Nel panorama delle energie rinnovabili, il settore del fotovoltaico sta vivendo una trasformazione significativa grazie all’introduzione di tecnologie innovative.
Il pannello fotovoltaico notturno, frutto di ricerche avanzate condotte da prestigiose università come Stanford e la University of New South Wales, si presenta oggi come una possibile soluzione per garantire una produzione energetica più continua e sostenibile.
Il principale ostacolo del fotovoltaico tradizionale è la sua natura intermittente: i pannelli producono elettricità solo in presenza di luce solare, azzerando la produzione durante la notte. Questo vincolo costringe gli utenti a ricorrere a sistemi di accumulo a batterie o al prelievo dalla rete elettrica, riducendo l’efficacia economica e ambientale dell’investimento. Le batterie, sebbene sempre più performanti e accessibili, comportano costi e limiti di durata che ne limitano l’adozione su larga scala.
La recente innovazione, sviluppata da team di ricerca di livello mondiale, sfrutta invece un fenomeno fisico noto come raffreddamento radiativo. Durante la notte, infatti, la superficie terrestre e gli oggetti rilasciano calore verso lo spazio sotto forma di radiazione infrarossa. La tecnologia applica un generatore termoelettrico (TEG) che, grazie a una differenza di temperatura tra una superficie superiore raffreddata e una inferiore più calda, è in grado di generare una corrente elettrica continua anche in assenza di luce solare diretta.
Caratteristiche e potenzialità del pannello fotovoltaico notturno
Il prototipo attuale di pannello notturno produce energia con una resa di circa 50 milliwatt per metro quadrato durante una notte serena, una quantità sensibilmente inferiore rispetto ai 150-200 watt per metro quadrato prodotti da un pannello tradizionale in pieno giorno. Tale resa è sufficiente ad alimentare dispositivi di basso consumo, come una lampadina LED da 5 watt, ma richiede un’estensione di superficie notevole per coprire il fabbisogno energetico domestico notturno.
La ricerca si sta muovendo verso pannelli ibridi 24 ore su 24, che integrano le celle fotovoltaiche classiche con componenti termoradiative per garantire una produzione continua. L’University of New South Wales, in particolare, ha sviluppato un “diodo termoradiativo” che potrebbe essere integrato nelle celle solari, offrendo un sistema in grado di ridurre drasticamente la dipendenza dall’accumulo tradizionale e dalla rete.

Nonostante queste promettenti innovazioni, l’opzione più matura e diffusa rimane l’abbinamento del fotovoltaico con sistemi di accumulo a batterie, che permettono di immagazzinare l’energia prodotta in eccedenza durante il giorno per utilizzarla nelle ore notturne. Le batterie al litio di ultima generazione, come le proposte da aziende italiane leader nel settore, offrono alta efficienza, sicurezza e una durata sempre più prolungata, con costi in costante diminuzione.
Questa combinazione consente di:
– Ridurre sensibilmente il prelievo di energia dalla rete elettrica
– Aumentare l’autoconsumo e l’indipendenza energetica
– Assicurare continuità di fornitura anche in caso di blackout
Scambio sul Posto: un meccanismo in evoluzione
È importante ricordare che fino a qualche tempo fa, in Italia, esisteva un meccanismo chiamato Scambio sul Posto, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che permetteva di immettere nella rete pubblica l’energia solare in eccesso per poi prelevarla secondo necessità, sfruttando la rete come un “accumulatore virtuale”. Questo sistema incentivava l’autoconsumo e garantiva un credito energetico ai produttori domestici.
Tuttavia, questo servizio è stato recentemente sospeso, spingendo verso un maggiore ricorso ai sistemi di accumulo fisici. Il GSE continua a rivestire un ruolo centrale nella promozione delle fonti rinnovabili e nella regolamentazione del mercato energetico, favorendo l’adozione di impianti sempre più efficienti e integrati.
Consigli per l’installazione e scelta del professionista
Per chi desidera avvicinarsi al fotovoltaico o aggiornare il proprio impianto, è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati che sappiano individuare la soluzione più adatta alle specifiche esigenze dell’abitazione o dell’attività. La scelta di pannelli, batterie e sistemi di gestione deve essere effettuata tenendo conto:
– Della superficie disponibile e dell’esposizione solare
– Delle necessità di consumo e delle abitudini di utilizzo dell’energia
– Dei costi di installazione e della convenienza economica nel medio-lungo termine
Piattaforme specializzate sono oggi in grado di mettere in contatto utenti e installatori esperti, facilitando la richiesta di preventivi e il confronto tra offerte personalizzate.