Il progetto si chiama Cann-L, combatte la criminalità organizzata e ha anche l’obiettivo di valutare gli effetti di una vendita senza scopo di lucro sul comportamento dei consumatori.

La Svizzera ha avviato un piano per testare la cannabis legale. In diverse città della Confederazione sono partiti progetti di vendita di hashish e marijuana nelle farmacie e nei negozi, allo scopo di valutare gli effetti della distribuzione controllata. I dati sui risvolti di questo percorso che non vuole incentivare l’uso ma sottrarre il commercio alle mafie, sono più che positivi.

Cannabis legale in Svizzera: i primi dati

Partito nel 2022 con un budget di 1,7 milioni di franchi, il progetto pilota si chiama Cann-L e ha l’obiettivo di valutare gli effetti della vendita senza scopo di lucro sia sul piano della salute che su quello della sicurezza. Un mese dopo la sua apertura, il primo negozio aperto a Losanna ha venduto 4,5 kg di cannabis a 320 persone, in media tra i 35 e i 40 anni e senza alcuna dipendenza.

Frank Zobel, il vicedirettore della ong Addiction Suisse che si occupa di prevenzione, ricerca e aiuto nelle dipendenze, spiega in un’intervista rilasciata a 24 heures che in questo modo lo spaccio è calato del 5%. Il tipo di cannabis più richiesto è quello che contiene un tasso di THC del 15%: rappresenta il 40% delle vendite. Oltre 600 persone hanno già preso appuntamento per partecipare al progetto nei prossimi mesi. I partecipanti devono rispondere a un questionario ogni semestre.

Un uomo rolla uno spinello di marijuana
La Svizzera intraprende con successo il percorso verso la cannabis legale

La durata di Cann-L è di quattro anni e mezzo. A Ginevra, nel comune di Vernier, ha aperto lo scorso dicembre la Cannabinothèque che distribuisce hashish e marijuana a mille volontari che si sono iscritti sul sito dell’associazione ChanGE. Berna, Bienne, Lucerna e San Gallo sono tra le città che hanno aperto centri di vendita controllata di cannabis legale. L’esempio di Losanna è significativo: il negozio è stato aperto in rue du Maupas, una zona conosciuta per essere una nota piazza di spaccio.

A Basilea sono state coinvolte otto farmacie aderenti alla rete Weed Care. Ai 370 maggiorenni partecipanti al progetto sono offerti quattro tipi di erba e due tipi di fumo, con diversi livelli di THC che vanno dal 4,5 al 20%. La coltivazione è biologica e locale, prodotta dall’azienda Pure Production. A Zurigo, invece, nel progetto Züri Can sono coinvolte farmacie, circoli associativi e sportelli di consulenza sulle tossicodipendenze.

Svizzera, cannabis legale in città-pilota

In Svizzera c’è sempre stata una forte apertura verso lo studio delle droghe leggere e l’impatto della decriminalizzazione. I consumatori regolari sono almeno 200mila e un terzo delle persone sopra i 15 anni ha consumato cannabis almeno una volta nella vita. Nella Confederazione sono legali l’uso terapeutico, ad esempio come antidolorifico, il CBD e il possesso fino a 10 grammi per uso personale. Viceversa sono illegali la coltivazione, il consumo e lo spaccio di cannabis con un contenuto elevato di THC.

L’ampia platea di consumatori causa un fiorente mercato nero e la qualità dei prodotti non è sottoposta ad alcun controllo. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) continua a ribadire che lo scopo sanitario e informativo di Cann-L serve a togliere il controllo alla criminalità organizzata e che la cannabis “deve essere controllata e legalmente accessibile, ma il suo consumo non deve essere promosso”.

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ultimo aggiornamento: 29-01-2024


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