Le dinamiche del mercato dei semiconduttori, alimentate dalla crescente domanda di memoria RAM per l’intelligenza artificiale, stanno modificando le regole del gioco, rendendo inevitabile un aumento significativo dei costi per i consumatori. In questo contesto, le previsioni di settore indicano che i dispositivi di fascia economica e media subiranno rincari particolarmente pesanti, mentre le specifiche tecniche minime si alzeranno in modo sostanziale.
La spinta principale alla crescita dei prezzi della RAM è la domanda esponenziale di memoria ad alte prestazioni (HBM) da parte dei data center che supportano servizi di intelligenza artificiale avanzata. Non si tratta più solo di chatbot o assistenti virtuali, ma di intere infrastrutture hardware che richiedono una densità di memoria senza precedenti per elaborare modelli complessi e gestire enormi volumi di dati in tempo reale. Secondo i recenti report di IDC (International Data Corporation), i server dedicati all’IA stanno sottraendo risorse fondamentali alla produzione di componenti destinati all’elettronica di consumo.
Il vicepresidente di IDC, Francisco Jerónimo, ha sottolineato come questa situazione stia creando un collo di bottiglia nella catena produttiva globale, con un impatto diretto sui prezzi dei semiconduttori. Quando i grandi player del cloud computing acquistano chip a volumi elevati e a prezzi maggiorati, i produttori di dispositivi mobili e PC si ritrovano a competere per una quota ridotta di componenti, con conseguente aumento dei costi unitari.
Rincari previsti per smartphone e computer nel 2026
Le stime più recenti indicano che il prezzo medio degli smartphone economici potrebbe aumentare del 15-20% nel corso del prossimo anno. Questo incremento è particolarmente significativo per una fascia di mercato che si basa fortemente sul rapporto qualità-prezzo e che finora aveva beneficiato di prezzi contenuti. Anche i dispositivi di fascia premium non saranno immuni dagli aumenti: si prevede un incremento tra il 10% e il 15% per smartphone di alta gamma, mentre per notebook e desktop i rincari saranno simili, guidati dalla necessità di integrare componenti hardware più potenti per supportare software sempre più esigenti.
Un ulteriore motivo di pressione sui prezzi riguarda la fine del supporto di Windows 10, che sta spingendo milioni di utenti e aziende a sostituire o aggiornare i propri computer. Questo rinnovo forzato si somma alla già ridotta disponibilità di chip, creando una domanda improvvisa che i produttori faticano a soddisfare, con conseguente aumento dei listini.

Tra le trasformazioni più rilevanti del settore vi è l’aumento delle specifiche tecniche minime per i dispositivi mobili. Se fino a poco tempo fa uno smartphone con 8 o 12 GB di RAM era considerato di fascia media, il nuovo standard sta rapidamente salendo a 16 GB. Questo cambio non è dettato da una politica commerciale aggressiva, ma da esigenze tecniche legate all’uso crescente di applicazioni basate su intelligenza artificiale e funzioni integrate che richiedono maggiore memoria volatile per garantire prestazioni fluide e senza rallentamenti.
Tuttavia, questa evoluzione comporta inevitabilmente un aumento dei costi di produzione, che si traduce in un rialzo del prezzo minimo di mercato. In un momento di scarsità globale di componenti, i produttori si trovano davanti a un bivio: ridurre i margini di guadagno o trasferire l’intero aumento dei costi ai consumatori, con il rischio di una contrazione delle vendite.