La moda è affrontata da una saturazione del mercato, ghost job e disoccupazione giovanile. Questo fenomeno si verifica sia a livello globale che in Italia, complicando l’ingresso nel settore per i giovani, mentre le scuole di moda cercano di adattarsi e rinnovare la formazione offerta.
Sfide globali e ostacoli per l’accesso al settore
Sfondare nella moda non è un’avventura facile.
Se in passato la barriera principale era l’inaccessibilità di questa industria glamour e esclusiva, oggi la difficoltà maggiore è legata alla saturazione del mercato.
In molti paesi occidentali, incluso il Regno Unito e gli Stati Uniti, si verifica una significativa riduzione delle opportunità per gli entry-level.
Il problema si traduce in una scarsa disponibilità di posizioni per i neolaureati e per coloro che sono alla ricerca delle prime esperienze lavorative.
La moda, una volta vista come un mondo dorato e aspirazionale, si è trasformata in un terreno complesso dove fare il primo passo è una vera impresa.
Il problema degli annunci di lavoro fasulli
I ghost job, come suggerisce il termine, sono offerte di lavoro fantasma che, pur sembrando reali, non conducono a nessuna effettiva opportunità.
Numerose aziende pubblicano queste finte inserzioni non solo per valutazioni interne o per dimostrare un’attività fiorente agli occhi del pubblico e degli azionisti.
La frustrazione per i giovani candidati è palpabile: inviano numerosi curriculum senza mai ricevere risposte concrete.
Alcuni governi stanno cercando di arginare il fenomeno.
In Canada, la provincia dell’Ontario ha lanciato il programma “Working for Workers” per aumentare la trasparenza nel processo di assunzione.
Negli Stati Uniti, si sta discutendo un disegno di legge per obbligare le aziende a ritirare subito le offerte dopo avere selezionato un candidato.
La situazione critica della disoccupazione giovanile all’estero
La disoccupazione giovanile è un problema acuto nei paesi occidentali.
In Inghilterra, il tasso tra gli under-24 ha raggiunto livelli preoccupanti, arrivando fino al 14%.
Anche negli Stati Uniti, i giovani lavoratori affrontano una situazione difficile, con elevati tassi di sottoccupazione.
Questa situazione non limita solo le opportunità di impiego, ma porta molti giovani a cambiare strada, spesso abbandonando la moda per cercare alternative più stabili.
I processi di selezione, a volte ridicolamente complessi, scoraggiano ulteriormente i candidati, che si trovano di fronte a prove eccessive per posizioni marginali.
Il complicato ingresso nel mercato italiano della moda
In Italia, l’ingresso nel settore della moda può essere ugualmente complicato.
Specialmente nelle città come Milano, centro nevralgico del fashion italiano, la concorrenza è spietata.
Le posizioni entry-level, che dovrebbero rappresentare una porta d’accesso, sono spesso riservate a coloro che vantano già un’esperienza pregressa, creando un circolo vizioso.
Scuole di moda prestigiose sfornano ogni anno un numero di talenti superiore a quello che il mercato può assorbire, peggiorando la situazione per i nuovi aspiranti.
La pressione aumenta poiché Milano diventa un hub globale che attira candidature da tutto il mondo.
Il ruolo delle scuole di moda nella formazione e collocazione
Le scuole di moda giocano un ruolo cruciale nella preparazione dei giovani aspiranti.
L’Accademia Costume & Moda, per esempio, ha istituito un ufficio collocamento per aiutare gli studenti a trovare opportunità di stage e lavoro.
Questi istituti stanno cercando di adattarsi all’evoluzione del settore, puntando sulla qualità e sulla formazione specifica, necessarie per competere in un panorama così competitivo.
Malgrado il calo delle opportunità nel complesso, alcuni percorsi accademici riescono ancora a garantire alti tassi di collocamento, soprattutto nei settori di Fashion Business e Fashion Sustainability.
L’evoluzione del lavoro creativo nella moda
Nel mondo della moda di oggi, lavorare creativamente richiede flessibilità e adattabilità.
Il multi-hyphenate è il nuovo trend tra i creativi che operano contemporaneamente in più ambiti.
Non è raro che chi vuole sopravvivere nel settore debba differenziare le sue attività, includendo collaborazioni occasionali e opzioni freelance.
Questa modalità di lavoro diversificato non solo promuove la resilienza, ma stimola anche l’innovazione.
La capacità di reinventarsi e sfidare le convenzioni sembra essere più vantaggiosa che mai per chi cerca di lasciare il proprio segno in un settore in costante evoluzione.








