Il Ministero della transizione ecologica punta a semplificare l’installazione degli impianti: le procedure più chiare e dirette con il modello unico semplificato.

Il piano dell’Italia per la riduzione dei consumi di energia passa per una maggiore diffusione dello sfruttamento del solare. Oltre all’abbattimento dei limiti per gli impianti a terra nei centri storici e nelle aree vincolate, il Ministero della transizione ecologica ha appena approvato il nuovo modello unico semplificato per semplificare l’installazione di impianti fotovoltaici domestici fino a 200 KW e snellisce l’iter di connessione alla rete.

Fotovoltaico, modello unico semplificato fino a 200 KW

Dopo il bonus 2022, il MITE ha inserito questa iniziativa in un decreto attuativo del DL Energia. La norma allarga quanto già stabilito dall’articolo 25, comma 3, lettera A), del Decreto legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021. Nel Dls si prevede la possibilità di utilizzare un documento semplificato per gli impianti fotovoltaici fino a 50KW per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il decreto attuativo del dicastero di Roberto Cingolani punta a favorire la diffusione dei impianti integrati sui tetti degli edifici anche di maggiori dimensioni. Le condizioni da rispettare sono due:

  • l’impianto deve essere realizzato presso un cliente finale già dotato di un punto di prelievo attivo;
  • avrà una potenza nominale complessiva non superiore a 200 KW.
Una centrale fotovoltaica sul tetto di una casa
Una centrale fotovoltaica sul tetto di una casa

Il modello unico semplificato è un’autodichiarazione, disponibile sul sito del MITE, divisa in due parti: la prima è da inviare prima dell’inizio dei lavori, la seconda al termine della costruzione dell’impianto.

Nella prima parte, il cittadino proprietario dell’abitazione, titolare del diritto reale di godimento o amministratore del condominio, comunica la data d’inizio dei lavori, la potenza dell’impianto (non superiore a 200KW), la potenza nominale complessiva degli inverter, il POD del punto di prelievo e l’indirizzo dell’edificio con i relativi dati catastali. Occorre anche richiedere la connessione alla rete elettrica dell’impianto, indicare la potenza in immissione e autorizzare il gestore di rete a procedere con l’addebito dei costi di connessione.

Nella seconda parte del modello unico semplificato, lo stesso soggetto comunica la data di fine lavori, la potenza nominale e la capacità dei dispositivi di accumulo, la marca e i modelli dei moduli utilizzati e di tutti gli elementi dell’impianto. Infine, autorizza il GSE a procedere all’accredito sul proprio conto corrente dei proventi derivanti dall’erogazione del servizio di scambio.

Modello unico fotovoltaico: come funziona

La comunicazione va inviata al proprio gestore di rete. A quel punto, il gestore, attenendosi alle modalità definite dall’ARERA, verifica che la domanda sia compatibile con le condizioni previste e che siano contemplabili i lavori semplici per la connessione.

In caso di esito positivo di verifica da parte del gestore, la pratica viene immediatamente avviata. È il gestore ad informare il richiedente e ad invitarlo a inviare copia del modello unico al Comune e al GSE, caricare i dati sul portale Gaudì, mandare i file dati dell’impianto alla Regione tramite PEC e saldare gli oneri di connessione.

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ultimo aggiornamento: 04-10-2022


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