Villalago è uno di quei luoghi che sembrano sospesi oltre il caos quotidiano, adagiato su una cresta rocciosa a quasi mille metri d’altitudine. La sua posizione dominante racconta una storia antichissima, modellata dall’acqua che per secoli ha scolpito gole, terrazze erbose e specchi lacustri dal fascino sorprendente.
Il nome latino Valle de Lacu ricorda la presenza originaria di numerosi laghi, oggi ridotti a tre bacini principali che riflettono boschi, sorgenti e crinali. Il borgo nacque nell’XI secolo grazie ai monaci benedettini, che impostarono un insediamento difensivo poi trasformato dalle famiglie feudali in un piccolo fortilizio appenninico.
Il Borgo dei Cervi vicino l’Aquila
Ancora oggi archi, torri e scalinate testimoniano quel passato, mentre cervi e ungulati scendono ai laghi, regalando a Villalago il titolo di Borgo dei Cervi. Il centro storico è un intreccio di vicoli lastricati, archi di sostegno chiamati suppuort e case in pietra che conservano la tessitura originaria.

Passeggiando tra le terrazze si incontrano edifici che raccontano secoli di storia, come la Chiesa della Madonna di Loreto con il suo portale quattrocentesco restaurato. Più in alto sorge la Chiesa dell’Arcangelo, legata alla presenza longobarda e dominata da un affresco del Cristo Pantocratore che accoglie i visitatori.
La piccola Chiesa dell’Addolorata custodisce una miniatura settecentesca, mentre la Chiesa di Santa Maria mostra una finestra circolare decorata da un elegante traforo rinascimentale. Ogni angolo del borgo rivela un equilibrio raro tra spiritualità, architettura e paesaggio naturale, rendendo la visita un’esperienza sorprendentemente immersiva.
Nella parte alta dell’abitato emerge la Rocca medievale, costruita per controllare gli accessi alla Valle del Sagittario e ancora riconoscibile nel suo impianto originario. Il Torrione cilindrico conserva aperture difensive, mentre le fondamenta di una torre secondaria sono diventate un punto panoramico che domina l’intera vallata.
All’interno dell’area fortificata si trovano esposizioni dedicate ai mestieri tradizionali, con strumenti appartenuti a mugnai, pescatori e pastori, raccontando la vita quotidiana di un tempo. Un antico mulino restaurato ospita ancora una gualchiera funzionante, offrendo un raro esempio di artigianato tessile appenninico tramandato nei secoli.
Pochi minuti di cammino conducono invece al Lago di San Domenico, bacino artificiale del 1929 incastonato in una gola profonda scavata dal Sagittario. Le pareti calcaree scendono verso le acque cangianti alla luce, mentre una passerella costeggia un antico ponte ad archi sommerso dal livello del lago.
Il percorso conduce a un porticato medievale che introduce alla chiesetta legata all’eremita San Domenico, dove tele e simboli raccontano miracoli e leggende popolari. Poco distante si trova il Lago Pio, piccolo bacino carsico collegato al Lago di Scanno, frequentato da cervi e uccelli, per un’atmosfera di quiete assoluta.