Ci sono aiuti economici che esistono davvero, ma sembrano muoversi in silenzio. Non arrivano notifiche, non ci sono avvisi chiari e spesso se ne viene a conoscenza solo per caso, magari parlando con un’amica o leggendo una notizia all’ultimo momento. Il bonus mamme 2026 rientra proprio in questa categoria. È stato confermato e potenziato, ma il rischio di lasciarlo scappare resta alto, soprattutto per chi non sa quando e come muoversi.
Con la nuova legge di Bilancio, il contributo dedicato alle mamme lavoratrici si rafforza in modo concreto. L’importo mensile sale, rendendo il beneficio più interessante rispetto agli anni precedenti. Un cambiamento importante, che però rischia di passare inosservato se non si presta attenzione alle tempistiche e alle modalità di richiesta. Ed è qui che molte donne si trovano in difficoltà, perché nessuno avvisa davvero quando è il momento giusto per fare domanda.
Quando fare domanda e perché il tempo è decisivo
Il bonus viene erogato dall’Inps e nel 2026 l’importo mensile passa da 40 a 60 euro. Questo significa che il tetto massimo annuale sale fino a 720 euro, contro i 480 dell’anno precedente. Una cifra che non risolve tutto, ma che può aiutare a coprire spese quotidiane legate ai figli, soprattutto nei primi anni, quando le uscite sembrano non finire mai.
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la tempistica. Per ottenere il bonus è necessario presentare la domanda dopo la nascita del bambino, una volta ottenuto il suo codice fiscale. È un passaggio fondamentale che molte sottovalutano, rimandando e rischiando di perdere l’intero contributo. Anche per il 2026 non sono state ancora comunicate finestre ufficiali precise, ma seguendo la prassi dell’anno precedente è plausibile che la procedura si attivi verso la fine dell’anno, con erogazione in un’unica soluzione.

Attenzione anche a chi matura i requisiti entro la fine del 2025. In questo caso c’è tempo fino al 31 gennaio 2026 per presentare la domanda relativa all’anno precedente, con pagamento previsto entro la fine di febbraio. Una scadenza che arriva in fretta e che molte madri rischiano di superare senza rendersene conto.
La durata del bonus cambia in base al numero dei figli. Nelle famiglie con due figli, il contributo resta valido fino a quando il più piccolo compie dieci anni, coprendo una fase della crescita in cui le spese scolastiche e organizzative sono spesso elevate. Con tre o più figli, invece, il beneficio si estende fino al compimento dei diciotto anni del figlio più giovane, trasformandosi in un sostegno di lungo periodo per la madre lavoratrice.
Il bonus mamme 2026 si inserisce in un quadro più ampio di misure pensate per chi diventa genitore. Tra queste rientrano anche il congedo parentale più esteso e il bonus per i nuovi nati, ma proprio il contributo mensile rischia di essere quello più facilmente dimenticato. Eppure basta una domanda fatta al momento giusto per non lasciarsi sfuggire un aiuto che, anno dopo anno, può davvero fare la differenza.