L’opzione contributivo donne è una possibilità che il fisco italiano riserva ad alcune tipologie di lavoratrici in base alla soddisfazione di specifici requisiti: vediamoli insieme.

Con la legge di bilancio del 2021 il governo italiano ha rilasciato una proroga per l’opzione contributivo donne, conosciuto più comunemente come opzione donna. Questa è una norma molto specifica che permette solo ai lavoratori di sesso femminile, a patto di rispettare determinati requisiti, una forma di pensionamento anticipato.

L’utilizzo di questa pensione è però molto particolare perché chi ne usufruisce ha diritto ad una pensione calcolata in maniera specifica secondo il sistema contributivo invece del sistema misto o, peggio ancora, retributivo.

Questa opzione va ad affiancarsi alle svariate modalità di pensionamento anticipato rispetto alla normale età necessaria per l’ottenimento della pensione di vecchiaia. Parliamo di Quota 100, Pensione anticipata per lavoratori precoci, pensione anticipata per mansioni usuranti, APE sociale o ISO pensione, per capirci.

Il rinnovo dell’opzione contributivo donna è tale perché la pandemia ha prolungato un momento di grande difficoltà per l’occupazione femminile. Grazie alla presenza di quest’opzione diverse lavoratrici potranno andare in pensione in maniera più semplice e rapida.

Che cos’è l’opzione donne di INPS?

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Opzione donna o opzione contributivo donne che dir si voglia è una modalità di pensionamento anticipato estesa con la legge di bilancio 2021.
Questa modalità di pensionamento è ottenibile per tutte le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 Dicembre 2021. Questo indipendentemente dal momento di decorrenza della pensione.

Opzione donna si rivolge alle lavoratrici dipendenti che al 31 dicembre 2020 hanno compiuto 58 anni se dipendenti / 59 anni se autonome.
Se a questa data si hanno 35 anni di contributi è possibile accedere ad opzione donna. 

Le lavoratrici private non devono considerare all’interno degli anni di contribuzione le cifre accreditate per malattia o disoccupazione.
Inoltre è necessario escludere dalla possibilità di usufruire di quest’opzione le lavoratrici che abbiamo ottenuto il diritto al trattamento pensionistico per vecchiaia o anzianità in base ai requisiti introdotti dalla riforma Fornero del 2011.

Una volta soddisfatti i requisiti e presentata la domanda sarà necessario aspettare una quantità di tempo definita finestra mobile che varia da tipologia a tipologia di lavoratrice: da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 18 mesi. L’importo della pensione verrà calcolato in base al metodo contributivo anche se si sono maturati anni di contributi con il metodo retributivo o misto. 

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Economicamente parlando l’utilizzo dell’opzione contributivo donna mette la lavoratrice davanti ad una scelta piuttosto importante. 

Da una parte è possibile andare anticipatamente in pensione con quasi dieci anni prima degli altri, dall’altra invece ci si ritrova con una pensione di anzianità decisamente diversa da quella che si sarebbe ottenuta normalmente.

La cosa più importante da fare è una: calcolare se le perdite dovute alla rimodulazione dell’importo pensionistico sono maggiori dell’importo che si otterrebbe lavorando normalmente fino al sopraggiungere dei normali requisiti.

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ultimo aggiornamento: 17-08-2021


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