Questa imponente ondata di opportunità occupazionali è in gran parte favorita dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dai decreti ministeriali assunzionali e dai Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO) delle amministrazioni coinvolte.
Tutti i bandi sono disponibili sul portale ufficiale inPA, attraverso cui i candidati possono presentare domanda online con SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE). Il sistema consente la partecipazione a selezioni sia nazionali sia territoriali, con una particolare attenzione ai profili di diplomati e laureati.
Opportunità di lavoro nei concorsi pubblici di gennaio 2026
Tra i concorsi più rilevanti di questo primo mese del 2026 spiccano:
- Concorso RIPAM 2026 per diplomati: oltre 3.997 posti come assistenti amministrativi, economici, informatici e tecnici, destinati a varie amministrazioni pubbliche su base territoriale. Per candidarsi è necessario il diploma di scuola secondaria di secondo grado quinquennale o titolo equipollente. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 27 gennaio 2026.
- Concorso Ministero della Cultura (MiC): 2.377 posti totali, di cui 1.800 per diplomati e 577 per laureati, per inserimenti a tempo indeterminato nell’ambito della tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Le candidature sono aperte fino al 10 gennaio per diplomati e fino al 14 gennaio per laureati. Il bando prevede una prova scritta con quesiti a risposta multipla che valutano anche soft skills e capacità organizzative.
- Concorso RIPAM per laureati: 1.340 posti per funzionari in diversi enti e ministeri, con requisiti di laurea e selezioni su base territoriale. Termine ultimo per l’iscrizione il 27 gennaio 2026.
- Concorso Ministero della Difesa per diplomati: 1.100 posti per assistenti amministrativi, sanitari, tecnici e di vigilanza, con suddivisione dettagliata per profili e aree professionali. La partecipazione è possibile fino al 27 gennaio 2026.
- Concorsi INPS 2026: oltre 1.100 posti tra assistenti, informatici, dirigenti di seconda fascia, con diversi termini di scadenza a seconda del profilo.
- Concorso MEF 2026: 548 posti per laureati in ambiti economici, giuridici e amministrativi, destinati a uffici centrali, ragionerie territoriali e corti di giustizia tributaria. Termine per la presentazione della domanda il 27 gennaio 2026.
- Concorsi ISTAT 2026: 195 posti per diplomati e laureati, con scadenze e requisiti variabili in base al profilo.
- Concorsi per accademie militari 2026-2027: 531 posti disponibili per l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica militare, con termine di iscrizione fissato al 9 gennaio 2026.
- Concorso Protezione Civile RIPAM 2026: 130 posti per profili amministrativi e tecnici, con domande aperte fino al 27 gennaio 2026.
- Concorso Sapienza 2026: 75 posti per diplomati e laureati, suddivisi tra collaboratori tecnici e amministrativi e funzionari in ambito ingegneristico, contabile e gestionale. Scadenza per la domanda il 27 gennaio 2026.

Nel contesto delle nuove opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione, un ruolo centrale è giocato dalla recente approvazione della Legge di Bilancio 2026, che ha destinato risorse aggiuntive di oltre 6 miliardi di euro al Fondo Sanitario Nazionale, portandolo a un totale di 142,9 miliardi per l’anno in corso. Questo stanziamento straordinario supporta un piano ambizioso di assunzioni in deroga ai limiti di spesa ordinari, con un incremento di personale a tempo indeterminato nelle aziende e negli enti sanitari regionali, finalizzato a ridurre le liste d’attesa e migliorare la qualità dei servizi.
Il Governo ha autorizzato un limite di spesa complessivo di 450 milioni di euro annui per il 2026 destinato a queste nuove assunzioni, con un’attenzione particolare al personale medico, infermieristico e sociosanitario. Inoltre, sono stati incrementati i fondi per indennità e premi specifici, soprattutto per chi opera nei pronto soccorso, a sostegno della valorizzazione delle competenze e del lavoro svolto.
Le misure previste dalla Legge di Bilancio includono anche l’aumento dei tetti di spesa per farmaci e dispositivi medici, con un incremento rispettivamente dello 0,30% e del 4,6% del Fondo Sanitario Nazionale, per far fronte all’innovazione tecnologica e al rinnovo delle attrezzature ospedaliere. Questi interventi sono fondamentali per garantire un sistema sanitario efficiente e moderno, anche attraverso il potenziamento della medicina di precisione e della prevenzione.