Il primo posto è un ex aequo per Umbria e Toscana: ecco la Top 10 dei migliori vini rossi italiani.

Quali sono i 10 migliori vini rossi italiani? La classifica è stata stilata dal mensile Gentleman del gruppo MF-Milano Finanza. Ogni anno la rivista pubblica un resoconto con un’accurata Top 100, realizzata comparando i punteggi assegnati dalle sei più autorevoli guide enologiche d’Italia. Le “bibbie” sono: Bibenda, Guida essenziale ai vini d’Italia, Vini d’Italia del Gambero Rosso, Vitae dell’Associazione italiana sommelier, I vini di Veronelli e l’Annuario dei migliori vini italiani.

La classifica dei 10 migliori vini rossi italiani

La Top Ten è particolarmente significativa in un periodo difficile come questo, durante il quale, nonostante la pandemia, il vino italiano si conferma leader nel mondo per produzione, export e lavoro. I gradini più alti del podio sono occupati a pari merito da Umbria e Toscana, ma non mancano curiose novità e altri due significativi ex aequo. Scopriamo insieme questa lista incredile.

I 10 migliori vini rossi italiani
Il giro dello stivale nei 10 migliori vini rossi italiani

10° posto: Kupra 2017, Oasi degli Angeli

Rosso marchigiano da uva bordò (biotipo di grenache) firmato da Marco Casolanetti e Eleonora Rossi nella loro Oasi degli Angeli a Cupra Marittima. Dopo la vendemmia, la fermentazione avviene in vasche di cemento, con i soli lieviti indigeni e senza il controllo della temperatura. Poi invecchia in barrique per 32 mesi. La produzione è di sole 420 bottiglie: il costo è proibitivo (245 euro) ma assaggiarlo è un vero privilegio.

9° posto: Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2017, Antinori

Da 26 generazioni e più di seicento anni, Marchesi Antinori segnano l’unicità e l’eleganza del territorio bolgherese. Ottenuto da Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, un rosso che prende il nome dagli animali che attraversano i guadi dei corsi d’acqua nei pressi della Tenuta.

8° posto: Raccontami 2018, Vespa Vignaioli per Passione

È il primo vino del vigneto di Bruno Vespa, messo a punto da Riccardo Cotarella. Un Primitivo di Manduria fatto fermentare in legno e maturare in barrique.

7° posto: Amarone della Valpolicella Classico 2016, Allegrini

Raccontami 2018 condivide la posizione ex aequo con questo Amarone della Valpolicella frutto della sapienza della famiglia Allegrini. Dopo la vinificazione in acciaio viene lasciato maturare a lungo in barrique.

6° posto: Vulture Superiore La Firma 2015, Cantine del Notaio

La cantina lucana del Notaio debutta per la prima volta in questa posizione. Un prestigioso Aglianico nato da uve vendemmiate tardivamente e da un affinamento di 12 mesi in barrique.

5° posto: Monteverro Toscana Rosso 2017

Insieme all’Aglianico c’è questo premier grand cru maremmano, ottenuto dai vitigni bordolesi classici Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Arriva in bottiglia dopo 24 mesi in barrique.

4° posto: Es 2018, Gianfranco Fino

Mutuando Freud, un Salento Primitivo IGT che è istinto e passione sfrenata. Questo vino viene prodotto a partire da vecchie vigne, allevate ad alberello pugliese, nel pieno rispetto e recupero dell’identità del territorio.

3° posto: I Sodi di S. Niccolò 2016, Castellare di Castellina

Portabandiera della storica azienda del Chianti, I Sodi di San Niccolò è stato per ben due volte nella Top 100 di Wine Spectator. Sangiovese affiancato da una piccola quota di malvasia nera, è vinificato in acciaio e lasciato maturare in barrique per un periodo che può arrivare fino a 30 mesi.

2° posto: Solaia 2017, Marchesi Antinori

Conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, questo vino nasce dall’assemblaggio delle migliori vigne della collina Tignanello di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Sangiovese. È un tuffo nel cuore del Chianti.

1° posto (parimerito): Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva 2016 Lungarotti

Un mito tra i grandi rossi italiani, perfetta espressione dell’Umbria e delle sue dolci colline. Le uve sono Sangiovese dal vigneto Monticchio, allevate a doppio cordone speronato e vendemmiate in ottobre. Viene fermentato in acciaio con macerazione sulle bucce per 15-20 giorni, maturato un anno in barrique e affinato vari anni in bottiglia.

1° posto (parimerito): Bolgheri Sassicaia 2017, Tenuta San Guido

Forse il vino italiano più famoso al mondo. Arriva da un vigneto di 75 ettari e da una storica cantina della zona di Bolgheri, situata nella Maremma toscana lungo la costa etrusca che va da Livorno a Grosseto. I vitigni sono 85% Cabernet Sauvignon e 15% Cabernet Franc.

I 280 euro della bottiglia li vale tutti.

ultimo aggiornamento: 11-03-2021


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