Alla guida di un’azienda metalmeccanica risollevata dalla crisi, l’imprenditrice è una visionaria dei nostri tempi: come consigliere comunale di Cortemilia, sta cercando di combattere lo spopolamento del paese.

Una preziosa storia italiana di carattere e leadership gentile arriva da Cortemilia, piccolo comune piemontese nel cuore dell’Alta Langa, a due passi da Alba. È in questo caratteristico borgo medievale immerso nel verde che si concentrano il carisma, l’ambizione e le competenze di Paola Veglio, abile imprenditrice che con un’idea semplice ma vincente è riuscita a combinare il successo economico con la responsabilità sociale.

Paola Veglio, chi è e cos’ha fatto a Cortemilia

Classe 1979, laureata in Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, Veglio ha risollevato le sorti di Brovind, l’azienda che dal 1986 progetta e costruisce sistemi di vibroalimentazione e orientamento per l’automazione industriale. Grazie a un’accorta strategia commerciale, l’imprenditrice risana dalla crisi la società, quadruplicando il fatturato da 5 a 20 milioni di euro e aumentando il numero di dipendenti da 30 a 165.

Veglio si è impegnata con tutte le sue risorse e ce l’ha fatta da sola in un ambiente maschile e a tratti ostile. La sua è una lezione di leadership femminile a 360 gradi: inclusiva, innovativa, virtuosa. Dal 2013 è amministratrice delegata di Brovind e allo stesso tempo si impegna come consigliere comunale al miglioramento di Cortemilia, comunità di 2.100 abitanti a rischio spopolamento. La sua visione è chiara: trasformare il paese in un polo tecnologico a disoccupazione zero.

Cortemilia dall'alto
Famosa per vino e turismo, Cortemilia sarà un polo tecnologico attrattivo per i giovani

Oggi i paesini delle Langhe non sono più le piccole città di una volta, con negozi e servizi a portata di mano. Quest’area svuotata d’Italia, custode di una cultura unica, è diventata una realtà in via di abbandono, ridotta esclusivamente a paradiso del turismo enogastronomico. La determinazione di Paola Veglio e la voglia di aiutare il suo territorio hanno dato vita a numerose iniziative, diventate un modello per chi cerca una soluzione allo spopolamento.

Trasformare i luoghi della fuga in zone di opportunità: questo il suo obiettivo. È all’imprenditrice che si devono la riapertura di un ristorante-pizzeria e dell’hotel Trepiasì, chiuso da tre anni, la creazione di nuovi posti di lavoro e soprattutto il suo progetto più ambizioso: la rigenerazione di un’ex area industriale di 33mila metri quadrati, fondamentale per permettere alla produzione di Brovind di ampliarsi. L’investimento da 12 milioni di euro serve a rilanciare l’occupazione, favorire l’indipendenza energetica e migliorare il welfare aziendale.

Cortemilia centro del mondo con Paola Veglio

Ormai Brovind è un’impresa glocal, focalizzata sul territorio ma dal respiro internazionale: l’ad ha risanato una filiale dell’azienda in Brasile, investito in ricerca e sviluppo, aperto una sede negli Stati Uniti e lanciato un’intensa attività commerciale nel Nord Europa. Al tempo stesso, continua a sostenere l’istruzione, lo sport e la cultura locali. Non solo: tutte le dipendenti e i dipendenti di Brovind hanno accesso di diritto al nido comunale, l’asilo Piccoli passi, con la retta a carico totale della società.

Ci vuole coraggio a rimanere qui, in questo piccolo territorio di 2.100 abitanti – spiega Veglio –, ma noi ci crediamo e sosteniamo le persone che vogliono restare. I nostri dipendenti sono per lo più persone del posto e per nostra filosofia aziendale incentiviamo l’ingresso in azienda dei giovani del luogo. Dare e creare valore sono indispensabili per tenere viva la comunità; in cambio riceviamo impegno, entusiasmo e partecipazione, linfa vitale per continuare a fare meglio e guardare con ottimismo al futuro”.

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ultimo aggiornamento: 22-04-2024


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