Dai benzinai ai verniciatori industriali passando per falegnami e tassisti, la Commissione istituzionale allarga da 65 a 203 i lavori gravosi a cui potrebbero applicarsi pensione anticipata e Ape sociale nel 2022.

La Commissione istituzionale sui lavori gravosi studia un allargamento delle categorie per garantire a chi svolge professioni usuranti di accedere prima alla pensione. È una delle grosse novità in vista del superamento di Quota 100, in scadenza il 31 dicembre 2021. A partire dal 2022, i lavori gravosi potrebbero passare da 15 a 57 gruppi e le mansioni da 65 a 203. L’uscita anticipata dal mondo del lavoro, con la possibilità di andare in pensione a 63 anni oppure di accedere a misure riservate come l’Ape sociale o Quota 41, riguarderebbe mezzo milione di lavoratori.

Lavori gravosi: il nuovo elenco aggiornato

L’elenco aggiornato è stato calcolato incrociando i dati raccolti da Inail, Inps e Istat, stabilendo come criteri di base gli oneri fisici e gli stress lavorativi che richiedono maggiori tutele. I principi guida per definire gravoso un lavoro restano tre:

  1. la frequenza degli infortuni rispetto alla media;
  2. il numero di giornate medie di assenza per infortunio;
  3. il numero di giornate medie di assenza per malattia.

L’ampliamento dei criteri Inail garantirebbe di andare in pensione a 63 anni con 36 di contributi, a patto di aver svolto una mansione gravosa per 6 anni negli ultimi 7 o per 7 anni negli ultimi 10.

Ecco le categorie che sono state individuate per l’elenco dei nuovi lavori gravosi:

  • Benzinai
  • Bidelli
  • Commessi e cassieri
  • Conduttori di autobus e tranvieri
  • Falegnami
  • Forestali
  • Insegnanti delle scuole elementari
  • Macellai
  • Magazzinieri
  • Operatori sanitari qualificati
  • Panettieri
  • Portantini
  • Saldatori
  • Tassisti
  • Verniciatori industriali
Un falegname taglia legno con una sega circolare
I falegnami entrano nella categoria dei lavori gravosi

La decisione definitiva spetta ai ministeri dell’Economia e del Lavoro. Per il momento hanno espresso parere favorevole i leader di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Luigi Sbarra.

L’approfondito lavoro della Commissione – fa sapere la Cisl in una nota – prende in considerazione dati Inps, Inail e Istat oltre a indicatori di molteplici studi scientifici sul livello di infortuni e malattie professionali, sull’onerosità ergonomica e il carico psicosociale nelle varie professioni, confermando quanto da sempre sostenuto dalla Cisl circa la necessità di prestare una particolare attenzione alla previdenza dei lavoratori impegnati in attività particolarmente faticose”.

Lavori gravosi, pensione anticipata “un diritto”

Le istanze presentate nella piattaforma sulla previdenza da Cgil, Cisl e Uil per l’accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età – aggiunge il comunicato –, così come la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, si confermano ancora una volta attuali, perché le pensioni non sono un privilegio, ma un diritto dopo una vita di duro lavoro”.

Dal ministro del Lavoro arrivano cenni d’intesa e filtra un cauto ottimismo. “Con Quota 100 – spiega Andrea Orlandosono andati in pensione per l’80% uomini e per il 20% donne. Rispetto a quell’esperienza dobbiamo correggere tenendo presente le diverse attività svolte nella vita e far sì che il percorso non crei elementi di discriminazione di genere. Quota 100 ha premiato molto chi aveva continuità contributiva, quindi chi lavorava in settori con un certo grado di tutele, altri come in edilizia sono stati abbastanza penalizzati”.

ultimo aggiornamento: 28-09-2021


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