Seguici sui social

Altre Notizie

Purtroppo manca poco: ecco la data esatta della fine del mondo secondo i matematici

data fine del mondo vicina
Emerge la data della fine dle mondo ed è molto vicina - leonardo.it

Ogni epoca ha la sua data apocalittica preferita. C’è stata quella dei Maya nel 2012, poi la serie infinita di profezie astrologiche, asteroidi annunciati e allarmi cosmici vari. Eppure una delle “previsioni di fine del mondo” più curiose non arriva da profeti o visionari, ma da una formula matematica pubblicata in una rivista scientifica negli anni Sessanta.

Secondo quel calcolo, la data fatidica sarebbe molto vicina. Niente misticismi, niente rivelazioni divine: solo numeri, curve demografiche e una domanda molto concreta. Quanto può crescere l’umanità prima di scontrarsi con i limiti fisici del pianeta?

Quando la matematica prova a prevedere il futuro

Nel 1960 tre ricercatori decisero di affrontare uno dei grandi interrogativi della demografia moderna: la crescita della popolazione mondiale. All’epoca il mondo era appena entrato nell’era del boom demografico. I numeri salivano con una velocità che sembrava inarrestabile e molti scienziati iniziavano a chiedersi quanto potesse durare quella corsa.

Lo studio partiva da un’ipotesi semplice ma inquietante. Se la popolazione continua a crescere con ritmi costanti in uno spazio limitato, prima o poi si arriva a un punto critico. Una specie di “tappo matematico” oltre il quale il sistema non regge più.

Applicando una formula basata sulla densità umana e sulla superficie terrestre disponibile, i ricercatori arrivarono a una conclusione sorprendentemente precisa: 13 novembre 2026.

Una data quasi chirurgica per qualcosa che, evidentemente, nessuno può davvero prevedere con tale precisione.

Non un’Apocalisse spettacolare, ma qualcosa di molto più banale

La parte più inquietante dello studio non riguarda la data, ma il tipo di collasso ipotizzato. Niente meteoriti giganteschi, nessuna guerra nucleare globale. Il problema, secondo i ricercatori, sarebbe stato molto più quotidiano: lo spazio.

perché e quando finirà il mondo

Il problema sarà lo spazio – leonardo.it

Gli autori descrivevano uno scenario in cui la densità umana sarebbe diventata talmente alta da ridurre drasticamente le possibilità di sopravvivenza. In un passaggio rimasto famoso, scrivevano che le generazioni future non sarebbero morte di fame, ma sarebbero state schiacciate dalla sovrappopolazione.

Un’immagine brutale, certo, ma che rifletteva bene l’ansia demografica degli anni Sessanta. In quel periodo la crescita della popolazione sembrava un fenomeno fuori controllo e molti scienziati temevano un pianeta incapace di sostenere miliardi di persone.

Cosa dicono oggi i numeri sulla popolazione mondiale

Oggi siamo nel 2026 e quella data evocata dallo studio è ormai dietro l’angolo. Ma la realtà raccontata dai dati demografici è molto diversa da quella immaginata sessant’anni fa.

La popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone, un numero enorme ma lontano dallo scenario catastrofico ipotizzato allora. Soprattutto, la crescita non è più esplosiva come nel secolo scorso.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione globale continuerà ad aumentare ancora per qualche decennio, ma con ritmi sempre più lenti. Il picco previsto è intorno ai 10,3 miliardi di abitanti, e dovrebbe arrivare non prima del 2080.

Un orizzonte temporale molto più lontano rispetto al famoso 13 novembre 2026.

Una previsione che racconta più il passato che il futuro

Quella formula matematica oggi non viene presa come una vera previsione della fine del mondo. Piuttosto è diventata un curioso documento storico.

Racconta il clima scientifico di un’epoca in cui la crescita demografica sembrava un treno senza freni e il pianeta appariva improvvisamente troppo piccolo per l’umanità.

La lezione, semmai, è un’altra. Anche quando si usano numeri, grafici e modelli matematici, prevedere il futuro resta un esercizio tremendamente complicato.

Change privacy settings
×