La scelta dell’università è diventata uno dei momenti più delicati per chi si affaccia al futuro professionale. In un mercato del lavoro che cambia rapidamente, molte certezze considerate solide fino a pochi anni fa stanno lasciando spazio a nuovi bisogni, nuove figure e competenze diverse da quelle tradizionali.
I dati più recenti indicano che alcune lauree permettono oggi un accesso più rapido al lavoro, grazie a una domanda che continua a crescere e che non riesce a essere soddisfatta completamente. Pur senza svelare tutto, è chiaro che la direzione verso cui stanno andando aziende e istituzioni è molto precisa.
Le lauree che garantiranno più opportunità immediatamente dopo gli studi
Per anni i giovani hanno guardato a economia e medicina come ai due percorsi con più prospettive in Italia. Oggi, invece, la situazione appare diversa. Le richieste del mercato stanno cambiando ritmo e struttura, e alcune discipline stanno diventando essenziali per la crescita del Paese. Gli ultimi dati sulle previsioni occupazionali mostrano un fabbisogno sempre più orientato verso settori tecnici, analitici e innovativi, quelli capaci di rispondere alle esigenze reali delle aziende.
Nei prossimi cinque anni, infatti, si prevede un aumento significativo della domanda di laureati in ambiti che fino a poco tempo fa erano considerati di nicchia. La spinta arriva soprattutto dalla trasformazione tecnologica e dalla necessità di figure in grado di gestire processi complessi, sistemi digitali e nuovi modelli produttivi.
Secondo le proiezioni più aggiornate, molte aziende avranno difficoltà a trovare profili formati in alcuni ambiti scientifici e tecnici. Questo crea un vantaggio concreto per chi sta per scegliere la facoltà e desidera entrare nel mondo del lavoro senza dover attendere anni dopo la laurea.

Tra i percorsi che offriranno le migliori possibilità di occupazione spiccano:
Ingegneria: da quella industriale a quella informatica, resta il settore con la richiesta più alta e una carenza costante di laureati.
Ingegneria civile ed Architettura: la rigenerazione urbana e gli investimenti infrastrutturali stanno creando un fabbisogno stabile.
Scienze matematiche, fisiche e informatiche: competenze cruciali per cybersecurity, analisi dati e sviluppo software.
Scienze biologiche e biotecnologie: un settore in crescita continua, sostenuto da ricerca, industria e innovazione.
Chimico-farmaceutico: produzione, controllo qualità e ricerca richiedono costantemente nuovi profili specializzati.
Accanto ai percorsi STEM, anche alcune lauree non scientifiche resteranno strategiche, soprattutto in settori che vivono un ricambio generazionale importante:
Economico-statistico: non più generalista, ma orientato ai dati e all’analisi avanzata.
Insegnamento e formazione: inclusa Scienze motorie, utile soprattutto per la carenza diffusa di personale.
Medico-sanitario: nonostante il titolo impegnativo, la richiesta resta stabile e continua.