Un’azienda di Bari produce super food disidratato di altissima qualità destinato agli astronauti: una sfida vinta con successo.

Una ricerca di Infocamere-Unioncamere rivela che nelle imprese italiane a forte crescita, una su quattro è al Sud. Tra queste c’è Sud Alimenta. L’azienda di Bari esiste dal lontano 1888, lungo le quattro generazioni della famiglia Tiberino. Dal 2007 ha saputo reinventarsi diventando un’eccellenza in un settore davvero particolare: il cibo disidratato di altissima qualità, destinato in particolare agli astronauti. L’impresa è stata la prima nella storia a ideare e creare un menù per la missione di cambio equipaggio della Discovery STS-120, sotto il comando di Paolo Nespoli.

Qual è il cibo degli astronauti?

In quell’occasione, a Sud Alimenta viene chiesto un menù italiano dall’antipasto al dolce. “Ci siamo confrontati con esigenze specifiche e davvero particolari – racconta l’amministratore unico Raffaele Tiberino – ma non abbiamo mai mollato! Alla fine ci siamo riusciti e abbiamo avuto la soddisfazione di portare la cucina italiana fra le stelle”.

Una sfida culinaria ma anche tecnologica contro le insidie di un ambiente estremo:

  • In orbita i pasti devono essere conservabili in condizioni proibitive e per lunghi periodi di tempo.
  • Sulla ISS non è possibile usare fiamme e cucinare.
  • L’assenza di gravità priva gli astronauti del senso dell’olfatto e di buona parte di quello del gusto.
  • Le confezioni inoltre non devono far entrare ossigeno: una piccola quantità può rendere il cibo immangiabile.
Il cibo degli astronauti
Il cibo degli astronauti arriva dalla Puglia

Il “primo convivio spaziale” della Discovery STS-120 non è rimasto il solo. Nel giugno 2011, con l’ultima missione Discovery STS-133 e il Colonnello Roberto Vittori al posto di Nespoli, i bonus food a bordo della ISS sono ancora firmati Tiberino. La terza missione arriva poco dopo con Luca Parmitano, che sulla ISS consuma per 6 lunghi mesi orecchiette con le cime di rape, spaghetti al nero di seppia, taralli e olive.

Il cibo spaziale di Sudalimenta è una sfida vinta

Oggi Sud Alimenta conta 12 dipendenti e produce circa sessanta prodotti destinati all’estero. I clienti arrivano soprattutto da Stati Uniti, Canada, Giappone, Russia e Australia. I cibi per lo spazio sono fatti con ingredienti italiani o europei e sono completamente naturali, senza additivi, integratori e addensanti chimici.

Gli alimenti “tailor made” sono i più disparati: dal risotto con funghi porcini e olio al tartufo alla zuppa di grano con lenticchie rosse decorticate.

Dopo aver soddisfatto le richieste di Nasa, Esa e altre agenzie spaziali internazionali, lo sguardo dell’impresa pugliese è rivolto al di là dei confini del mondo. Non a caso Sud Alimenta fornisce ancora consulenze sulla nutrizione e sull’alimentazione alla European Space Agency. Verso il futuro e oltre.


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