Quando si parla di paura del dentista, l’attenzione si concentra quasi sempre sull’ansia. Tuttavia, alla radice di molte forme di odontofobia c’è un elemento più concreto: il dolore. Infatti, la sofferenza fisica associata alle procedure odontoiatriche è un problema comune, eppure viene spesso trascurata, con effetti che vanno oltre la singola seduta e possono condizionare il percorso di cura e la qualità di vita delle persone.
Non a caso, le difficoltà legate all’odontofobia hanno a che fare con tre piani da affrontare insieme: l’atteggiamento, la prevenzione e il trattamento. Il dolore procedurale in odontoiatria ha caratteristiche che lo rendono difficile da gestire: di solito dura poco, ma può raggiungere un’intensità elevata; inoltre, a complicare il quadro, interviene la componente emotiva.
Il dolore è infatti soggettivo e può essere amplificato da ansia e paura, dando vita a un circolo vizioso in cui la sofferenza attesa alimenta la fobia e la fobia acuisce la percezione del dolore. Non stupisce, quindi, che oltre la metà dei pazienti provi ansia al pensiero di recarsi in uno studio dentistico e che circa il 26% presenti un quadro di odontofobia.
Un capitolo a parte riguarda l’età pediatrica, dove il dolore legato a procedure diagnostiche o terapeutiche è tra le cause più frequenti di sofferenza. Le conseguenze, però, non si esauriscono nell’infanzia: possono lasciare tracce che accompagnano la persona anche da adulta, rendendo ogni visita successiva un’esperienza percepita come minacciosa.
Il rischio più concreto è l’evitamento: chi soffre di odontofobia tende a rimandare le visite, ma allontanare la soluzione del problema porta spesso a un peggioramento del quadro clinico iniziale. Per questo la prevenzione delle patologie odontoiatriche passa anche da un trattamento libero da ansia e dolore, capace di restituire serenità alla visita e di rimettere al centro l’attenzione alla salute orale.
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