Leonardo Fioravanti, surfista professionista nato a Roma l’8 dicembre 1997 e cresciuto tra Cerveteri e l’oceano, è diventato nel giugno 2026 il primo italiano a salire al numero uno del ranking mondiale WSL, dopo la vittoria in El Salvador e il secondo posto al Vivo Rio Pro di Saquarema, in Brasile: un passaggio che ha cambiato il peso del surf italiano, a lungo considerato una disciplina di margine nel panorama sportivo nazionale.
Chi è Leonardo Fioravanti, il romano che ha portato l’Italia in cima al surf mondiale
A ventotto anni, Leonardo Fioravanti è il volto più riconoscibile del surf made in Italy. Alto 1,80, segno zodiacale Sagittario, professione surfista a tempo pieno, ha costruito la propria carriera lontano dai riflettori più tradizionali, dentro un circuito internazionale dominato per decenni da brasiliani, australiani, statunitensi e hawaiani. “Sono cresciuto inseguendo onde e valigie”, ha raccontato più volte parlando della sua formazione, iniziata presto e mai davvero separata dalla vita familiare.
Romano di nascita, ma legato al litorale nord del Lazio, Fioravanti ha scoperto la tavola seguendo il fratello maggiore Matteo Fioravanti, anche lui passato dalla nazionale italiana. La madre lo ha avvicinato al mare, il fratello gli ha dato il primo modello sportivo. Da lì, quasi senza una pausa netta, sono arrivati viaggi, gare giovanili, trasferte in Francia e in Portogallo. Il debutto nel circuito professionistico è arrivato a quindici anni con una wild card al Quiksilver Pro France, mentre a sedici ha conquistato il titolo europeo Under 21. Non un dettaglio, per un ragazzo italiano in uno sport dove l’Italia partiva parecchio indietro.
Dagli inizi a Cerveteri all’infortunio alle Hawaii: la costruzione di un campione
La storia agonistica di Fioravanti non è stata una linea dritta. Nel 2015, durante una gara alle Hawaii, una caduta gli ha provocato la frattura di due vertebre alla schiena: sette mesi di stop, riabilitazione, paura di non tornare più lo stesso. In quel momento, ha confidato in passato, “l’obiettivo era rimettersi in piedi, poi pensare al surf”. Solo allora è iniziata una seconda carriera, più matura, meno istintiva.
Il rientro è stato rapido e pesante sul piano simbolico: nello stesso anno Fioravanti ha vinto il titolo mondiale ISA Under 18, primo italiano a riuscirci. Due anni più tardi, nel 2017, è diventato anche il primo azzurro a qualificarsi per il Championship Tour della World Surf League, l’élite del surf professionistico. Da quel momento il calendario si è riempito di nomi che, nel surf, valgono quanto stadi e circuiti negli altri sport: Pipeline, Tahiti, Australia, Portogallo, Brasile. Onde diverse, avversari diversi, stesso obiettivo: restare tra i migliori.
La svolta del 2026: vittoria in El Salvador e vetta del ranking WSL
Il salto che ha portato Leonardo Fioravanti al centro della scena internazionale è arrivato nel giugno 2026. Il 14 giugno, sulle onde di El Salvador, il surfista romano ha vinto per la prima volta una tappa del Championship Tour, battendo in finale il brasiliano Italo Ferreira, campione olimpico a Tokyo. Per l’Italia è stata una prima volta: nessun connazionale, prima di lui, aveva mai conquistato una prova del massimo circuito mondiale.
Una settimana dopo, a Saquarema, nel Vivo Rio Pro, è arrivato il risultato che ha completato il passaggio di status. Il secondo posto in Brasile gli ha consegnato la vetta del ranking mondiale WSL, trasformandolo nel primo italiano numero uno della classifica. Non era solo una posizione provvisoria in tabella: era il segnale che il surf azzurro poteva stare, davvero, nel gruppo di testa. Fioravanti, già olimpico a Tokyo 2021 e Parigi 2024, ora affronta le tappe decisive della stagione con un peso nuovo sulle spalle. Tra queste c’è anche Teahupo’o, a Tahiti, una delle onde più impegnative del circuito e spesso uno spartiacque nella corsa al titolo.
Vita privata, social e immagine pubblica di Leonardo Fioravanti
Fuori dall’acqua, Leonardo Fioravanti mantiene un profilo abbastanza misurato, pur essendo ormai un personaggio seguito anche oltre il pubblico del surf. Nel settembre 2025 ha sposato Sophia Wilson, modella e imprenditrice hawaiana conosciuta nel 2018 a Hossegor, in Francia. La cerimonia si è svolta al Castello di Bracciano, con amici, familiari e diversi protagonisti del circuito internazionale. La coppia divide il proprio tempo tra l’Italia e la North Shore delle Hawaii, base naturale per gli allenamenti invernali e luogo d’origine di Sophia.
Sui social, in particolare su Instagram, dove il suo profilo è @leofioravanti, Fioravanti alterna immagini di gara, sessioni di allenamento, viaggi e momenti privati. Il seguito supera i 280mila follower, cresciuti anche dopo la doppia impresa del 2026. Il tono resta diretto: poche costruzioni, molte onde, qualche scena quotidiana con la moglie e il team. Negli ultimi mesi la sua immagine ha attirato anche l’attenzione della moda e del lifestyle, complice un’estetica pulita, molto legata al surfwear e agli sponsor tecnici, Red Bull su tutti. Ma il centro, per lui, resta quello di sempre: mare, tavola, gara successiva. E adesso, una classifica mondiale da difendere.








