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Lavoro

Case green, Pasca: il patrimonio immobiliare italiano è ancora troppo obsoleto dal punto di vista energetico

Tecnico con tablet osserva un condominio datato mentre un operaio posa pannelli isolanti vicino a una finestra
Intervento di isolamento su un condominio anni Sessanta, simbolo delle sfide della riqualificazione energetica delle case in Italia.

La domanda di case efficienti cresce in Italia nel 2026, ma il patrimonio immobiliare costruito in larga parte tra gli anni Cinquanta e Settanta resta frenato da impianti datati, scarsa coibentazione e vincoli architettonici: a segnalarlo è Antonio Pasca, fondatore e presidente di Casaè, che invita istituzioni, imprese e famiglie a guardare con realismo alla riqualificazione energetica degli edifici.

Case efficienti, la svolta del mercato immobiliare

“La domanda di abitazioni efficienti dal punto di vista energetico cresce costantemente, ma il patrimonio immobiliare italiano continua a presentare criticità strutturali”, ha spiegato Antonio Pasca, presidente di Casaè, rete immobiliare in franchising nata nel 2021. Il nodo, secondo l’imprenditore, è tutto nella distanza tra le nuove esigenze degli acquirenti e una parte consistente degli edifici italiani, realizzati quando isolamento termico e risparmio energetico non erano ancora criteri centrali nella progettazione.

Il cambiamento, nel mercato, si vede già nelle trattative quotidiane. Fino a pochi anni fa la scelta di una casa ruotava quasi sempre attorno alla posizione dell’immobile; oggi, ha osservato Pasca, pesano molto di più i consumi energetici, la qualità costruttiva, gli spazi esterni e il comfort. L’aumento delle bollette, in quel momento, ha fatto il resto: l’efficienza non è più percepita solo come una scelta ambientale, ma come una necessità economica concreta.

Edifici datati, impianti obsoleti e vincoli: il nodo della riqualificazione

Il problema principale riguarda la struttura stessa del patrimonio edilizio italiano. Gran parte degli immobili, ha ricordato Pasca, è stata costruita tra gli anni Cinquanta e Settanta, in una fase in cui cappotti termici, serramenti performanti e impianti a basso consumo non erano una priorità progettuale. A questo si aggiungono caldaie superate, dispersioni di calore, difficoltà decisionali nei condomini e, non di rado, interventi rinviati per anni.

C’è poi il tema degli edifici storici, che in Italia pesa più che altrove. I vincoli architettonici tutelano un patrimonio unico, ma rendono spesso più complessa la riqualificazione: non basta sostituire un infisso o intervenire sulla facciata, perché ogni scelta deve convivere con regole di tutela e autorizzazioni specifiche. “Bisognerebbe trovare un equilibrio tra efficacia degli interventi e sostenibilità dei conti pubblici”, ha detto Pasca, indicando la necessità di una programmazione più stabile.

Secondo il presidente di Casaè, servono incentivi pluriennali, accesso più semplice al credito attraverso mutui e finanziamenti agevolati, procedure amministrative meno lente e strumenti pensati per gli immobili sottoposti a tutela. Non una corsa disordinata ai bonus, dunque. Piuttosto, un percorso prevedibile per famiglie, imprese e professionisti.

Casaè, formazione e credito al centro del nuovo franchising

È da questa lettura del mercato che nasce Casaè, fondata nel 2021 da Antonio Pasca dopo oltre quarant’anni nel Real estate. Agente immobiliare qualificato dal 1987, Pasca ha guidato per tredici anni una delle principali reti immobiliari italiane in franchising e ha ricoperto incarichi istituzionali, dalla Camera di commercio di Torino alla vicepresidenza nazionale vicaria di Anama Confesercenti. Nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Il modello della rete, nelle intenzioni del fondatore, punta a superare il franchising tradizionale. “Il valore di una rete non si misura soltanto dalla notorietà del brand, ma dalla qualità delle competenze dei suoi affiliati”, ha spiegato Pasca. Per questo Casaè lavora su tre direttrici: formazione continua, innovazione tecnologica e accesso al credito.

La formazione è il primo tassello. Il network prevede un percorso triennale con verifiche finali, pensato per rafforzare competenze tecniche, commerciali, urbanistiche, fiscali e relazionali dei consulenti. In questa direzione si inserisce anche la collaborazione con la Scuola superiore Carolina Albasio, in provincia di Varese, che ha avviato un corso triennale in Mediazione linguistica nel Real estate con programma formativo realizzato insieme a Casaè. “Il settore richiede competenze multidisciplinari”, ha confidato Pasca, “e deve superare l’immagine dell’agente immobiliare improvvisato”.

Digitale, aste giudiziarie ed Esg: la casa possibile delle famiglie

Accanto alla formazione, Casaè ha sviluppato un Crm proprietario, una piattaforma che centralizza le informazioni sui clienti e semplifica il lavoro quotidiano delle agenzie. C’è poi Quantum Credit spa, società dedicata alla mediazione creditizia, che assiste le famiglie su mutui, finanziamenti, assicurazioni e cessione del quinto. Strumenti operativi, non vetrine.

La trasformazione digitale passa anche da CasaèVisit.it, piattaforma con cui il gruppo mette in contatto domanda e offerta in modo più diretto: il venditore può visualizzare le richieste degli acquirenti e selezionare quelle più coerenti con le proprie esigenze. “La tecnologia non sostituisce il professionista”, ha ammesso Pasca, “ma ne aumenta l’efficienza, lasciando al centro la relazione umana”.

La rete ha investito inoltre nella consulenza sulle aste giudiziarie, segmento in crescita del mercato, e in iniziative legate ai criteri Esg. Tra queste c’è la collaborazione con Treedom, da cui è nata la Foresta Casaè, con migliaia di alberi piantati in diversi Paesi. Un segnale, più che una soluzione.

Per Pasca, la casa resta il principale investimento delle famiglie italiane, ma è cambiato il modo di sceglierla. “Siamo passati dalla ricerca della casa ideale alla ricerca della casa possibile”, ha osservato. Tra redditi diversi, costi energetici elevati e nuove abitudini abitative, il ruolo del consulente immobiliare diventa quindi più delicato: accompagnare cittadini e imprese con competenza, trasparenza e strumenti adeguati a un mercato che chiede qualità, sostenibilità e conti sostenibili.

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