La rendita catastale di un immobile è necessaria per il calcolo delle imposte come IMU e IRPEF. Ecco come si calcola e come consultarla.

Quando si parla di rendita catastale si fa riferimento all’insieme di norme e regole che consentono di calcolare il valore dei beni immobili ai fini fiscali. Questo valore può differire, anche di molto, dalla reale rendita di un’immobile, qualora questo sia una fonte di reddito, per esempio attraverso una locazione.
Dunque, per calcolare imposte relative ai beni immobili come l’Imposta Municipale Unica (IMU) o l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) di un’unità abitativa, un palazzo o anche di un terreno agricolo, abbiamo bisogno di questo specifico valore.

Se siamo proprietari di un’abitazione, è fondamentale conoscerne a fondo il funzionamento, le sue peculiarità, e le modalità per ottenerla e verificarla. In questo modo potremo interpretare nella maniera più corretta il valore che lo esprime. 
Lo stesso vale per chi ha in progetto l’acquisto di un’abitazione. Essere al corrente della rendita catastale aggiornata dell’immobile prescelto è fondamentale per poter prevedere l’entità delle tasse da pagare una volta effettuato l’acquisto.

In questa guida, scopriremo insieme tutto ciò che è utile conoscere sulla rendita catastale di un bene immobile, sul suo calcolo e sulla sua rivalutazione.

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Rendita catastale immobile

Secondo la legge tributaria vigente sul territorio italiano, la rendita catastale è il valore che viene attribuito a tutti quei beni immobili che siano in grado di produrre o generare reddito.
Nel caso si tratti di immobili che sono stati censiti ed accatastati, possiamo trovare la rendita catastale indicata, alternativamente, sull’atto di acquisto del bene oppure sulla visura catastale.

Si tratta, in altre parole, di un valore fiscale che serve per poter determinare dei dati fondamentali per i proprietari e per i futuri acquirenti. Fra questi parametri troviamo valore catastale, valore dell’immobile e valore erariale.

Il valore catastale del bene immobile è necessario per effettuare il calcolo delle tasse sulle successioni e sulle donazioni, nonché per le tasse catastali ed ipotecarie. Per ottenerlo, useremo proprio il valore della rendita catastale come base imponibile. Quindi lo moltiplicheremo per un coefficiente prestabilito, variabile a seconda della destinazione d’uso dell’immobile ed alla categoria catastale a cui appartiene: la tariffa d’estimo.

Il secondo dato è il valore dell’immobile ai fini della tassazione diretta e al pagamento dell’Imposta Unica Municipale (IMU).

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Infine, sulla base della rendita catastale, possiamo ottenere il valore erariale del bene immobile e la sua redditività. Grazie a questa potremo stabilire il valore di applicazione di tasse e imposte.

Come calcolare la rendita catastale

Per effettuare il calcolo della rendita catastale di un bene immobile, dovremo cimentarci in un calcolo matematico. Per fortuna questo non è eccessivamente complesso. Proprio per questo motivo, può essere svolto anche dai privati cittadini senza ricorrere per forza a dei professionisti abilitati. È chiaro che, per una maggiore garanzia e sicurezza della buona riuscita del risultato, è sempre consigliabile rivolgersi a un contabile, ad un ente di patronato o alla figura di un commercialista. Ma sapere come viene calcolata la rendita catastale può esserci di aiuto, per una prima stima oppure per verificare il lavoro dei professionisti a cui ci affidiamo.

Il calcolo della rendita catastale si effettua andando a moltiplicare due dati, ossia la dimensione dell’immobile e la tariffa d’estimo.
La dimensione dell’immobile va espressa in metri cubi, metri quadri o vani catastali, a seconda della categoria di appartenenza dell’immobile; mentre la tariffa d’estimo è rinvenibile nelle tabelle d’estimo. Questa tariffa non è che un numero elaborato dall’Agenzia delle Entrate in base all’area geografica in cui l’immobile è situato ed alla sua destinazione d’uso.

Verifica della rendita catastale

Per poter effettuare la consultazione della rendita catastale, possiamo utilizzare il servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul sito ufficiale.

screenshot agenzia delle entrate rendita catastale
Fonte foto: https://sister.agenziaentrate.gov.it/CitizenVisure/

Si tratta di un servizio gratuito che permette la consultazione delle rendite catastali relativamente ai beni immobili censiti nel Catasto Fabbricati, nonché per quelli presenti nel Catasto Terreni.

Facendo clic sul link, accediamo al Servizio Consultazione Rendite Catastali. A questo punto, basterà inserire i dati catastali identificativi dell’immobile in modo da ottenere gratuitamente sia il valore della rendita catastale che indirizzo, zona censuaria, categoria, classe e consistenza dell’immobile. Questa soluzione è naturalmente più rapida e comoda rispetto al calcolo autonomo della rendita catastale. Ma, in particolare per le zone in cui l’aggiornamento del catasto è ancora in corso, oppure in presenza di situazioni complesse come immobili antichi, suddivisioni, condoni o sanatorie, è sempre bene fare le opportune verifiche per assicurarci che il valore indicato sia realistico.

Le visure catastali

Quello appena spiegato, tuttavia, non è l’unico modo per ottenere il valore della rendita catastale di un immobile: possiamo anche utilizzare le cosiddette visure catastali.
La visura catastale è un documento ufficiale a pagamento. Possiamo ottenerlo dall’Agenzia delle Entrate – Catasto, che serve a identificare un immobile, un fabbricato o un terreno presente sul territorio italiano.

Data l’importanza di questa informazione, è fondamentale che tale valore sia corretto e, soprattutto, aggiornato rispetto all’attuale situazione dell’immobile.
In particolare, la visura catastale consultata potrebbe non essere aggiornata, per cui c’è il rischio che sia necessario effettuare una rivalutazione dell’intera rendita catastale.

Casa Strada
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La rivalutazione è fissata ad un tasso del 5% nel caso degli immobili compresi nelle categorie catastali A, C, D ed E, e del 40% per quelli del gruppo B.
Questa cifra va moltiplicata per una serie di coefficienti che differiscono a seconda dell’imposta che ci interessa (IRPEF, IMU e così via). L’operazione matematica appena descritta ci permette di ottenere il valore della rendita catastale aggiornato e corretto rispetto all’attuale situazione dell’immobile.

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Riproduzione riservata © 2021 - LEO

ultimo aggiornamento: 16-03-2021


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