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Lavoro

TH Group punta in alto: obiettivo 500 milioni di fatturato entro il 2029

Edificio in pietra con impalcature e recinzione di cantiere, tre tecnici consultano una planimetria sul lungolago
Sopralluogo davanti a un ex complesso in pietra in fase di recupero, simbolo degli investimenti di TH Group nell’hotellerie.

A Peschiera del Garda, domenica 12 luglio 2026, TH Group ha annunciato una nuova struttura cinque stelle superior nell’ex Caserma XXX Maggio, mentre il presidente Graziano Debellini ha indicato gli obiettivi di crescita del gruppo: superare i 300 milioni di fatturato nel breve periodo e arrivare a 500 milioni nell’arco di un triennio, puntando su scala, nuove aperture e consolidamento dell’offerta turistica italiana.

TH Group punta a 500 milioni: “La dimensione è fondamentale”

Il ragionamento di Debellini, nell’intervista ad Adnkronos/Labitalia, parte da un dato industriale: il turismo, ha spiegato, resta un settore a bassa marginalità e per reggere deve crescere. “Noi chiudiamo il bilancio il 31 ottobre e nel breve vogliamo superare i 300 milioni”, ha detto il presidente di TH Group, ricordando il percorso di un’azienda passata in dieci anni da 28 milioni a quasi 300 milioni di fatturato.

L’obiettivo successivo, ha aggiunto, è arrivare a 500 milioni in tre anni, a partire dalla prossima primavera. Non una corsa isolata, nelle parole del manager, ma il risultato di una “semina” fatta di rapporti, progetti e nuove gestioni in Italia. “La marginalità viene insieme alla dimensione”, ha spiegato Debellini, indicando nei villaggi, nel turismo invernale, nelle città d’arte e nel segmento cinque stelle le aree su cui costruire il salto.

Il gruppo conta oggi 32 hotel e oltre 6.500 camere. Il riconoscimento arrivato dalla classifica di Scenari Immobiliari, che colloca TH davanti ad altri operatori italiani, è stato accolto con soddisfazione. “Mi ha fatto un certo effetto vedere il nostro gruppo al primo posto”, ha ammesso Debellini. Una frase detta senza trionfalismi, ma con la consapevolezza di un cambio di scala.

Estate 2026 in crescita: mare a +7%, montagna a +20%

La stagione estiva, secondo i dati comunicati dal gruppo a pari perimetro e pari data rispetto allo scorso anno, viaggia con un +7% sul mare e un +20% sulla montagna. Il riempimento ha già superato il 90%, mentre resta aperta la partita delle prenotazioni sotto data, soprattutto per le settimane centrali dell’alta stagione. “Adesso è il momento della rifinitura”, ha spiegato Debellini.

Tra le strutture citate c’è il Free Beach in Sardegna, dove TH Group ha lavorato negli ultimi anni su prodotto, servizi e posizionamento. Ci sono poi gli avviamenti a Praia a Mare, con un villaggio da oltre 300 camere, e all’Isola d’Elba. Sono passaggi delicati, perché — ha ricordato il presidente — gli avviamenti rappresentano “una parte fondamentale” nella vita delle aziende turistiche.

La geografia della spesa racconta differenze nette. In Sardegna, ha osservato Debellini, serve una disponibilità più alta, anche per il costo del viaggio in nave e per un prodotto che negli ultimi due anni è stato rafforzato con attrezzature, più qualità nel cibo e più personale. In Calabria e Basilicata resiste invece una clientela quattro stelle di classe media, con budget più contenuti. La Puglia si avvicina ai livelli sardi, mentre la Sicilia mantiene prezzi più bassi ma beneficia di una stagione più lunga. Bene anche la montagna estiva, dalle Dolomiti a Courmayeur, frequentata da una clientela con maggiore capacità di spesa.

Nuovo cinque stelle a Peschiera del Garda nell’ex Caserma XXX Maggio

La nuova operazione riguarda il recupero dell’ex Caserma XXX Maggio di Peschiera del Garda, un complesso di circa 13 mila metri quadrati inserito nel sito Patrimonio Mondiale Unesco. L’apertura è prevista nella seconda metà del 2027 e, nelle intenzioni del gruppo, segna un rafforzamento nel segmento luxury proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario di TH. L’hotel avrà 109 camere, un ristorante aperto anche agli ospiti esterni, una spa di oltre 4.000 metri quadrati, quattro piscine e una darsena privata.

Il progetto nasce dal recupero di un’area che conserva tracce di oltre duemila anni di storia: dagli insediamenti romani lungo la via Gallica al tratto viario collegato al ponte sul Mincio, fino a un canale medievale e alle testimonianze delle fortificazioni. “Il patrimonio storico e culturale può diventare un motore di sviluppo quando incontra un progetto imprenditoriale capace di valorizzarlo”, ha sottolineato Debellini, citando il rapporto con Bruno Soave, proprietario dell’immobile e amministratore delegato di Freedom Property Srl Società Benefit.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla proprietà, che parla di un progetto pensato per restituire alla comunità un pezzo di storia delle fortificazioni veneziane. L’operazione è stata seguita da Quimmo Prestige Agency come advisor immobiliare. Cristina Gentile, responsabile della divisione hospitality, ha spiegato che la scelta dell’operatore “non è solo individuare un gestore alberghiero”, ma costruire una visione comune capace di tenere insieme territorio, ospiti e rendimento del progetto.

Turismo frammentato, lavoro difficile e incognita Medio Oriente

Debellini ha allargato il discorso al sistema italiano, ricordando la frammentazione del settore: circa 28 mila alberghi familiari su 32 mila strutture. Il tema, secondo il presidente di TH Group, è il passaggio generazionale e la necessità di strumenti più industriali. “Tante volte ho l’impressione che stiamo facendo diventare grandi i gruppi esteri che sono già grandi”, ha detto, chiedendosi se l’Italia voglia davvero un grande gruppo nazionale dell’ospitalità.

Sul fronte del lavoro, la difficoltà è quotidiana. TH può contare su uno “zoccolo duro” di circa mille persone, tra direttori, capi servizio e figure operative che passano dall’inverno sulla neve all’estate nei villaggi al mare; nel complesso, il gruppo arriva a circa 5 mila contratti di lavoro. Ma “la fila dietro la porta non c’è più”, ha ammesso Debellini, spiegando che oggi servono recruiting, formazione, prove sul campo e prospettive di crescita. Da qui la scuola di ospitalità a Venezia, l’iniziativa con giovani egiziani e il lavoro per un Its nel Sud Italia.

Resta poi il nodo geopolitico. Il tour operator Baobab, ha spiegato Debellini, ha risentito della guerra in Iran, ma dopo una fase difficile registra segnali di recupero: a pari data è a +5% e punta a raggiungere il budget da 80 milioni. In Egitto, dove il gruppo gestisce il villaggio di Marsa Alam e vuole crescere, c’è stata una flessione nel pieno della crisi, ma le prenotazioni per l’inverno sono ripartite. “Non faremo il bilancio che avevamo pensato”, ha riconosciuto il presidente, stimando un possibile calo intorno al 30%, con dati ancora in movimento settimana dopo settimana.

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