Con aspettativa retribuita si intende il periodo di congedo spettante al lavoratore in presenza di determinate condizioni. Ecco come funziona.

I casi di aspettativa retribuita sono vari e tutti previsti da una legge apposita.
Questo perché, a differenza dall’aspettativa non retribuita, in questi determinati casi specifici viene permesso al lavoratore di assentarsi dal lavoro per brevi lassi di tempo pur senza perdere lo stipendio. Oltre allo stipendio, il datore di lavoro è anche tenuto al versamento dei contributi previdenziali spettanti al lavoratore dipendente in aspettativa.

Si tratta, dunque, di un’aspettativa pagata, che può essere richiesta dal lavoratore al datore non appena si presenti uno dei motivi contemplati dalla legge.

I casi più noti e ricorrenti sono l’aspettativa retribuita per assistenza ai familiari disabili, quella per motivi personali come un dottorato, il matrimonio, attività di volontariato. Andiamo a scoprirle insieme più nello specifico. 

Aspettativa dal lavoro: cos’è?

Come abbiamo anticipato, i casi di aspettativa retribuita legge vengono individuati direttamente da apposite norme.

La malattia del lavoratore, ad esempio, non fa parte dei motivi individuati dalla legge per giustificare un’aspettativa retribuita dal lavoro. Questo perché la malattia si traduce in un’astensione involontaria dal lavoro e, come tale, è coperta dal cosiddetto periodo di comporto: lo stesso che copre infortuni, gravidanze e puerperio.

La legge prevede la possibilità di fare richiesta di aspettativa dal lavoro senza rischiare di perdere il posto o lo stipendio per chi abbia problemi di salute. Innanzitutto per i lavoratori con invalidità civile superiore al 50%, per i mutilati o per i malati oncologici.
Queste specifiche categorie di lavoratori possono beneficiare di 30 giorni all’anno di aspettativa retribuita a carico del datore di lavoro. In modo da potersi sottoporre ad eventuali cure.

Per ottenere l’aspettativa retribuita, bisognerà fare richiesta direttamente all’azienda, presentando un certificato medico attestante la necessità dei suddetti trattamenti sanitari.

Un’altra categoria di lavoratori tutelata dall’aspettativa retribuita legge sono le donne vittime di violenza inserite in percorsi di protezione certificati dai servizi sociali del proprio comune di residenza, oppure dalle case-famiglia o i centri anti violenza.
Queste persone hanno il diritto ad assentarsi dal lavoro per un massimo di tre mesi. In questo periodo lo stipendio verrà anticipato dall’azienda ma risulterà a carico dell’INPS.

In questo caso, la lavoratrice dovrà avvisare il datore di lavoro con almeno 7 giorni di anticipo. Dovrà comunicargli la data di inizio e di fine della sospensione dal lavoro, nonché allegando un certificato relativo al percorso a cui ci si sottoporrà. La richiesta è destinata all’INPS e può essere redatta dal CAF o dal patronato.

Aspettativa retribuita per volontariato e formazione

Un altro motivo che la legge prevede per l’elargizione dell’aspettativa retribuita è l’attività di volontariato. Sarà necessario, stavolta, che il lavoratore sia iscritto presso un’associazione presente nell’elenco nazionale della Protezione Civile e nei registri regionali.
Stavolta, la durata del congedo dal lavoro è diversa a seconda delle situazioni: 180 giorni all’anno. Di questi 60 usufruibili in maniera continuativa, nel caso di prestazioni di soccorso durante un’emergenza nazionale e 90 giorni l’anno, di cui 30 continuativi, in caso di calamità naturali.

Per quanto riguarda il mondo della formazione continua, nel caso sia predisposta dall’azienda stessa, spetta al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro di appartenenza il compito di individuarne le condizioni da garantire a tutte le categorie di lavoratori presenti in sede. Il CCNL dovrà, in tal senso prevedere il monte ore relativo, la retribuzione garantita, il numero di dipendenti che possono usufruirne contemporaneamente e le modalità con cui farne richiesta.  

Rimanendo in tema formazione, anche i lavoratori che frequentano un Dottorato di Ricerca hanno diritto all’aspettativa della durata di tutto il corso. A condizione che lo studente non risulti beneficiario di una borsa di studio.

pianificazione lavoro
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Come anticipato, anche in caso di nozze possiamo richiedere un periodo di aspettativa retribuita anche relativa a periodi successivi al giorno del matrimonio.

Aspettativa retribuita per motivi di famiglia

L’unico caso di aspettativa retribuita per motivi di famiglia è quella relativa a chi deve accudire un familiare disabile.

Nello specifico, secondo il decreto legislativo 151/2011, per ogni minorenne portatore di handicap grave accertato, la madre o il padre avranno diritto al prolungamento del congedo parentale retribuito fino al compimento dei 12 anni.

La soglia massima di questo periodo di aspettativa è pari a due anni continuativi o frazionati nell’arco dell’intera vita lavorativa. Per poterla ottenere, il minore portatore di handicap non dev’essere ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, a meno che non richiedano la presenza dei genitori.

Per quanto riguarda, infine, l’aspettativa non retribuita per motivi personali, essa può avere una durata massima di 12 mesi complessivi nell’arco della vita lavorativa. Tuttavia, in alcuni casi i CCNL possono prevedere la copertura di singoli permessi per i quali è prevista la retribuzione. 

ultimo aggiornamento: 12-08-2021


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