Secondo i dati Istat, c’è stato un aumento degli occupati nel mese di novembre 2020 e un calo della disoccupazione pari al 8,9%.

Secondo i dati Istat riguardanti il mese di novembre dell’anno che si è da poco concluso, si è registrato un calo della disoccupazione, pari al 8,9% e, di conseguenza, un aumento dell’occupazione. Dati confortanti che fanno sperare in una ripresa futura del paese, anche alla luce della pandemia di Coronavirus che ha colpito profondamente il nostro paese. Scopriamo insieme i principali dati dell’indagine condotta dall’Istituto nazionale di statistica.

Istat, incremento dell’occupazione nel mese di novembre 2020

Secondo i recenti dati diramati dall’Istat, l’occupazione è cresciuta nel mese di novembre, con 63 mila nuovi assunti e, di conseguenza, è calato dell’8,9% il tasso di disoccupati, ossia di quelle persone che cercano un lavoro e non riescono a trovarlo, sul totale della forza lavoro.

Cassiera
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Il dato si fa ancora più interessante se consideriamo la disoccupazione giovanile, che scende del 29,5%. Sicuramente sono ottime notizie, anche se – dando uno sguardo allo stesso mese del 2019 – l’occupazione aveva subito un incremento più sostanziale mentre – nell’anno appena conclusosi – si è visto un decremento di – 390 mila nuovi occupati.

Anche se ci sono differenze tra i due periodi, bisogna notare che l’occupazione è in crescita per entrambi i generi. Inoltre, si registrano più occupazioni a tempo indeterminato (+73 mila); per quel che concerne i contratti a tempo determinato, si riscontra un calo di – 40 mila. In totale, dunque, il tasso di occupazione sale al 58,3%.

Gli inattivi del mercato del lavoro e i posti di lavoro persi per il COVID-19

L’Istat ha fornito dati anche per quel che concerne le persone che sono inattive nel mercato del lavoro, ossia di quegli individui che non hanno un lavoro e che non si attivano per cercarlo. Questo valore sale soprattutto tra le donne – si registra, infatti, un +0,5% – tra uomini e donne, gli over 65 e anche nel target tra i 25 e i 49 anni. Tale dato diminuisce, invece, nel gruppo di unità dai 50 ai 64 anni.

C’è da sottolineare, però, che a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, sono stati persi 300 mila posti di lavoro. Numero che sale nel momento in cui si va a considerare l’intero anno, dal novembre 2019 al novembre 2020, e che arriva a 390 mila.

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