Per decenni è stato il contrario. Chi guidava un’auto diesel lo faceva anche per una ragione molto semplice: il carburante costava meno della benzina. Oggi però questa certezza sta saltando ed il gasolio, è arrivato a costare più della benzina.
La spiegazione non è unica. Dietro questo sorpasso ci sono scelte fiscali, dinamiche del mercato energetico e un cambiamento più profondo nel modo in cui l’Europa sta gestendo la transizione energetica.
Il risultato è sotto gli occhi di chi fa rifornimento: la benzina in molti casi costa meno del diesel, una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata improbabile.
Il peso delle accise che ha cambiato l’equilibrio
Il primo motivo è fiscale. Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore un riallineamento delle accise sui carburanti deciso negli anni precedenti. In pratica lo Stato ha ridotto la tassa sulla benzina e aumentato quella sul gasolio, con l’obiettivo di avvicinare la tassazione dei due carburanti. La riduzione sulla benzina è stata di circa 4 centesimi al litro mentre il diesel ha visto un aumento equivalente. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Per molti anni il diesel era stato favorito dal punto di vista fiscale. La scelta era stata fatta per sostenere trasporti, agricoltura e chi percorreva molti chilometri per lavoro. Con il tempo però questa differenza è stata considerata sempre meno giustificata e diversi governi europei hanno iniziato a ridurla. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Il risultato è stato un cambiamento rapido dei prezzi alla pompa. In alcuni momenti il diesel è arrivato a costare qualche centesimo in più rispetto alla benzina, ribaltando un equilibrio rimasto stabile per decenni. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Il mercato globale spinge il diesel verso l’alto
La tassazione però non spiega tutto. Il diesel è un carburante molto particolare perché non viene usato solo dalle automobili. È il carburante principale di camion, navi, trattori agricoli e macchinari industriali.
Questo significa che il suo prezzo è fortemente legato alla domanda dell’economia reale. Quando aumentano i trasporti o la produzione industriale, la richiesta di gasolio cresce rapidamente e il prezzo può salire anche se il petrolio non aumenta nella stessa proporzione.
Negli ultimi anni il mercato del diesel è diventato ancora più sensibile agli squilibri globali. L’Europa, per esempio, dipende in parte dalle importazioni di gasolio raffinato e qualsiasi tensione geopolitica o problema nelle raffinerie può ridurre l’offerta disponibile.
Quando succede, il diesel reagisce prima e più velocemente della benzina.
Il diesel richiede lavorazioni più costose
C’è poi un elemento tecnico che spesso passa inosservato. Per rispettare gli standard ambientali moderni il gasolio deve essere sottoposto a processi di raffinazione più complessi, soprattutto per eliminare lo zolfo e altre impurità.
Questi trattamenti, come la desolforazione avanzata, richiedono più energia e tecnologie più costose nelle raffinerie. Il risultato è che il diesel può avere costi industriali più alti rispetto alla benzina, soprattutto quando le normative ambientali diventano più severe. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
In altre parole, il diesel non è semplicemente un carburante diverso. È un prodotto che nasce da una filiera più complessa.
Perché il divario potrebbe restare
Molti analisti del settore energetico pensano che questa situazione non sia solo temporanea. Il diesel resta il carburante più utilizzato per il trasporto merci e per una parte importante dell’industria europea.
Allo stesso tempo l’Europa sta riducendo progressivamente la capacità di raffinazione e sta spingendo verso carburanti alternativi e mobilità elettrica. Questo significa che l’equilibrio tra domanda e offerta potrebbe diventare più fragile.
Per gli automobilisti la conseguenza è evidente. Il diesel non è più automaticamente il carburante più economico. In alcuni momenti può tornare a esserlo, ma l’epoca in cui il gasolio costava stabilmente meno della benzina sembra ormai appartenere al passato.








