La campionessa di fioretto, medaglia d’oro e portabandiera italiana alle Paralimpiadi di Tokyo, accolta da una standing ovation.

Bebe Vio sprigiona energia pura e lo dimostra pure in contesti diversi dalle pedane della scherma. La campionessa di fioretto è stata invitata nell’aula della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, ospite della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. La portabandiera italiana alle Paralimpiadi di Tokyo è apparsa in occasione del secondo discorso della von der Leyen sullo stato dell’Unione.

Ursula von der Leyen incontra Bebe Vio a Strasburgo

Accolta da una standing ovation, Bebe Vio ha incontrato anche il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans. “Ho invitato qui un ospite d’onore – ha esordito Ursula von der Leyen –. Lei ha catturato subito la nostra simpatia: diamo il benvenuto a Bebe Vio”.

Ad aprile – ha aggiunto la presidente della Commissione – le avevano detto che rischiava di morire, poi è riuscita a vincere una medaglia olimpica. Bebe è una leader, immagine della sua generazione e figura da cui trarre ispirazione per la sua determinazione”.

Bebe Vio
Bebe Vio

Lo scorso 4 aprile l’atleta azzurra si è dovuta operare per un’infezione da stafilococco. Vio ha rischiato l’amputazione dell’arto sinistro e sembrava che non dovesse partecipare alle Paralimpiadi.

Dopo un recupero record in due mesi, è riuscita a portare a casa un oro e un argento. La medaglia d’oro l’ha conquistata battendo in finale per 15-9 la cinese Zhou Jingjing nella finale di fioretto individuale categoria B. L’argento è arrivato invece nella prova a squadre, dove l’Italia è stata sconfitta in finale per 45-41 dalla Cina.

Bebe Vio, storia e successi ispirano l’Europa

 “Tre ragazze con l’argento vivo addosso – ha scritto Beatrice postando la foto del podio sui social –. Abbiamo trasformato la medaglia di bronzo di Rio in medaglia d’argento. Questo ci deve rendere orgogliose! Godiamoci questo traguardo. Da squadra. Perché insieme tutto è sempre più bello”.

La storia di Bebe Vio – ad appena 11 anni le sono state amputarle braccia e gambe a causa di una meningite fulminante – ha fatto il giro del mondo, così come la solarità, la determinazione e l’autoironia che l’hanno resa un modello e un simbolo delle nuove generazioni.

Bebe ha superato così tante prove nonostante la sua giovane età – ha spiegato la von der Leyen –. La sua storia è veramente un contrasto alle avversità, lei ce l’ha fatta attraverso il talento e la tenacia. Il suo è un atteggiamento positivo, è una paladina dei valori in cui crede, ha raggiunto i suoi risultati applicando il suo credo: se sembra impossibile allora può essere fatto”.

Prendiamo Bebe come esempio di ispirazione – ha concluso la presidente della Commissione –, questa è l’anima dell’Europa e del suo futuro. Rendiamolo più forte insieme”. “Se sembra impossibile, allora si può fare”: così Ursula von der Leyen ha terminato il suo intervento, in perfetto italiano.

ultimo aggiornamento: 16-09-2021


Parità di genere e lavoro: perché uomini e donne devono rompere il glass ceiling

Salone Nautico di Genova 2021: cosa fare e vedere nei giorni della fiera