L’8 luglio 2026, a Roma, nella Sala Biblioteca di Palazzo INAIL in via Quattro Novembre 144A, Remind riunirà istituzioni, imprese e operatori del settore per la nuova edizione de “L’Italia che Abiteremo”, appuntamento dedicato al futuro di città, periferie e territori in una fase segnata dall’avvio del Piano Casa e dalla trasformazione dei luoghi in cui le persone vivono, lavorano e si spostano. La giornata, promossa dall’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, si svolgerà in due sessioni, dalle 9 alle 13.30 e dalle 15 alle 19.30, con al centro immobiliare, infrastrutture, mobilità, sostenibilità, sicurezza e qualità della vita.
Remind porta a Roma il confronto su casa, città e territori
L’iniziativa “L’Italia che Abiteremo” nasce come tavolo di confronto tra pubblico e privato, con l’obiettivo dichiarato di mettere in relazione competenze, progetti e buone pratiche su temi che, negli ultimi anni, sono entrati con forza nell’agenda nazionale: rigenerazione urbana, accesso alla casa, infrastrutture, valorizzazione del patrimonio pubblico e privato. Non un convegno di settore in senso stretto, spiegano da Remind, ma un momento di lavoro rivolto a chi decide, progetta, finanzia e gestisce pezzi di città.
Il contesto è quello di una trasformazione rapida dell’abitare. Le periferie chiedono servizi, le città devono fare i conti con costi crescenti e mobilità da ripensare, i territori colpiti da fragilità ambientali o sociali cercano strumenti più rapidi. In mezzo, il Piano Casa, convertito in Parlamento, che riapre il confronto sulle politiche abitative e sulla capacità delle amministrazioni di trasformare norme e risorse in interventi concreti. È qui, nel passaggio tra programma e cantiere, che Remind prova a collocare la propria iniziativa.
Crisafi: “Serve una visione strategica condivisa”
«Le profonde evoluzioni che stanno ridefinendo l’abitare e la qualità della vita, insieme all’avvio del Piano Casa come convertito in Parlamento, impongono una visione strategica condivisa e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e imprese», ha dichiarato Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e presidente di Remind. Parole nette, affidate a una nota, ma costruite attorno a un punto politico preciso: senza dialogo tra amministrazioni, operatori e investitori, la trasformazione urbana rischia di restare frammentata.
Crisafi ha spiegato che l’incontro vuole promuovere «un confronto concreto» sulle grandi sfide dell’abitare, della mobilità, della sostenibilità e della valorizzazione del patrimonio. Poi ha aggiunto un passaggio che sintetizza il senso della giornata: «Oggi più che mai è necessario mettere a fattor comune buone pratiche, creando un patrimonio condiviso di conoscenze». Solo allora, secondo il presidente di Remind, sarà possibile definire politiche industriali immobiliari e infrastrutturali per territori «più resilienti, sicuri e orientati al benessere dei cittadini». Una formula ampia, certo, ma dentro ci sono dossier molto pratici: case accessibili, edifici da riqualificare, servizi, trasporti, sicurezza urbana.
Dal governo al Parlamento europeo, i nomi attesi a Palazzo INAIL
Alla giornata romana prenderanno parte esponenti del Governo Meloni, del Parlamento italiano e delle istituzioni europee. Tra gli interventi annunciati figurano Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Lucia Albano, sottosegretario all’Economia e alle Finanze, e Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera. È prevista anche la partecipazione di Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea del Parlamento europeo, presenza che porta il tema della casa oltre il perimetro nazionale.
Nel programma compaiono inoltre Erica Mazzetti, presidente dell’intergruppo parlamentare Progetto Italia su lavori pubblici, infrastrutture e rigenerazione, Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio, e Paolo Grasso, capo di Gabinetto del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Sul versante degli affari esteri è indicato Marco Rago, consigliere del ministro Antonio Tajani, mentre per i temi legati alla ricostruzione e alla sicurezza dei territori interverranno, tra gli altri, Luigi Ferrara, capo Dipartimento Casa Italia, Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, e Fabrizio Ghera, assessore della Regione Lazio alla tutela del territorio, demanio e patrimonio. Un parterre istituzionale ampio, dunque, chiamato a misurarsi con questioni che toccano bilanci pubblici, norme edilizie e tempi amministrativi.
Imprese, professioni e terzo settore al tavolo delle buone pratiche
Accanto alle istituzioni, Remind ha annunciato la presenza di numerosi rappresentanti del mondo produttivo, finanziario, tecnico e sociale. Tra i nomi indicati figurano Muhannad Al Salhi di Engel & Völkers, Francesco Burrelli, presidente Anaci e vicepresidente Remind, Fabrizio Capaccioli, presidente GBC Italia, Marcello Cattani, consigliere delegato Remind per industria, innovazione e ricerca e presidente Farmindustria, oltre a Marco Daviddi di EY-Parthenon Italia, Ferruccio Ferranti di Mediocredito Centrale e Gianni Guerrieri, direttore centrale dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
Il confronto coinvolgerà anche soggetti attivi su infrastrutture, progettazione, finanza immobiliare, sicurezza e impatto sociale: da Dario Lo Bosco di FS Engineering a Filippo Salucci dell’Agenzia del Demanio, da Giorgio Pieralli di Cdp a Mario Valducci di Invimit Sgr, fino a Massimiliano Geoli della Croce Rossa Italiana e Don Davide Banzato, missionario della Misericordia. La presenza di realtà così diverse restituisce l’idea di un settore ormai allargato, dove la casa non è più solo edilizia e il territorio non è più solo urbanistica. È servizi, trasporti, cura degli spazi, sicurezza, sostenibilità economica. E, in fondo, capacità di decidere prima che l’emergenza arrivi.








