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La rivincita del FireFly: il motore italiano su cui Stellantis punta per l’era Euro 7

torna motore fiat

Nel pieno della corsa globale verso l’elettrico, Stellantis ha scelto una strada meno ideologica e molto più industriale: puntare sul motore FireFly sviluppato in Italia, aggiornandolo per rispettare le nuove normative ambientali e integrandolo con sistemi ibridi a 48 volt.

La decisione è emersa chiaramente durante gli incontri tra il gruppo automobilistico e il Ministero delle Imprese. Nonostante negli ultimi anni l’attenzione si fosse concentrata quasi esclusivamente su gigafactory e batterie, il piano industriale 2026 racconta una realtà diversa: i motori termici non spariscono, ma evolvono.

I propulsori della famiglia GSE, meglio conosciuti come FireFly, resteranno infatti in produzione almeno fino oltre il 2030. La loro casa sarà lo stabilimento di Termoli, destinato a diventare l’hub europeo per questi motori di nuova generazione.

Cos’è il motore FireFly

Il FireFly rappresenta l’evoluzione dei piccoli motori benzina progettati dal gruppo Fiat negli ultimi decenni. Nato per sostituire lo storico motore Fire, il progetto Global Small Engine è stato pensato fin dall’inizio come una piattaforma modulare capace di adattarsi alla transizione energetica.

La caratteristica chiave è la struttura modulare del motore. Ogni cilindro ha una cilindrata di circa 333 centimetri cubici, il che consente di costruire facilmente versioni a tre cilindri da un litro oppure unità più potenti a quattro cilindri.

Questa architettura rende il motore leggero, compatto e facilmente integrabile con sistemi elettrificati. La testata utilizza la tecnologia MultiAir di ultima generazione, un sistema che controlla l’apertura delle valvole in modo elettronico per ottimizzare la combustione e ridurre consumi ed emissioni.

Le versioni più recenti adottano anche soluzioni tecniche pensate per migliorare l’efficienza, come il ciclo Miller per la gestione della combustione e turbocompressori evoluti capaci di migliorare la risposta del motore ai bassi regimi.

L’integrazione con l’ibrido a 48 volt

Il vero salto di qualità arriva però dall’abbinamento con sistemi mild hybrid a 48 volt, che permettono al motore termico di lavorare insieme a un piccolo motore elettrico integrato nella trasmissione.

Questo sistema consente di recuperare energia nelle fasi di decelerazione e di assistere il motore nelle accelerazioni. In alcune situazioni, come nelle manovre o nel traffico lento, l’auto può muoversi anche in modalità elettrica per brevi tratti.

Rispetto ai vecchi sistemi ibridi a 12 volt, l’architettura a 48 volt permette una gestione molto più efficace dei consumi e delle emissioni. È proprio questa soluzione che consente ai FireFly aggiornati di rispettare i nuovi limiti della normativa Euro 7.

Per Stellantis significa poter continuare a offrire modelli con motore termico anche negli anni della transizione energetica.

Termoli torna centrale nella strategia industriale

La scelta di puntare sul FireFly ha anche un significato industriale molto concreto. Lo stabilimento di Termoli, che negli ultimi anni sembrava destinato a diventare esclusivamente un polo per batterie, torna al centro della produzione motoristica del gruppo.

Qui verranno assemblate le nuove generazioni di propulsori destinati ai modelli Stellantis prodotti in Europa. La produzione non riguarda solo i marchi italiani, ma anche brand come Peugeot, Citroën, Opel e Jeep.

Per il territorio significa migliaia di posti di lavoro legati alla filiera motoristica, oltre alla continuità produttiva di uno dei poli storici dell’industria automobilistica italiana.

Mirafiori e il ritorno della 500 ibrida

Il piano industriale coinvolge anche Mirafiori, dove Stellantis intende rilanciare la produzione della Fiat 500 in versione ibrida accanto alla già esistente variante elettrica.

Negli ultimi anni la 500e è stata presentata come il simbolo della transizione elettrica del marchio. Tuttavia il mercato ha mostrato limiti evidenti: prezzi elevati e infrastrutture di ricarica ancora insufficienti hanno rallentato la diffusione delle auto completamente elettriche.

La risposta del gruppo è stata pragmatica. Accanto alla versione elettrica arriverà una nuova 500 Hybrid con motore FireFly, che dovrebbe riportare i volumi produttivi su livelli più sostenibili.

Secondo le stime interne, la produzione dello stabilimento torinese potrebbe crescere sensibilmente nei prossimi anni proprio grazie alla versione ibrida del modello.

La sfida europea contro la concorrenza cinese

Il rilancio del FireFly si inserisce anche in un contesto geopolitico sempre più competitivo. L’industria automobilistica europea si trova a confrontarsi con la crescita dei produttori cinesi, sempre più presenti nel mercato globale dell’auto elettrica.

Per Stellantis la strategia multi-energia rappresenta una forma di difesa industriale. Offrire veicoli elettrici, ibridi e termici evoluti consente al gruppo di adattarsi a mercati diversi e a ritmi di transizione energetica molto differenti tra loro.

Allo stesso tempo il management chiede all’Europa politiche industriali più equilibrate, in grado di proteggere la produzione continentale senza bloccare l’innovazione tecnologica.

Un futuro ancora a combustione, ma evoluta

Il piano presentato tra il 2025 e il 2026 segna una correzione di rotta rispetto alla narrativa che vedeva l’elettrico come unica soluzione immediata.

Il motore FireFly aggiornato, abbinato alla tecnologia mild hybrid a 48 volt, rappresenta una sorta di ponte tecnologico tra il motore tradizionale e la mobilità elettrica.

Non è una resa all’elettrico, ma nemmeno un ritorno nostalgico al passato. Piuttosto è il tentativo di adattare una competenza storica dell’ingegneria automobilistica italiana alle regole di un mercato che sta cambiando molto più lentamente di quanto molti avevano previsto.

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ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2026 11:05

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