Vai al contenuto

Pensioni 2026, tutte le modalità attive per smettere di lavorare quest’anno

Le possibilità di uscita anticipata dal lavoro si riducono, mantenendo però alcune forme di tutela per specifiche categorie di lavoratori

Le possibilità di uscita anticipata dal lavoro si riducono, mantenendo però alcune forme di tutela per specifiche categorie di lavoratori, come l’Ape Sociale e i lavoratori precoci. Nel frattempo, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto modifiche significative, tra cui l’addio a strumenti come Quota 103 e Opzione Donna, e ha previsto un adeguamento degli importi pensionistici in linea con l’inflazione.

Nel 2026 la pensione di vecchiaia resta fissata a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi, senza aumenti automatici legati alla speranza di vita, come invece era avvenuto negli anni precedenti. Chi raggiungerà questi requisiti entro il 31 dicembre 2026 potrà andare in pensione senza ulteriori rinvii, un elemento che rende quest’anno particolarmente strategico per molti lavoratori “al limite” dei parametri.

Rimane valido il sistema contributivo: l’importo della pensione dipende da quanto e per quanto tempo si è versato, rendendo cruciale la scelta del momento dell’uscita, che incide sensibilmente sull’assegno mensile.

Uscite anticipate: nuove regole e limitazioni

Il 2026 segna un giro di vite sulle pensioni anticipate. Le formule più flessibili degli anni passati sono state in gran parte eliminate: non esistono più scorciatoie generali per andare in pensione prima dell’età di vecchiaia, ma solo percorsi riservati a lavoratori con requisiti particolari.

Resta possibile il pensionamento per chi ha versato contributi molto elevati, ovvero almeno 42 anni e 11 mesi per gli uomini (dal 2028) e poco più di 41 per le donne, senza limiti di età anagrafica. Per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato l’attività lavorativa molto giovani, permangono possibilità di uscita anticipata, ma solo se soddisfano condizioni specifiche legate alla tipologia di lavoro o alla situazione personale.

Importante sottolineare che la Legge di Bilancio 2026 ha sancito la fine di strumenti come Quota 103 e la proroga di Opzione Donna, misura che dal 2026 non potrà più essere richiesta, salvo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

L’Ape Sociale rappresenta la principale ancora di salvezza per chi desidera anticipare l’uscita dal lavoro nel 2026. Questa indennità, a carico dello Stato e erogata dall’INPS, è rivolta a categorie specifiche, tra cui disoccupati, caregiver, invalidi civili con almeno il 74% di invalidità e lavoratori impegnati in attività gravose.

I requisiti richiesti sono:

  • Età anagrafica minima di 63 anni e 5 mesi per le domande presentate dal 1° gennaio 2024;
  • Contributi almeno pari a 30 anni (ridotti a 32 o 36 anni in alcune categorie di lavori gravosi);
  • Cessazione dell’attività lavorativa al momento della richiesta.

L’indennità Ape Sociale è erogata fino al raggiungimento dell’età pensionabile di vecchiaia o fino all’accesso a una pensione anticipata. L’importo massimo erogabile è di 1.500 euro mensili e non è soggetto a rivalutazione o integrazione al trattamento minimo.

Dal punto di vista operativo, è fondamentale presentare domanda tramite i canali ufficiali INPS o patronati e rispettare le scadenze, visto che la misura è soggetta a monitoraggio sulle risorse disponibili.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2026 12:30

Wi-fi lento o ballerino? Lidl ti dà la soluzione immediata a pochi euro, addio tecnici