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Sostenibilità

Residenze per anziani più efficienti e sostenibili: l’impegno di E.ON

Operatrice sanitaria spinge un anziano in carrozzina davanti a una Rsa con pannelli solari, sullo sfondo lago e colline
Una struttura per anziani riqualificata con fotovoltaico e percorsi accessibili, simbolo di efficienza e comfort.

E.ON Italia ha completato nel 2026, tra Laveno Mombello e Luino, sul Lago Maggiore, due interventi di riqualificazione energetica nelle strutture socio-sanitarie Fondazione Menotti Bassani Ets e Rsa Mario e Rina Molina, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni e rendere più sicuri e confortevoli gli ambienti destinati agli ospiti più fragili. Due cantieri diversi, per dimensioni e caratteristiche, ma legati dalla stessa impostazione: usare tecnologia, isolamento e controllo degli impianti per incidere sui costi di gestione e, insieme, sulla qualità quotidiana dell’assistenza.

Riqualificazione energetica nelle Rsa del Lago Maggiore

Nel settore socio-sanitario, dove il comfort termico e la continuità dei servizi pesano sulla vita di persone anziane o non autosufficienti, la riqualificazione energetica non è più soltanto una voce tecnica di bilancio. Diventa, piuttosto, una scelta organizzativa. E.ON sta accompagnando alcune strutture in questo percorso, mettendo insieme fotovoltaico, pompe di calore, automazione degli edifici e interventi sull’involucro.

I progetti realizzati alla Fondazione Menotti Bassani Ets di Laveno Mombello e alla Rsa Mario e Rina Molina di Luino, gestita da Aldia, mostrano questa linea di lavoro in modo concreto. Si tratta di due realtà assistenziali radicate nel territorio varesino, frequentate ogni giorno da operatori, familiari e ospiti. In luoghi così, anche pochi gradi in più o in meno, un ricambio d’aria controllato, una stanza meno dispersiva, fanno differenza.

Secondo quanto comunicato da E.ON, gli interventi hanno permesso di ridurre in modo sensibile i consumi energetici e le emissioni di CO₂, con un miglioramento delle classi energetiche degli edifici. Ma il punto, spiegano dall’azienda, non riguarda solo la bolletta. Riguarda anche la gestione degli spazi, la sicurezza interna, la possibilità di monitorare meglio gli ambienti e prevenire criticità.

Fondazione Menotti Bassani, dalla classe F alla A1

Alla Fondazione Menotti Bassani Ets di Laveno Mombello, una delle principali realtà socio-sanitarie della Lombardia, l’intervento ha riguardato una struttura di circa 25.000 metri quadrati, con circa 300 ospiti e 310 dipendenti. Numeri importanti, che rendono più evidente il peso dei consumi energetici su riscaldamento, raffrescamento, acqua calda e gestione degli spazi comuni. Qui il lavoro è stato ampio, distribuito su più fronti.

Il progetto ha previsto l’installazione di un impianto fotovoltaico da 170 kW, insieme a sei pompe di calore elettriche collocate in tre centrali termiche, per una potenza complessiva di 1,9 MW. A questo si sono aggiunti un sistema avanzato di building automation, il rifacimento dell’involucro con isolamento in lana di roccia e la sostituzione dei serramenti. Un pacchetto integrato, non un singolo intervento isolato.

Il risultato, secondo i dati forniti, è il passaggio dalla classe energetica F alla classe A1, con una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa il 60%. Un cambio rilevante per una struttura di queste dimensioni, dove gli impianti funzionano per molte ore al giorno e devono garantire stabilità, non solo efficienza. Nelle residenze per anziani, del resto, il margine di errore è ridotto: il comfort non può dipendere dal meteo o dai picchi di consumo.

A Luino consumi ridotti e aria monitorata

Alla Rsa Mario e Rina Molina di Luino, gestita da Aldia, E.ON ha realizzato un intervento con un obiettivo analogo, adattato però a una struttura diversa. In questo caso, la residenza sanitaria assistenziale è passata dalla classe energetica D alla classe A2, con una riduzione dei consumi energetici pari al 60%. Anche qui, il miglioramento non si limita alla prestazione energetica dell’edificio.

Il progetto ha incluso un impianto fotovoltaico da 20 kWp con un sistema di accumulo da 20,48 kWh, una nuova pompa di calore elettrica per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, oltre a sistemi di building automation per regolare in modo intelligente il clima interno. Sono stati installati anche dispositivi per il monitoraggio della qualità dell’aria, attraverso il controllo della CO₂. Un dettaglio tecnico, certo, ma in una struttura sanitaria ha ricadute pratiche immediate.

L’intervento è stato completato con opere di isolamento dell’edificio, sostituzione degli infissi e rinnovo degli ascensori con impianti di nuova generazione. Alla Rsa di Luino, inoltre, il sistema di monitoraggio della CO₂ è stato pensato per segnalare in tempi rapidi eventuali superamenti delle soglie previste per le strutture sanitarie. Non è un elemento secondario: dopo gli anni della pandemia, la qualità dell’aria negli spazi condivisi è diventata una preoccupazione costante per gestori e famiglie.

Sicurezza, accessibilità e costi di gestione

Oltre all’efficienza, i lavori hanno toccato anche il tema della sicurezza e dell’accessibilità, decisivo quando gli ospiti hanno fragilità motorie o necessitano di assistenza continua. Alla Fondazione Menotti Bassani Ets sono stati installati sollevatori elettrici per agevolare la mobilità delle persone con gravi difficoltà motorie. Sono strumenti che alleggeriscono il lavoro degli operatori e riducono i rischi negli spostamenti quotidiani, dal letto alla carrozzina, dal bagno agli spazi comuni.

“Progetti di riqualificazione energetica come questi assumono oggi sempre più valore, soprattutto in un contesto di crescente attenzione ai consumi, ai costi energetici e alla sostenibilità delle strutture”, ha dichiarato Annette Peters, chief commercial officer di E.ON Italia. Le esperienze maturate con la Rsa Mario e Rina Molina e con la Fondazione Menotti Bassani, ha spiegato, dimostrano come “un approccio integrato possa generare benefici concreti sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista del benessere delle persone”.

Per Peters, la transizione energetica “non è soltanto una sfida tecnologica, ma una grande opportunità per migliorare la qualità dei servizi e rafforzare la sostenibilità di realtà che svolgono un ruolo fondamentale per le comunità e il territorio”. Una formula che, in questo caso, trova applicazione in edifici abitati ogni giorno da persone vulnerabili. E proprio lì, tra corridoi, camere e sale comuni, l’efficienza smette di essere un concetto astratto. Diventa cura dell’ambiente in cui si vive.

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