Ti piace Alexa? Beh, da oggi puoi decdere se continuare con il dispositivo che apprezzi tanto o provarne uno completamente nuovo.
Amazon sta lavorando a un nuovo smartphone, secondo diverse fonti interne citate da Reuters. Il progetto, nome in codice “Transformer”, non è stato confermato ufficialmente e si troverebbe ancora in una fase iniziale. Non ci sono indicazioni su tempi o lancio, e resta la possibilità che venga modificato o interrotto.
Uno smartphone costruito attorno ad Alexa
La differenza rispetto ai modelli tradizionali è l’impostazione. Il dispositivo sarebbe progettato con Alexa come interfaccia centrale, non come funzione aggiuntiva. Questo implica un uso meno legato alle app e più orientato a comandi diretti.

Amazon spinge per realizzare un nuovo telefono (www.leonardo.it)
Le attività principali, come contenuti su Prime Video, musica o acquisti, verrebbero gestite attraverso l’assistente. L’idea è ridurre il passaggio tra applicazioni e concentrare le operazioni in un sistema unico, controllato dall’intelligenza artificiale.
Questo approccio si discosta dal modello attuale basato su app store e installazioni. Non è chiaro fino a che punto Amazon voglia sostituire questo sistema, ma la direzione indicata è quella di ridurne il peso.
Cosa spinge Amazon a realizzare questo progetto
Uno smartphone proprietario consente un livello di integrazione più ampio tra servizi e utilizzo quotidiano. L’interazione con Alexa diventerebbe continua, non limitata a dispositivi domestici come Echo.
Questo tipo di integrazione permette di raccogliere dati su utilizzo, contenuti e abitudini, collegandoli direttamente ai servizi Amazon. È un passaggio coerente con la strategia dell’azienda, che punta a un ecosistema chiuso e integrato.
L’idea di base non è nuova. Già in passato Amazon aveva provato a costruire un telefono legato allo shopping e ai propri servizi, ma con risultati limitati.
Il riferimento resta il Fire Phone del 2014. Il progetto non ha funzionato per diversi motivi, tra cui l’assenza di app essenziali, un sistema troppo chiuso e un posizionamento di prezzo poco competitivo.
Il contesto attuale è diverso, ma il problema dell’ecosistema resta. Il mercato è dominato da Android e iOS, e la disponibilità di applicazioni continua a essere un elemento centrale.
Un dispositivo che riduce l’importanza delle app deve offrire un’alternativa credibile. Non è ancora chiaro se Alexa possa coprire tutte le funzioni richieste da un uso quotidiano completo.
Un progetto ancora aperto con amarezza da concludere al meglio
Il dispositivo sarebbe sviluppato da un’unità interna chiamata ZeroOne, creata per lavorare su prodotti sperimentali. Tra le ipotesi c’è anche una versione più semplice, un telefono minimale, pensato per un uso ridotto e meno legato allo schermo.
Le due direzioni indicano una fase di sviluppo ancora non definita. Da un lato maggiore integrazione con l’intelligenza artificiale, dall’altro una riduzione delle funzioni.
Per chi utilizza già Alexa, l’eventuale integrazione in uno smartphone renderebbe l’assistente sempre disponibile, senza passaggi tra dispositivi diversi. Il vantaggio operativo è legato alla semplificazione delle azioni quotidiane.
Resta però un punto aperto. L’adozione di un sistema meno basato su app implica un cambiamento nelle abitudini d’uso. Non è automatico che venga accettato in modo uniforme.
Il progetto si muove tra queste due variabili: integrazione più spinta e possibile riduzione della complessità d’uso. Non è ancora chiaro quale delle due prevarrà.








