Iacobus è la birra solidale che viene prodotta nel santuario del Beato Giacomo di Bitetto: un’esperienza ispirata all’ecologia integrale.

Sono diverse, amate e prestigiose le birre d’abbazia e trappiste, dalla Chimay alla Orval, ma ce n’è una tutta italiana che è davvero unica al mondo: la birra Iacobus prodotta nel santuario del Beato Giacomo Illirico da Bitetto, in provincia di Bari. Il nome (dal religioso dalmata molto amato in paese) ne rispecchia la filosofia che c’è dietro: una birra solidale realizzata dai frati francescani con l’ausilio di ragazze e ragazzi disabili.

Birra Iacobus: Bitetto per l’ecologia integrale

Il progetto germoglia nel 2020, in pieno lockdown, da un’intuizione del padre guardiano Vincenzo Dituri: far integrare le persone con disabilità e al tempo stesso sostenere il restauro del patrimonio artistico locale. Una parte degli utili derivata dalla vendita della birra viene infatti donata a sostegno dei beni storico-artistici della zona che richiedono operazioni di restauro.

I primi beni ad essere finanziati sono stati quelli della provincia religiosa dei frati minori di Puglia e Molise esclusi dai piani di restauro nazionali. Questa doppia prospettiva sociale e culturale della Iacobus riflette la vita stessa di Giacomo Varingez. Quando arrivò a Bari, il Beato Giacomo alternava alla mansione di cuoco in convento “la limosina” per i tanti poveri che incontrava a Bitetto e nei paesi limitrofi, soprattutto dopo l’epidemia di peste del 1483.

Un bicchiere di birra
Iacobus, la birra artigianale che favorisce l’integrazione delle persone più fragili

Dall’unione tra i frati francescani e i ragazzi di Adelfia in Cammino (un’associazione locale che opera per sensibilizzare la comunità sui temi della disabilità e dell’integrazione sociale) nasce l’Associazione Boccale Solidale, il micro birrificio artigianale di Bitetto che produce la Iacobus. Il laboratorio è stato allestito nelle antiche cucine del convento, proprio dove il Beato Giacomo faceva il cuoco. Anche i luppoli sono autoctoni, coltivati presso l’orto della struttura.

Guidati dal mastro birraio Arcangelo Fazio, i tre frati che partecipano alla produzione hanno seguito corsi specifici per imparare le tecniche e i segreti della fermentazione. “Tutto è nato come un gioco – racconta padre Dituri a Repubblica ma ora lo portiamo avanti spinti dalla solidarietà e dalla voglia di tutelare il patrimonio culturale”.

Nel convento di Bitetto una produzione solidale di birra

Le persone con disabilità fisiche, sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico sono una ventina, hanno dai 30 anni in su e sono coinvolte nel confezionamento ed etichettamento delle bottiglie. I tipi di birra finora in produzione sono sei: Pilsner e Lager, IPA (Indian Pale Ale) e APA (American Pale Ale), Weiss e Stout.

La vendita avviene nel negozietto del convento, almeno per il momento. “C’è una buona richiesta – rivela padre Vincenzo –: paradossalmente è superiore alla disponibilità, dato che non vogliamo produrre a livello industriale. Ci sono ragazzi che si sposano e chiedono di confezionare cofanetti con la birra come bomboniera da dare agli invitati, proprio per la finalità solidale”.

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ultimo aggiornamento: 15-11-2022


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