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Lavoro

FederlegnoArredo, export in calo nel primo trimestre: pesano Usa e Medio Oriente

Addetto in magazzino con clipboard tra pallet di mobili imballati e tavole di legno vicino a un container aperto
Un addetto controlla le spedizioni in un magazzino del legno-arredo, tra pallet imballati e container in carico.

La filiera legno-arredo italiana ha chiuso il primo trimestre 2026 con esportazioni in calo del 5,2%, pari a 4,4 miliardi di euro, mentre ad aprile è scattato l’allarme sulle importazioni di mobili dalla Cina, cresciute del 19,6%: lo segnalano oggi i dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo su base Istat, in un quadro segnato da domanda estera debole, tensioni geopolitiche e timori per la tenuta delle imprese del settore.

Export legno-arredo in calo nel primo trimestre 2026

Il rallentamento della filiera legno-arredo prosegue e si vede nei numeri. Dopo i segnali già emersi nei mesi precedenti, il primo trimestre del 2026 si è chiuso con una flessione del 5,2% dell’export, mentre a marzo il calo si è attestato al 3,1%, secondo le elaborazioni di FederlegnoArredo su dati Istat. Una frenata che arriva in una fase delicata, con ordini più deboli e mercati esteri meno reattivi.

A pesare di più sono gli Stati Uniti, che segnano una contrazione del 15,4% e restano il mercato con la perdita più rilevante in valore assoluto. Male anche due partner centrali in Europa: Germania a -6,9% e Francia a -3,4%. Qualche segnale positivo arriva da Spagna (+1,3%), Svizzera (+3,3%) e Paesi Bassi (+3%), ma si tratta di mercati che, per dimensioni, non riescono a compensare la frenata dei principali sbocchi commerciali.

“La forte frenata degli Stati Uniti, insieme alle difficoltà di Germania e Francia, sottrae slancio ai nostri principali mercati di riferimento”, ha spiegato Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. Il punto, per le imprese, non è solo congiunturale. È anche una questione di margini, programmazione e capacità di restare presenti nei mercati dove il Made in Italy dell’arredo ha costruito negli anni una posizione forte.

Medio Oriente, il conflitto pesa sugli scambi

Nel quadro dell’export pesa anche il Medio Oriente, area considerata strategica dalla filiera. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni verso la regione hanno registrato una contrazione del 23,4%, con un crollo concentrato soprattutto nel mese di marzo, quando il calo è arrivato al 48,8%. Secondo FederlegnoArredo, l’impatto del conflitto in Iran si è manifestato proprio in quella fase, bloccando o rallentando diversi flussi commerciali.

Le flessioni più pesanti hanno riguardato gli Emirati Arabi Uniti, in calo del 78,5%, e l’Arabia Saudita, scesa del 57,3%. Numeri che, letti da soli, raccontano una brusca interruzione degli scambi. Eppure, ad aprile, qualche movimento di recupero si è visto: per il comparto del mobile, l’export verso i Paesi Opec è passato dal -66% di marzo al -27% di aprile.

“I primi segnali di recupero registrati ad aprile nei Paesi Opec sono abbastanza incoraggianti, ma il quadro resta ancora fragile e incerto”, ha ammesso Feltrin. Il presidente della federazione ha parlato di “progressivo riavvio degli scambi dopo la fase di blocco iniziale”, senza però nascondere la prudenza. In molte aziende, soprattutto quelle più esposte all’estero, la sensazione è che la ripartenza vada verificata mese per mese, ordine per ordine.

Allarme import dalla Cina: mobili a +19,6% ad aprile

Il fronte che preoccupa di più, nelle ultime settimane, è quello delle importazioni di mobili dalla Cina. Ad aprile sono cresciute del 19,6%, un dato che per FederlegnoArredo va monitorato con attenzione. Nel cumulato dell’anno il saldo resta ancora negativo, a -6,6%, ma la federazione precisa che il confronto risente dei picchi raggiunti nel 2025, quando i livelli di ingresso erano già molto elevati.

“L’aumento dei prodotti in ingresso, mentre l’export dei nostri prodotti rallenta, rappresenta un elemento di attenzione per la competitività dell’industria nazionale e per gli equilibri del mercato interno”, ha detto Feltrin. La questione, ha aggiunto, riguarda le condizioni di concorrenza: “Il rispetto delle regole che l’Europa impone alle nostre aziende deve valere anche per chi produce fuori dai confini europei”.

Da qui la richiesta rivolta a Bruxelles. FederlegnoArredo chiede all’Unione europea di mettere in campo misure di tutela del mercato interno, con controlli più severi sulle merci in entrata. “Non farlo significa consentire una concorrenza sleale”, ha confidato Feltrin, richiamando la necessità di difendere imprese e lavoratori senza chiudere i mercati, ma garantendo regole uguali per tutti.

Mobile in difficoltà, legno più stabile ma pesano le materie prime

Anche il comparto del mobile continua a risentire della debolezza internazionale. Nel primo trimestre 2026 il fatturato dell’industria ha segnato un calo del 3,5%, dovuto soprattutto alla flessione delle esportazioni, scese del 7,5%. Le importazioni restano negative nel cumulato gennaio-marzo, a -6%, ma il recupero mese dopo mese ha portato ad aprile a un’accelerazione del +11,2%.

Più stabile appare la situazione dell’industria del legno, che ha chiuso il trimestre con un fatturato quasi invariato, a +0,2%. Dietro questo equilibrio, però, si muovono dinamiche diverse: i prezzi alla produzione sono cresciuti del 3,7% tra gennaio e aprile, compensando in parte la contrazione dei volumi produttivi, scesi del 5,6%. Non poco, per un settore che lavora su catene di fornitura lunghe.

A complicare il quadro ci sono le tensioni sulle materie prime, in particolare sui segati, che registrano incrementi di prezzo superiori al 9%. Per le imprese italiane del legno-arredo, il passaggio dei prossimi mesi sarà quindi doppio: presidiare i mercati esteri più deboli e, nello stesso tempo, difendere il mercato interno dall’aumento di prodotti importati a condizioni ritenute non sempre comparabili. “Serve continuare a investire su qualità, sostenibilità e innovazione”, ha spiegato Feltrin, indicando nel rafforzamento degli strumenti per l’internazionalizzazione una delle leve per aprire nuovi sbocchi commerciali.

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