Prorogata anche per il 2021 l’Opzione Donna per il pensionamento anticipato: ecco tutte le novità e le informazioni.

L’istituto conosciuto giornalisticamente come Opzione Donna non è altro che una misura sperimentale promulgata dal Governo italiano che prevede delle condizioni per il pensionamento anticipato delle donne.

Già in vigore da alcuni anni, la misura in oggetto è stata prorogata per il 2021 dalla Legge di Bilancio, ossia quel complesso documento contabile che ogni anno viene stilato per tracciare una previsione delle entrate ed uscite dello Stato, assicurando la possibilità di accedere al pensionamento anticipato per le donne che conseguono i requisiti necessari entro il 31 dicembre 2020.

Come è cambiato il pensionamento anticipato per donne
Come accedere a Opzione Donna nel 2021
Come fare richiesta di pensione con Opzione Donna

Ma quali sono i requisiti stabiliti dall’INPS e quali sono le ultime novità di Opzione Donna presenti nel dettato normativo?
Andiamo a conoscere, insieme, la risposta a queste domande.

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Come è cambiato il pensionamento opzione donne

Il provvedimento conosciuto come Opzione Donna è stato introdotto con una legge risalente al 2004, la cosiddetta Legge Maroni, con cui si prevedeva la possibilità, per le lavoratrici che avessero rispettato alcuni specifici requisiti, di accedere in anticipo alla pensione rispetto al sistema ordinario.

Generalmente, infatti, per poter accedere al trattamento pensionistico le donne lavoratrici devono, alternativamente, o perfezionare almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica (in questo caso si parla genericamente di pensione anticipata), oppure aver raggiunto un’età anagrafica pari a 67 anni, unitamente a 20 anni di contributi (comunemente nota come pensione di vecchiaia).

I criteri di accesso a Opzione Donna nelle prime versioni

Per accedere al trattamento di Opzione Donna, così come previsto dalla Legge Maroni del 2004, era necessario che le lavoratrici intenzionate ad andare in pensione in anticipo optassero per il sistema di calcolo contributivo integrale. Inoltre, esse dovevano aver versato 35 anni di contributi ed avere 57 anni di età, (58 se lavoratrici autonome).
Quest’ultimo requisito anagrafico sarebbe stato ricalibrato di pari passo con l’aumento della speranza di vita.

Essendo Opzione Donna una misura sperimentale, questo primo scenario ha subito, nel corso del tempo, varie modifiche.

I criteri di accesso a Opzione Donna nel 2017

Tra di esse ricordiamo in particolare l’emendamento frutto della legge di bilancio per il 2017, che ha esteso l’opportunità di usufruire di Opzione Donna alle lavoratrici che non avessero maturato, entro il 31 Dicembre 2015, i requisiti richiesti a causa degli adeguamenti dell’età anagrafica dovuti all’aumento dell’aspettativa di vita.

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Come accedere a Opzione Donna nel 2021

Attualmente, secondo il dettato del decreto legge entrato in vigore nel 2019, (d.l. 26/2019) la possibilità di optare per il regime sperimentale Opzione Donna, è riconosciuta a tutte le lavoratrici che risultano iscritte all’assicurazione generale obbligatoria ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, del pubblico impiego e lavoratrici autonome), che applichino le regole di calcolo del sistema contributivo; e che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018 un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.

L’elemento relativo all’età anagrafica è rimasto invariato, essendo necessario avere un’età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti, e a 59 anni per quelle autonome.

Pensionamento anticipato per le donne: le regole di oggi

Come abbiamo anticipato nei precedenti paragrafi, l’opzione sperimentale contributo donne, ha subito un’ulteriore proroga per l’anno 2021.
Attraverso un emendamento dell’articolo 16 del succitato decreto legge 26/2019, il legislatore ha stabilito che le lavoratrici dipendenti di età pari o superiore a 58 anni, (59 per le lavoratrici autonome) che abbiano 35 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 2020, possono accedere al regime pensionistico in anticipo rispetto alla formula ordinaria.

In altre parole, questa facoltà è messa a disposizione di tutte le lavoratrici dipendenti che sono nate entro il 31 dicembre 1962, (1961 per le lavoratrici autonome), sempre a condizione di aver versato contributi pensionistici per 35 anni.

Stando al contenuto della Circolare INPS n. 53/2011, per questo tipo di regime pensionistico, resta in vigore la cosiddetta finestra mobile, ossia la condizione che prevede l’erogazione del primo assegno pensionistico solo dopo il decorso di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi che abbiamo appena elencato. I mesi diventano 18 nel caso delle lavoratrici autonome che hanno usufruito della misura Opzione Donna.

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È importante tenere a mente che il requisito contributivo pari a 35 anni di contributi versati, viene considerato solo se l’ammontare di anni è effettivo.
Questo significa che viene esclusa da questo calcolo la quella che viene definita contribuzione figurativa, ovvero quella che viene percepita dalle lavoratrici in occasione di disoccupazione e di malattia non integrata dal datore di lavoro.

Come fare richiesta di pensione con Opzione Donna

Per poter fare domanda, è necessario essere in possesso delle credenziali di accesso all’INPS (PIN rilasciato dall’istituto stesso, le credenziali dell’identità digitale SPID), e procedere alla compilazione ed all’invio della domanda in modalità telematica.
Per fare ciò, ci basterà accedere ai servizi online presenti sul sito ufficiale, nella sezione Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci.

opzione donna INPS
Fonte foto: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemDir=50300

In alternativa, è sempre possibile affidarsi ai Patronati ed agli altri soggetti abilitati, come CAF o commercialisti, oppure possiamo telefonare direttamente al numero verde del Contact Center INPS.

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ultimo aggiornamento: 13-03-2021


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