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Equinozio di primavera oggi 20 marzo, perché la nuova stagione inizia proprio adesso

Equinozio di primavera con metà giorno e metà notte a simboleggiare luce e buio
L’equinozio segna il momento in cui luce e buio risultano quasi in equilibrio tra emisfero nord e sud - leonardo.it

La primavera astronomica inizia oggi, venerdì 20 marzo, con l’equinozio che segna il passaggio ufficiale dalla stagione invernale a quella primaverile nell’emisfero nord.

È il momento in cui il Sole si trova sopra l’equatore terrestre e la quantità di luce tra nord e sud del pianeta torna a distribuirsi in modo quasi simmetrico.
Questo rappresenta uno di quei passaggi che sembrano sempre uguali e invece non lo sono affatto, perché la data non cade obbligatoriamente il 21 marzo come molti pensano ancora. Nel 2026, per esempio, l’equinozio di primavera cade proprio oggi 20 marzo e, per Roma, il momento esatto è fissato alle 15:46.

Perché la primavera comincia il 20 marzo

L’idea che la primavera inizi sempre il 21 marzo è rimasta molto radicata, ma dal punto di vista astronomico le cose funzionano in modo leggermente diverso. Equinozi e solstizi non hanno una data immobile, perché dipendono dal moto della Terra attorno al Sole e dal modo in cui il calendario civile cerca di adattarsi a un anno astronomico che non dura esattamente 365 giorni. Proprio per questo l’equinozio di marzo può cadere il 20 o il 21 marzo, e più raramente anche il 19.

Nel momento dell’equinozio il Sole attraversa l’equatore celeste e i due emisferi risultano illuminati in modo quasi uguale. Da qui nasce il valore simbolico di questa data, che da secoli viene associata all’inizio della primavera nel nostro emisfero e all’avvio dell’autunno in quello australe.

Le 12 ore di luce non sono proprio esatte

Si ripete spesso che oggi ci saranno esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio, ma in realtà non è del tutto corretto. L’equinozio rende giorno e notte molto vicini all’equilibrio, però non perfettamente identici nella maggior parte delle località. Succede perché l’atmosfera terrestre rifrange la luce del Sole e perché il Sole, visto dalla Terra, ha una dimensione apparente e non è un punto geometrico.

Tradotto in modo semplice, il Sole ci appare sopra l’orizzonte un po’ prima del previsto all’alba e scompare un po’ dopo al tramonto. Per questo, nelle tabelle di alba e tramonto, il giorno dell’equinozio può risultare leggermente più lungo della notte, anche se l’evento astronomico resta quello che più si avvicina all’equilibrio tra luce e buio.

Da dove viene la parola equinozio

La parola equinozio arriva dal latino e richiama proprio l’idea della “notte uguale”. È un termine che continua a funzionare bene anche oggi, pur con quella piccola approssimazione astronomica che spesso sfugge nel racconto più popolare del fenomeno. Il senso resta comunque chiaro: siamo nel punto dell’anno in cui la distribuzione della luce cambia passo e, da qui in avanti, nell’emisfero nord le giornate tenderanno ad allungarsi sempre di più fino al solstizio di giugno.

Cosa cambia da oggi in poi

Il passaggio dell’equinozio non significa che il freddo sparirà da un giorno all’altro. Segna però l’inizio della primavera astronomica e l’avvio di un semestre in cui il nostro emisfero riceverà progressivamente più luce. È questo il vero cambio di scenario: non tanto il meteo immediato, che può restare instabile ancora per giorni o settimane, quanto la posizione della Terra rispetto al Sole, che da oggi entra in una fase diversa.

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