Seguici sui social

Lavoro

Federmanager porta la parità al centro delle strategie industriali

Manager e manager in riunione in sala conferenze, mentre esaminano un documento su un tavolo con laptop e taccuini
Dirigenti in riunione esaminano un documento, richiamando le strategie di governance e parità di genere in azienda.

Federmanager ha rinnovato nel 2026, per il terzo anno consecutivo, la certificazione Uni/PdR 125:2022 per la parità di genere, confermando a Roma un percorso avviato dentro l’intero gruppo per rafforzare equità, competenze e qualità della leadership in una fase di forte trasformazione del lavoro.

Federmanager rinnova la certificazione Uni/PdR 125

Non viene presentato come un passaggio formale, né come una medaglia da esibire nei bilanci di sostenibilità. Per Federmanager, il rinnovo della certificazione per la parità di genere rappresenta piuttosto la conferma di una linea di governance che coinvolge, insieme alla Federazione, anche Federmanager Academy, Praesidium, Assidai e Manager Solutions. Il modello, spiegano dalla struttura, punta a integrare pari opportunità, responsabilità organizzativa e valorizzazione del capitale umano nelle pratiche quotidiane, non solo nelle dichiarazioni di principio. Una scelta che arriva mentre imprese e manager si confrontano con transizione digitale, nuove competenze e modelli di lavoro più flessibili. E, in molti casi, più complessi da governare.

“La continuità di questo riconoscimento”, ha osservato il presidente di Federmanager, Valter Quercioli, “dimostra che la parità di genere non può essere affrontata come un tema accessorio o reputazionale”. Il punto, ha aggiunto, è legato alla competitività: “Oggi qualità del management e capacità di competere passano anche dalla valorizzazione di leadership e competenze senza squilibri di genere o barriere culturali”. Parole misurate, ma nette. Dentro la rappresentanza manageriale, il tema non è più soltanto inclusione: riguarda selezione, crescita professionale, permanenza dei talenti e accesso alle posizioni decisionali.

Equità retributiva e contratto dei dirigenti

Il percorso della Federazione trova un riferimento anche nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti, che prevede il principio di equità retributiva tra uomini e donne. È uno degli aspetti richiamati da Federmanager nel quadro più ampio del contrasto al gender gap manageriale, ancora presente nel sistema produttivo italiano, in particolare nei livelli apicali e nei percorsi di carriera. Non basta, viene fatto notare, stabilire regole sulla carta. Serve poi misurarne gli effetti, verificarli, renderli parte dei processi.

In questo senso, la certificazione Uni/PdR 125:2022 viene usata come strumento stabile di monitoraggio e miglioramento. Non solo una verifica esterna, dunque, ma un metodo per leggere l’organizzazione: assunzioni, formazione, crescita, comunicazione interna, politiche di welfare. Il rinnovo arriva in un momento in cui molte aziende stanno ridisegnando ruoli e competenze, spinte dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, ma anche dalla necessità di trattenere figure qualificate. La parità di genere, nella lettura di Federmanager, entra qui: nella qualità industriale delle imprese, non in un capitolo separato.

Le società del gruppo: formazione, assistenza e consulenza

Per Manager Solutions, il rinnovo viene letto come un incentivo a lavorare meglio con le imprese. “La certificazione”, ha dichiarato il presidente Fabio Vivian, “rappresenta anche uno stimolo a migliorare continuamente il nostro modo di lavorare e di accompagnare le organizzazioni nei loro percorsi di crescita”. Le aziende, ha spiegato, chiedono “strumenti, competenze e modelli organizzativi capaci di valorizzare le persone”. Da qui l’idea che la parità di genere non sia un adempimento, ma un fattore utile a rendere le organizzazioni più solide e attrattive.

Anche Assidai, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa dei manager, ha collegato l’audit di sorveglianza ai progetti interni sulle persone. Il presidente Armando Indennimeo ha definito “molto costruttivo” il confronto svolto durante la verifica, ricordando i “feedback molto positivi” ricevuti anche sull’uso della comunicazione inclusiva per raccontare missione e attività del Fondo. Un dettaglio non secondario, perché il linguaggio, dentro le organizzazioni, spesso anticipa o frena il cambiamento. Indennimeo ha confidato che questi riscontri spingono Assidai a proseguire “con maggiore impegno” su temi ritenuti ormai centrali.

Sul versante della formazione, Federmanager Academy vede nel rinnovo una coerenza tra ciò che insegna e ciò che pratica. Il presidente Marco Bertolina ha spiegato che la certificazione conferma il legame tra formazione manageriale, inclusione e valorizzazione delle competenze. “Crediamo che inclusione, pari opportunità e merito siano elementi fondamentali per costruire una leadership moderna e sostenibile”, ha detto. Poi l’aggiunta, quasi a chiudere il cerchio: il mantenimento della certificazione non è un riconoscimento formale, ma la prova di un impegno da rafforzare nel tempo.

Praesidium e la sfida del cambiamento culturale

Per Praesidium, società del gruppo attiva nei servizi assicurativi e di welfare, la parità di genere viene collegata alla tenuta del modello organizzativo. L’amministratrice delegata e direttrice generale Valeria Bucci ha sottolineato che il tema resta “un valore fondamentale” per il benessere e la crescita delle persone, ma anche per la qualità e la sostenibilità interna. Il rinnovo, ha spiegato, conferma un impegno che si traduce in pratiche quotidiane, attenzione al merito e cura delle competenze. Non uno slogan, insomma. Un lavoro di gestione.

Il presidente di Praesidium, Giacomo Gargano, ha parlato di un percorso da rendere “sempre più strutturato e integrato”, perché equità e inclusione sono considerate leve utili ad affrontare le trasformazioni del mercato. L’obiettivo dichiarato è sviluppare iniziative capaci di rafforzare una cultura organizzativa che generi valore nel tempo. Federmanager, con il rinnovo della Uni/PdR 125, sceglie così la continuità: procedure, misurazioni, formazione, ma soprattutto un cambio di mentalità. La sfida, oggi, non è ottenere una certificazione. È fare in modo che inclusione, merito e pari opportunità diventino parte dell’identità manageriale delle organizzazioni.

Change privacy settings
×