, da sempre leader in questo campo, vi è un sottile rallentamento, mentre la Germania continua a mantenere il suo posto di rilievo.

Di fronte a tale scenario, molti paesi europei, inclusa l’Italia, registrano un rallentamento relativo che complica la loro posizione competitiva rispetto all’ingresso di queste potenze emergenti che stanno ridefinendo le regole del gioco.

La sfida dell’innovazione italiana tra dinamiche globali e industriali tradizionali

L’Italia si trova a fronteggiare la sfida dell’innovazione in un contesto globale che evolve rapidamente verso le tecnologie digitali e avanzate.

Mentre settori come tecnologia informatica e comunicazione digitale continuano a crescere rapidamente a livello globale, con incrementi rispettivamente del +6,1% e +11,4% nelle domande di brevetto, l’Italia rimane ancorata principalmente all’innovazione industriale tradizionale.

Da una parte, questa continua specializzazione nella meccanica avanzata rappresenta un punto di forza, garantendo una solida base industriale.

Dall’altra, però, il paese rischia di restare confinato ad un innovazione di tipo incrementale, senza riuscire a integrarsi pienamente nelle traiettorie altamente dinamiche delle deep tech.

Il sistema dei brevetti dipinge con precisione un quadro delle capacità e limitazioni italiane: una nazione ricca di ingegno e potenziale che tuttavia talvolta fatica ad allinearsi con i ritmi e le direzioni dell’innovazione globale, divisa tra una forte tradizione industriale e la necessità di evolvere verso orizzonti tecnologici più moderni.

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