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Lavoro

Mobilità scuola 2026, cambiano le deroghe: sì al trasferimento con figli fino a 14 anni

Docente in un corridoio scolastico con cartellina mentre si parla di mobilità scuola 2026
Docente in una scuola italiana mentre si avvicina la finestra per presentare la domanda di mobilità 2026 per trasferimenti e assegnazioni - leonardo.it

La mobilità del personale scolastico per l’anno 2026/27 entra nella fase operativa. Il contratto definitivo è stato sottoscritto e ora si attende l’ordinanza ministeriale che darà il via ufficiale alle domande. Le prime indicazioni parlano di una partenza già dalla metà di marzo, con diverse novità soprattutto sul tema delle deroghe al vincolo triennale.

Per docenti, personale ATA ed educativo si apre quindi una finestra importante. Non solo per chi vuole cambiare scuola o provincia ma anche per chi spera di rientrare più vicino alla propria famiglia. Ed è proprio su questo punto che arrivano le modifiche più rilevanti.

Quando si presentano le domande per la mobilità 2026

Le date non sono ancora definitive perché servirà l’ordinanza ministeriale, ma le prime ipotesi circolate negli ambienti scolastici indicano un calendario abbastanza preciso.

Per il personale docente la finestra dovrebbe aprirsi il 16 marzo e chiudersi il 2 aprile, con pubblicazione dei movimenti prevista per il 29 maggio 2026.

Per il personale educativo la domanda potrebbe essere presentata dal 16 marzo al 7 aprile, mentre i risultati sarebbero pubblicati il 4 giugno.

Il personale ATA dovrebbe invece avere una finestra leggermente diversa, dal 23 marzo al 9 aprile, con esiti attesi per il 10 giugno. I docenti di religione cattolica avrebbero una finestra più ampia, dal 21 marzo al 17 aprile.

Le date restano comunque indicative. Sarà l’ordinanza ufficiale del Ministero dell’Istruzione a stabilire il calendario definitivo.

Chi può chiedere il trasferimento

La mobilità riguarda diverse categorie di personale scolastico ma non tutti possono presentare domanda liberamente. In linea generale possono partecipare i docenti che sono titolari nella stessa scuola da oltre tre anni nella stessa classe di concorso o tipologia di posto.

Possono presentare domanda anche i docenti trasferiti da meno di tre anni se il trasferimento precedente era stato ottenuto su una preferenza sintetica, come comune, distretto o provincia.

Rientrano tra i possibili richiedenti anche i docenti immessi in ruolo dall’anno scolastico 2023/24. Per loro infatti l’anno in corso rappresenta il terzo anno di permanenza nella scuola di titolarità, quindi possono chiedere il trasferimento per il 2026/27.

Possono inoltre partecipare alla mobilità i docenti dichiarati soprannumerari o in esubero oppure quelli trasferiti d’ufficio o con domanda condizionata.

Le novità sulle deroghe al vincolo triennale

Il punto più discusso riguarda però le deroghe al vincolo triennale, cioè la possibilità di chiedere il trasferimento anche prima di aver completato i tre anni nella stessa scuola.

Per il prossimo anno scolastico arriva una modifica importante: la deroga legata ai figli è stata estesa fino ai 14 anni. In passato il limite era più basso e molti docenti non potevano usufruirne.
Allo stesso tempo è stata eliminata un’altra possibilità. Non sarà più consentito chiedere il trasferimento anticipato per ricongiungersi a un genitore con più di 65 anni. Una modifica che sta già facendo discutere tra i docenti che assistono familiari anziani.

Restano invece confermate alcune deroghe considerate prioritarie dal punto di vista sociale. Riguardano in particolare docenti con disabilità o che assistono familiari con disabilità grave secondo quanto previsto dalla legge 104.

Sono confermate anche le tutele per chi usufruisce del congedo biennale per assistenza a un familiare disabile e per i coniugi o figli di mutilati o invalidi civili.

La possibile novità del fascicolo digitale

Tra le novità annunciate dal Ministero c’è anche l’idea di rendere la procedura più veloce attraverso il fascicolo digitale del personale scolastico, accessibile tramite SPID o carta d’identità elettronica.

Il sistema dovrebbe raccogliere automaticamente titoli e informazioni già presenti negli archivi dell’amministrazione. In teoria questo permetterebbe di compilare la domanda con meno passaggi e meno documenti da inserire manualmente.

Per ora però il sistema è ancora in fase di sviluppo. Nella piattaforma ministeriale è attiva solo una prima sezione sperimentale che include i titoli dichiarati nelle procedure concorsuali a partire dal 2020.

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