Aica-Associazione italiana Confindustria Alberghi e Manageritalia hanno sottoscritto nel 2026, per le aziende dell’industria alberghiera aderenti ad Aica, il rinnovo del Ccnl dirigenti alberghi, un accordo valido dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 per aggiornare retribuzioni, welfare, previdenza e tutele in una fase di trasformazione del turismo italiano. Il testo, firmato dalle parti sociali, conferma l’impianto del contratto nazionale come riferimento unico per la regolazione del rapporto manageriale e rilancia il contrasto al dumping contrattuale, tema che nel settore resta sensibile anche per la frammentazione delle imprese e dei modelli organizzativi.
Ccnl dirigenti alberghi, accordo valido fino al 2028
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro riguarda i dirigenti delle aziende alberghiere aderenti ad Aica e decorre dal 1° gennaio 2026, salvo le date specifiche previste per alcuni istituti. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2028. Un orizzonte triennale, dunque, pensato per dare stabilità alle imprese e ai manager in una fase in cui il mercato turistico continua a cambiare, tra nuove abitudini di viaggio, investimenti digitali e pressione sui costi.
Nel testo le parti richiamano il valore dell’unicità del Ccnl dirigenti, definito come strumento di tutela, qualificazione e corretta regolazione del rapporto di lavoro. Non solo salario. L’accordo insiste anche sulla bilateralità, cioè su quel sistema di enti e fondi condivisi tra imprese e dirigenti che interviene su formazione, welfare, previdenza e politiche attive. È lì, secondo Aica e Manageritalia, che passa una parte della qualità delle relazioni industriali nel comparto.
Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha spiegato che il rinnovo “conferma la capacità della contrattazione collettiva di dare risposte concrete in una fase ancora complessa per imprese e dirigenti”. Ballarè ha richiamato gli interventi su welfare, previdenza e coperture assicurative, ma anche il ruolo del contratto come presidio contro applicazioni al ribasso. Per un settore “centrale per il turismo e per l’immagine del Paese”, ha aggiunto, investire sulla qualità della managerialità significa incidere sulla qualità delle imprese e dei servizi.
Aumenti retributivi e indennità per vitto e alloggio
Sul piano economico il rinnovo del Ccnl dirigenti alberghi prevede un incremento complessivo della retribuzione di fatto pari a 700 euro mensili a regime, salvo assorbimenti per eventuali anticipi concessi dopo il 1° luglio 2024. L’aumento sarà distribuito in tre tranche: 250 euro dal 1° luglio 2026, 240 euro dal 1° gennaio 2027 e 210 euro dal 1° gennaio 2028. Una scansione graduale, pensata per accompagnare i bilanci aziendali senza rinviare il recupero economico dei dirigenti.
L’intesa interviene anche sull’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, voce che nel settore alberghiero ha un peso specifico per le caratteristiche dell’attività. Dal 1° luglio 2026 l’importo mensile lordo passerà a 245 euro, con un aumento di 100 euro al mese rispetto al valore precedente: 148 euro riferiti al vitto e 97 euro all’alloggio. In caso di assenza del servizio, sarà riconosciuta un’indennità mensile di pari valore.
Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, ha definito il rinnovo “uno strumento contrattuale moderno, equilibrato e capace di accompagnare le imprese in una fase di profonda evoluzione del mercato”. L’accordo, ha detto, rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze delle aziende e la valorizzazione della funzione manageriale. In quella funzione, ha confidato Fabri, il sistema alberghiero riconosce una leva per crescita, innovazione e competitività.
Welfare contrattuale, formazione e piattaforma Cfmt
Una parte centrale dell’intesa riguarda il welfare contrattuale. Per il triennio 2026-2028 le aziende riconosceranno ai dirigenti un credito welfare complessivo minimo di 5.600 euro, erogato attraverso la piattaforma Cfmt: 2.600 euro per il 2026, poi 1.500 euro nel 2027 e altri 1.500 euro nel 2028. Le somme potranno essere utilizzate secondo le modalità previste dalla piattaforma, con un’offerta che le parti si impegnano ad ampliare nel tempo.
Il perimetro indicato è ampio: previdenza complementare, tutela sanitaria, istruzione, assistenza personale e familiare. In parallelo viene confermato e rafforzato il ruolo del Cfmt sulla formazione e sulle politiche attive. Il contributo destinato ai percorsi di supporto nei casi previsti dal contratto viene fissato a 2.000 euro, una cifra che punta a sostenere la crescita professionale dei dirigenti e, insieme, la competitività delle imprese.
Nel comunicare l’accordo, le parti hanno insistito anche sul tema del ricambio generazionale. Il rinnovo introduce strumenti di invecchiamento attivo, mentoring e tutoraggio per i dirigenti senior prossimi all’età pensionabile, così da favorire il trasferimento di competenze verso le nuove generazioni. Non è un dettaglio secondario: in molte strutture alberghiere, soprattutto quelle più complesse, la continuità gestionale passa anche da saperi pratici, relazioni costruite nel tempo, conoscenza dei reparti.
Previdenza, assicurazioni e nuove tutele per i dirigenti
Sul versante previdenziale l’accordo interviene sul Fondo Mario Negri, prevedendo un incremento progressivo del contributo integrativo a carico del datore di lavoro. Dal 1° gennaio 2026 viene inoltre elevato il contributo ordinario a carico del dirigente, che passa dall’1% al 2%, calcolato sulla retribuzione convenzionale annua. Una modifica che rafforza il pilastro previdenziale del contratto, in un contesto in cui la pensione integrativa pesa sempre di più nelle scelte di lungo periodo.
In materia assicurativa viene confermato l’adeguamento della Garanzia Infortuni Pastore. Il premio annuo salirà da 410 euro a 560 euro per assicurato, sempre dal 1° gennaio 2026, con l’obiettivo di dare continuità alle tutele previste dal contratto e aggiornarne la copertura. Il rinnovo prevede inoltre una rimodulazione delle agevolazioni contributive per nuove assunzioni o nomine dirigenziali, con attenzione all’inserimento di manager nelle Pmi alberghiere.
Tra le novità figurano anche la disciplina del dirigente temporaneo e interventi su genitorialità, gravi patologie, pari opportunità, diversità, inclusione e trasparenza retributiva. Sarà istituito un Osservatorio nazionale dedicato, chiamato a seguire l’evoluzione di questi temi nel settore. Un passaggio che, nelle intenzioni delle parti, dovrà rendere il contratto non solo uno strumento economico, ma anche una cornice di gestione più aggiornata dei rapporti di lavoro manageriale.








