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Sostenibilità

Economia circolare, Toffanin: crea valore per territori e comunità

Impianto di biometano con digestori e camion che scarica scarti organici, con due operatori in giubbotti ad alta visibilità
Un impianto di biometano dove gli scarti organici vengono trasformati in energia, esempio concreto di economia circolare nei territori.

Roberta Toffanin, consulente esperta del Mase e componente del Gse, è intervenuta oggi, 30 giugno 2026, al Parco Biometano Ecoross di Corigliano-Rossano, in Calabria, durante l’assemblea pubblica 2026 di Cisambiente Confindustria, per richiamare il ruolo del biometano nella transizione energetica e nell’economia circolare dei territori.

Biometano ed economia circolare al centro dell’assemblea Cisambiente

La cornice scelta non è casuale: il Parco Biometano Ecoross, nel territorio di Corigliano-Rossano, racconta da vicino una filiera che parte dagli scarti e arriva alla produzione di energia rinnovabile. Davanti alla platea di imprese, amministratori e operatori del settore ambientale, Roberta Toffanin ha insistito su un punto: la sostenibilità, oggi, “richiede un approccio integrato che vada oltre la sola produzione di energia”.

Il passaggio, nelle sue parole, è culturale prima ancora che industriale. Non basta produrre energia pulita, ha spiegato la consulente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: serve guardare all’intero ciclo di vita delle risorse, dal conferimento dei materiali alla loro trasformazione, fino al ritorno di valore per comunità e imprese. Un ragionamento concreto, fatto di impianti, autorizzazioni, investimenti. E di tempi, spesso, non semplici.

Toffanin: “Scarti e sottoprodotti diventano risorsa energetica”

“L’economia circolare rappresenta un vero cambio di paradigma, capace di ridurre gli sprechi, valorizzare i materiali e generare valore per i territori e le comunità”, ha detto Toffanin nel corso del suo intervento. Poi il riferimento al biometano, indicato come una delle applicazioni più tangibili di questa integrazione tra gestione dei rifiuti, agricoltura, industria e produzione energetica.

Il meccanismo, in fondo, è chiaro anche fuori dagli addetti ai lavori: scarti organici, sottoprodotti agricoli e matrici biodegradabili possono essere trattati per ottenere un gas rinnovabile, utilizzabile nei trasporti, nelle reti e nei processi produttivi. “Il biometano consente di trasformare scarti e sottoprodotti in una risorsa energetica rinnovabile, con benefici ambientali ed economici”, ha spiegato ancora Toffanin, richiamando il legame tra riduzione degli sprechi e sicurezza energetica. Una frase tecnica, sì. Ma con effetti molto pratici.

Il ruolo del Gse tra strumenti digitali e supporto alle imprese

Nel suo intervento all’assemblea di Cisambiente Confindustria, Toffanin ha poi richiamato il ruolo operativo del Gse, il Gestore dei servizi energetici, nella gestione degli strumenti di incentivo e nell’accompagnamento dei soggetti interessati. L’obiettivo indicato è ridurre le distanze tra norme, procedure e realizzazione degli impianti, un tema che molte aziende del comparto ambientale conoscono bene.

“Il nostro impegno è semplificare l’accesso agli strumenti, rendere più efficienti i processi e accompagnare imprese e territori nella transizione”, ha concluso Toffanin, spiegando che il lavoro passa anche da competenze tecniche, piattaforme digitali e supporto operativo. Non solo contributi, dunque, ma anche assistenza nella lettura delle regole e nella gestione dei passaggi amministrativi. Perché, come confidano spesso gli operatori del settore, il nodo non è soltanto investire: è riuscire a farlo nei tempi giusti.

Calabria, imprese e territori davanti alla sfida della transizione

La scelta della Calabria per l’assemblea pubblica 2026 di Cisambiente Confindustria dà al confronto anche una dimensione territoriale. In aree dove la gestione dei rifiuti, la logistica e la dotazione impiantistica restano temi sensibili, la filiera del biometano può diventare un tassello della transizione, purché inserita in una pianificazione chiara e condivisa. Non una scorciatoia. Un pezzo di lavoro industriale.

A Corigliano-Rossano, il dibattito ha messo insieme ambiente, energia e sviluppo locale, tre parole che spesso viaggiano separate nei documenti pubblici e nelle discussioni politiche. Il messaggio arrivato dal confronto è che l’economia circolare può funzionare solo se viene agganciata a processi misurabili: raccolta, trattamento, produzione, distribuzione, ricadute economiche. Solo allora gli scarti smettono di essere un costo e diventano materia utile.

Per le imprese rappresentate da Cisambiente, il tema resta quello della stabilità del quadro regolatorio e della capacità di programmare investimenti su più anni. Per le istituzioni, invece, la sfida è accompagnare la crescita degli impianti senza perdere il controllo sui territori e sulla qualità ambientale. In mezzo ci sono cittadini, aziende agricole, gestori e amministrazioni locali. Ed è lì, nei passaggi meno visibili, che la transizione energetica si misura davvero.

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