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Sigarette elettroniche, il boom del mercato irregolare in Europa vale già 6,6 miliardi

dispositivi per sigarette elettroniche esposti in un negozio di vaping in Europa
Il settore del vaping cresce in Europa ma aumenta anche il commercio irregolare - leonardo.it

Il mercato delle sigarette elettroniche in Europa sta crescendo rapidamente; ma insieme alla diffusione dei dispositivi aumenta anche il peso del commercio irregolare. Secondo un nuovo studio realizzato da New Fraunhofer una quota molto rilevante delle e-cig presenti nel continente circola infatti fuori dai canali ufficiali.

I numeri descrivono un fenomeno che riguarda logistica, commercio internazionale e regolamentazione fiscale; una dinamica che mette sotto pressione i produttori legali e le autorità di controllo.

Dietro quello che spesso appare come un semplice prodotto di consumo si nasconde un mercato parallelo da miliardi di euro che attraversa l’intero continente.

Un mercato sommerso che vale miliardi

Secondo lo studio realizzato da New Fraunhofer il mercato irregolare delle sigarette elettroniche in Europa rappresenta oggi circa il 48% dell’intero settore. In termini economici significa un volume pari a 6,6 miliardi di euro; una cifra destinata ad aumentare nei prossimi anni.

Le proiezioni indicano infatti che entro il 2030 il valore del commercio irregolare potrebbe raggiungere i 10,8 miliardi di euro. Una crescita sostenuta anche dal continuo aumento della domanda di dispositivi per il vaping.

Uwe Veres-Homm, responsabile dell’analisi dei rischi e della localizzazione presso Fraunhofer IIS, spiega che la ricerca ha permesso per la prima volta di ricostruire in modo sistematico il mercato sommerso europeo attraverso dati commerciali, analisi delle catene di approvvigionamento, statistiche doganali e segmentazione dei flussi di mercato.

Le analisi mostrano inoltre un altro dato significativo: circa il 90% delle sigarette elettroniche vendute in Europa proviene dalla Cina.

Come funziona il mercato irregolare delle e-cig

I prodotti irregolari comprendono dispositivi venduti nel mercato grigio e nel mercato nero. Si tratta di prodotti che violano normative fiscali nazionali, requisiti di etichettatura o procedure di omologazione; in molti casi la loro origine non è chiaramente tracciabile.

Lo studio evidenzia che circa il 35% dei prodotti può essere attribuito direttamente al commercio illegale; un ulteriore 13% deriva da importazioni private di prodotti non approvati o non soggetti a tassazione.

Le conseguenze economiche sono rilevanti anche per le finanze pubbliche. Solo in Germania, nel 2024, la perdita fiscale legata al mercato irregolare delle sigarette elettroniche è stata stimata in circa 119 milioni di euro.

Il fenomeno non sembra rallentare e secondo le stime degli analisti, il mercato irregolare cresce con un ritmo medio annuo pari a 8,6%.

Shenzhen domina la produzione mondiale

Il cuore produttivo globale delle sigarette elettroniche si trova in Cina; più precisamente nella città di Shenzhen. Qui si concentra circa il 72% della produzione cinese di dispositivi per il vaping e circa il 70% dei produttori mondiali ha sede nella stessa area industriale.

Dalla Cina i prodotti raggiungono l’Europa attraverso una rete logistica complessa. In molti casi i dispositivi arrivano nei principali hub europei e successivamente vengono distribuiti via terra tra i diversi paesi dell’Unione.

Tra i principali centri di distribuzione figurano Germania, Paesi Bassi e Belgio. Da questi snodi logistici le merci vengono trasferite su camion e distribuite nel mercato interno europeo; un sistema che in alcuni casi consente l’ingresso di prodotti irregolari e l’elusione delle imposte.

L’esplosione delle spedizioni dalla Cina

Un elemento che rende il controllo ancora più complesso è l’aumento del volume delle spedizioni internazionali. Secondo dati della Commissione europea, nel 2024 sono arrivati nell’Unione circa 12 milioni di pacchi al giorno provenienti in gran parte dall’Asia.

La crescita dell’e-commerce ha favorito anche gli acquisti diretti da parte dei consumatori europei. Sempre più utenti ordinano dispositivi e liquidi per sigarette elettroniche direttamente da piattaforme asiatiche, rendendo più difficile la tracciabilità dei flussi commerciali.

Questo volume di spedizioni rappresenta una sfida logistica enorme; nessuna autorità doganale è infatti in grado di controllare in modo sistematico milioni di pacchi ogni giorno.

Lacune normative e incentivi al contrabbando

Secondo gli analisti una delle cause principali della crescita del mercato irregolare è la mancanza di uniformità nelle normative europee. Differenze nelle tasse, nelle regole di etichettatura e nei requisiti di omologazione creano infatti forti disparità di prezzo tra i diversi paesi.

Queste differenze generano incentivi economici per il contrabbando e le reimportazioni da paesi confinanti. I prodotti irregolari riescono così a entrare nel mercato europeo aggirando parte dei controlli e mettendo sotto pressione i fornitori legali.

Horst Manner-Romberg, amministratore delegato di MRU Beratungs- und Verlagsgesellschaft, sottolinea che questi prodotti possono risultare estremamente redditizi per i produttori proprio perché eludono le normative fiscali e i controlli di qualità.

Le soluzioni proposte dagli analisti

Lo studio suggerisce alcune misure che potrebbero contribuire a ridurre il mercato irregolare. La prima riguarda l’introduzione di definizioni e classificazioni uniformi dei prodotti all’interno dell’Unione Europea; molte distorsioni nascono infatti dal fatto che prodotti identici vengono registrati e tassati in modo diverso nei vari Stati membri.

Un secondo intervento riguarda la tracciabilità digitale delle catene di approvvigionamento. Tecnologie come la serializzazione dei prodotti basata su blockchain o sistemi di analisi dei rischi supportati dall’intelligenza artificiale potrebbero facilitare l’identificazione dei flussi illegali.

Infine gli analisti indicano come cruciale una maggiore cooperazione con i paesi di origine; soprattutto con la Cina, dove si concentra la produzione mondiale di dispositivi per il vaping. Rafforzare i controlli già nelle fasi di esportazione potrebbe ridurre significativamente l’ingresso di merci irregolari nel mercato europeo.

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