Lo stato di famiglia, diversamente dalla convinzione comune, serve a certificare chi vive nell’abitazione.

Quando sentiamo parlare di stato di famiglia, non ci si sta riferendo ad altro se non a quel documento ufficiale che riporta la composizione della famiglia anagrafica, o meglio delle generalità di tutti coloro che abitano sotto lo stesso tetto.

Non dobbiamo lasciarci, tuttavia, fuorviare dall’utilizzo del termine “famiglia”.
Il certificato ufficiale di cui stiamo parlando, infatti, non fa riferimento necessariamente a soggetti legati da un rapporto di parentela, bensì si limita ad elencare tutti coloro che vivono nella stessa abitazione.

Esistono varie ragioni per cui diventa necessario ottenere questo documento, che a tutti gli effetti è forse il più comune fra quelli richiesti dalla burocrazia italiana. A tal proposito, esso può essere sia richiesto sia autocertificato direttamente dal richiedente.

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Ma facciamo un passo alla volta e vediamo insieme di cosa si tratta e a cosa serve lo stato di famiglia. 

Lo stato di famiglia storico

Il termine certificato “storico” di stato di famiglia indica un documento diverso rispetto al certificato tradizionale, poiché mentre quest’ultimo fa riferimento allo stato attuale delle cose, quello “storico” contiene i dati della famiglia anagrafica in un determinato periodo.
Di conseguenza, esso potrà fare riferimento al nucleo familiare originario, andando ad includere persone magari decedute o che comunque non fanno più parte della famiglia.
Alcuni enti pubblici in particolari situazioni potrebbero richiederci questa versione: proprio per questo motivo, tempi e costi di emissione possono essere variabili.

Per quanto riguarda invece lo stato di famiglia tradizionale, esso viene rilasciato dal Comune in cui vengono registrati i membri della famiglia anagrafica. Come anticipato, per membri della famiglia vanno intesi tutti gli inquilini che convivono presso lo stesso indirizzo di residenza. Di conseguenza, in un unico documento possono essere comprese più famiglie “effettive”, o anche persone che non hanno fra loro alcun legame di parentela, come i semplici coinquilini.

Il certificato attestante lo stato di famiglia si rivela dunque utile anche per andare a definire quelli che sono i rapporti intercorrenti tra diversi soggetti. I soggetti conviventi possono anche non essere legati tra loro da vincoli di parentela (ad esempio madre, padre, figli ecc.), ma anche essere tutori legali, coppie conviventi, di fatto e così via.
Come anticipato, i soggetti coabitanti vengono inseriti nel documento attraverso l’indicazione delle generalità: nome, cognome, data e comune di nascita, comune e indirizzo di residenza.

A cosa serve lo stato di famiglia

Perché potremmo aver bisogno di richiedere questo documento?
Innanzitutto, averlo a disposizione è centrale per poter espletare adempimenti burocratici di natura fiscale o per richieste particolari di natura economica e/o giuridica.
Entrando più nel dettaglio, il certificato di stato di famiglia così come anche la sua versione autocertificata, sono utili per poter richiedere gli assegni familiari, per il calcolo dei redditi dei componenti del nucleo familiare per il modello ISEE (ad esempio nel caso di studenti universitari), per consegnarlo al datore di lavoro in caso di assunzione, per richiedere un mutuo e, infine, per poter ottenere bonus e/o agevolazioni economiche o fiscali.

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Stato di famiglia e residenza

Per poter ottenere il certificato di stato di famiglia, dovremo rivolgerci all’ufficio anagrafe del nostro Comune di residenza, ricordando di portare con noi un documento di identità in corso di validità (carta d’identità o patente di guida).
Nel caso in cui il certificato venga rilasciato su carta bollata, sarà necessario pagare una marca da bollo.
In alternativa, potremo anche optare per far richiesta dello stato di famiglia in via telematica. A questo punto, sarà sufficiente fornire i dati riportati sulla nostra tessera sanitaria.

Nel caso di cittadini italiani domiciliati all’estero, sarà possibile richiedere il certificato di stato di famiglia per posta, oppure con il tramite delle ambasciate.

Abbiamo già detto che è possibile autocertificare lo stato di famiglia. Questa autocertificazione può essere mostrata presso le pubbliche amministrazioni, come ad esempio a scuola o nelle strutture ospedaliere, così come a società erogatrici di servizi pubblici.
Affinché sia valida, dobbiamo assicurarci che l’autocertificazione dello stato di famiglia contenga, innanzitutto, i dati anagrafici personali e dei coabitanti; il numero dei componenti della famiglia; e, infine, l’indirizzo di residenza.

Un modello utile per la compilazione

È possibile scaricare online il modello di autocertificazione a questo link, in modo da scaricarlo ed utilizzarlo gratuitamente.

screenshot sito comuni certificato di famiglia
Fonte foto: http://www.comuni.it/certificati/certificazione-di-stato-di-famiglia


Dobbiamo sempre tenere conto che, anche se autocertificata, si tratta di una dichiarazione avente valore legale. In quanto tale, se compilata con informazioni false o mendaci, potremmo incorrere in sanzioni.

Il certificato di stato di famiglia dura 6 mesi, decorsi i quali bisognerà richiederlo di nuovo, gratuitamente. In alternativa possiamo prorogarne la validità attraverso la compilazione di un’autocertificazione firmata che ha lo scopo di attestare la veridicità del contenuto.

Come abbiamo visto, questo documento non si riferisce esclusivamente alla composizione anagrafica, ma anche alla residenza del cittadino.
Tuttavia, se abbiamo interesse di attestare esclusivamente la nostra residenza, sarà sufficiente richiedere un altro documento specifico: il certificato di residenza.

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ultimo aggiornamento: 12-04-2021


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