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L’Orologio dell’Apocalisse ha predetto quando il mondo verrà distrutto: ed è prima di quanto immaginiamo

Quando arriva l'Apocalisse

L’Orologio dell’Apocalisse ha segnato un allarmante avvicinamento verso la mezzanotte, simbolo di una possibile catastrofe globale.

Il Bulletin of the Atomic Scientists ha infatti anticipato di quattro secondi le lancette del Doomsday Clock, portandole a soli 85 secondi dal fatidico momento.

Questo nuovo aggiornamento indica un peggioramento delle minacce esistenti, pur mantenendo l’intento di stimolare un’immediata azione da parte della comunità internazionale e non di alimentare un inutile allarmismo.

L’Orologio dell’Apocalisse: un simbolo di allerta e responsabilità

L’Orologio dell’Apocalisse non è uno strumento di previsione scientifica, ma una metafora potente, ideata nel 1947 da un gruppo di scienziati legati al Progetto Manhattan, tra cui Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer.

Esso rappresenta il tempo rimasto all’umanità prima di un potenziale disastro causato dalle proprie tecnologie e decisioni. Le lancette vengono regolate annualmente dal Science and Security Board (SASB) del Bulletin, sulla base di un attento esame di dati quantitativi e qualitativi relativi a rischi nucleari, cambiamenti climatici, emergenze biologiche e innovazioni tecnologiche.

Nel 2026, il nuovo aggiornamento – spostando le lancette da 89 a 85 secondi – riflette la crescente instabilità geopolitica e la proliferazione di pericoli emergenti, tra cui la crisi climatica e l’espansione incontrollata di tecnologie come intelligenza artificiale e biotecnologie.

Secondo Jon B. Wolfsthal, direttore del rischio globale presso la Federation of American Scientists e membro del SASB, il principale fattore che ha contribuito all’avanzamento delle lancette è il crescente affidamento globale sulle armi nucleari.

Sempre più stati si avvalgono di arsenali nucleari non solo come deterrenti, ma anche come strumenti di coercizione politica. Parallelamente, si investono enormi risorse nella modernizzazione e nell’espansione di questi arsenali, mentre paesi attualmente privi di armamenti nucleari valutano seriamente la possibilità di dotarsi di tali capacità.

Un altro elemento cruciale riguarda l’intelligenza artificiale, il cui rapido sviluppo e diffusione avviene senza un’adeguata regolamentazione e senza strategie efficaci per la gestione dei rischi associati. Il Bulletin ha evidenziato come questa espansione incontrollata rappresenti una minaccia significativa per la sicurezza globale, soprattutto se combinata con altre tecnologie avanzate.

Il cambiamento climatico resta una delle sfide più pressanti. L’aumento delle emissioni di gas serra e il conseguente innalzamento del livello dei mari, unito alla mancanza di azioni politiche incisive,mantengono alto il livello di rischio.

Il Bulletin ha sottolineato l’urgenza di ridurre drasticamente le emissioni da combustibili fossili, incrementare l’utilizzo di fonti rinnovabili e rafforzare la cooperazione internazionale per mitigare gli effetti climatici.

Infine, le minacce biologiche hanno acquisito rilevanza nel contesto attuale. Il 2026 è stato segnato da una ridotta capacità globale di risposta a emergenze sanitarie, dalla crescita di attività di biologia sintetica scarsamente controllate e dalla convergenza preoccupante tra intelligenza artificiale e biologia.

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ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2026 10:57

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