Il Bonus idrico, lo sconto automatico in bolletta destinato alle famiglie con ISEE basso, è uno degli aiuti più importanti riconosciuti da ARERA.
Garantisce gratuitamente il “quantitativo minimo vitale” di acqua – 50 litri al giorno per ogni componente del nucleo familiare – e alleggerisce le spese domestiche. Ma c’è un dettaglio che molti ignorano: tra la presentazione dell’ISEE e l’arrivo effettivo dello sconto possono passare 6–7 mesi. E spesso basta un errore formale per bloccare tutto.
Una distrazione può bloccare lo sconto per il Bonus Acqua
Dal 2021 il Bonus acqua non richiede più alcuna domanda. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l’attestazione ISEE: da quel momento, INPS, ARERA e i gestori idrici avviano un flusso di dati che porta all’applicazione dello sconto in bolletta. Il meccanismo coinvolge: INPS, che valida la DSU, il SII (Sistema Informativo Integrato), gestito da ARERA e Gestori idrici locali, che applicano lo sconto. Il contributo spetta a:
- famiglie con ISEE fino a 9.530 euro
- famiglie numerose (almeno 4 figli) con ISEE fino a 20.000 euro
Il bonus vale per 12 mesi e si rinnova automaticamente con il nuovo ISEE. Il ritardo non è un errore del sistema, ma una conseguenza della complessità del processo. Dopo la presentazione dell’ISEE:
- INPS valida la DSU
- I dati vengono inviati al SII
- Il SII li elabora e li inoltra al gestore idrico
- Il gestore verifica la corrispondenza tra codice fiscale e utenza
- Lo sconto viene applicato nella prima bolletta utile
Se uno di questi passaggi incontra un’anomalia, la pratica si blocca. ARERA stima che, in media, lo sconto venga riconosciuto tra il sesto e il settimo mese dall’invio della DSU. La buona notizia è che il bonus viene applicato retroattivamente, recuperando i mesi arretrati. Il problema più frequente riguarda la mancata corrispondenza dei dati. Basta un’informazione non aggiornata per far slittare il bonus di mesi. Gli errori più comuni sono:
- bolletta non intestata al beneficiario
- indirizzo dell’utenza diverso da quello anagrafico
- dati anagrafici non aggiornati
- per gli utenti indiretti (condomini), mancata comunicazione dell’amministratore al gestore

In questi casi, il gestore non riesce a collegare l’ISEE all’utenza e la pratica resta sospesa fino alla verifica manuale. Per questo ARERA raccomanda di: controllare intestazione della bolletta, verificare che indirizzo e dati anagrafici coincidano e per i condomini, assicurarsi che l’amministratore invii l’elenco degli aventi diritto. Una semplice distrazione può quindi tradursi in mesi di attesa.
Una volta completata la procedura, il bonus appare direttamente in bolletta con la dicitura: “Bonus sociale idrico ARERA”. Non è previsto un rimborso diretto: la riduzione avviene progressivamente, fino al completo riconoscimento del beneficio annuale. Per gli utenti indiretti, lo sconto arriva tramite:
- accredito
- conguaglio gestito dall’amministratore
In attesa dell’accredito, è consigliabile: controllare l’area clienti del proprio gestore idrico,contattare lo Sportello per il consumatore ARERA: verificare periodicamente la correttezza dei dati anagrafici
La lentezza del sistema non annulla il diritto: quando il bonus arriva, copre anche i mesi precedenti. Il Bonus acqua resta una misura fondamentale per le famiglie in difficoltà, ma la sua natura automatica comporta tempi tecnici inevitabili. Tra burocrazia, flussi informatici e verifiche incrociate, lo sconto può sembrare “invisibile” per mesi. Tuttavia, una volta attivato, garantisce un risparmio reale e costante. E per evitare ritardi, basta un accorgimento: controllare i dati prima di presentare l’ISEE. Una piccola attenzione che può evitare di perdere fino a sei mesi di sconto in bolletta.